Dal mondo
Spagna, ufficializzato il piano
dei controlli fiscali 2009
Diffuse dall'agenzia delle Entrate le direttive generali del programma con identificazione delle aree di rischio
bandiera spagnola

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Risoluzione del 21 gennaio 2009, la Direzione generale dell'Agenzia statale dell'Amministrazione Tributaria (AEAT) ha diffuso le direttive generali del piano generale dei controlli fiscali per il 2009.

Il piano dei controlli, per espressa previsione della legge generale tributaria, è normalmente riservato, ad eccezione delle direttive generali che lo informamo. Sono sempre riservati, invece, i piani parziali di verifica che lo compongono. Il piano costituisce un strumento fondamentale nella pianificazione delle azioni di controllo fiscale e doganale che l'Agenzia effettua annualmente. In particolare, fornisce il dettaglio della quantità e della qualità delle azioni di controllo da effettuare in funzione del raggiungimento degli obiettivi di esercizio prefissati.
Ciò premesso, vediamo più in profondità quali sono le aree di rischio fiscale più nevralgiche che l'Agenzia spagnola intende mettere allo scoperto. Obiettivo principale del piano 2009 è l'attuazione delle direttive impartite con il piano di prevenzione delle frodi diffuso il 20 novembre 2008. Su questa base le aree di rischio vengono classificate, a seconda della natura del controllo da effettuare, in controllo di tipo intensivo, controllo di tipo estensivo e controllo nella fase della riscossione.

Struttura del piano generale dei controlli
Il piano dei controlli per il 2009 si articola nelle seguenti parti: direttive generali che contemplano le principali aree di rischio fiscale che richiedono un'attenzione prioritaria; piani parziali di controllo relativi a ognuna delle aree obiettivo di controllo: controllo finanziario e tributario; dogane e imposte speciali; gestione tributaria e riscossione. In ognuno di questi piani sono definiti i criteri che presiedono la programmazione delle azioni di ogni area e la loro distribuzione tra le distinte unità e ambiti territoriali; norme di integrazione dei piani parziali che prevedono i mezzi e i procedimenti di coordinamento e di collaborazione tra le aree.

Area del controllo intensivo
Tale area comprende tutte quelle azioni dirette alla prevenzione, alla scoperta e alla repressione delle forme più grave di frode, da realizzarsi attraverso forme incisive di controllo come la verifica fiscale. Per il 2009 avranno priorità nel controllo: le strutture fiduciarie che si configurano come trame societarie preordinate alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro; l'utilizzazione di paradisi fiscali come piattaforma della frode; ogni meccanismo destinato all'occultamento della titolarità dei redditi e dei patrimoni; le operazioni di carattere immobiliare di maggior rilevanza; le operazioni economiche compiute tra il 2004 e il 2007 che hanno evidenziato una considerevole movimentazione di contante; la lotta alle forme di frode nell'ambito delle operazioni Iva intracomunitarie, in particolare il controllo di carattere preventivo dell'accesso al registro degli operatori intracomunitari e nel nuovo registro dei contribuenti con liquidazione mensile, nonché il controllo dei contribuenti apparentemente inattivi domiciliati nei cosiddetti nidi societari e società vuote; il settore immobiliare, con riguardo alla determinazione del prezzo di mercato rilevante ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società; le società operanti nel settore della promozione immobiliare che hanno applicato il regime delle società patrimoniali pur non avendone i requisiti, allo scopo di ridurre la tassazione delle plusvalenze; le sublocazioni e le operazioni immobiliari di acquisizione, detenzione e trasferimento di immobili da parte di non residenti; le operazioni di ingegneria fiscale anche implicanti società interposte con scarso livello di operatività economica; le liquidazioni di società trasparenti, le operazioni di fusione e di scissione; la deducibilità delle spese finanziarie; le variazioni fiscali di ammontare rilevante al risultato di esercizio; gli emittenti e i destinatari di fatture false; le operazioni infragruppo che configurano i requisiti dell'applicazione delle disposizioni tendenti a contrastare i prezzi di trasferimento; le transazioni con paradisi fiscali; l'applicazione delle norme antiabuso; le operazioni proprie del regime del consolidamento fiscale (operazioni interne, compensazione delle basi imponibili negative, compensazione delle perdite pregresse, presupposti di ingresso o esclusione dalla fiscal unit); l'osservanza del termine di liquidazione Iva periodica e del relativo versamento; i soggetti che presentano segni esteriori significativi di una capacità economica elevata alla quale non corrisponde un adeguato livello di redditi dichiarati; la prevenzione della presentazione di dichiarazioni periodiche con importi inferiori a quelli dovuti; gli aiuti comunitari e le pratiche di antidumping; la prova della circolazione comunitaria di determinati prodotti soggetti ad imposte di fabbricazione; la prova dell'assolvimento delle imposte speciali su determinati mezzi di trasporto.

Aree del controllo estensivo
Attraverso il controllo estensivo o di massa, l'Agenzia tributaria controlla tutte le dichiarazioni presentate dai contribuenti, elaborando le informazioni disponibili mediante processi automatizzati, con la finalità di intercettare e correggere le irregolarità tributarie meno gravi e complesse, o le dichiarazioni di maggior rischio fiscale.
Le azioni di controllo principali per il 2009 saranno le seguenti: controllo dell'accesso al registro dei contribuenti con liquidazione mensile; individuazione dei rischi nell'assegnazione e utilizzazione postuma del numero di identificazione fiscale ai fini Iva; analisi mediante strumenti informatici delle liquidazioni sulla base dei rischi per la riscossione; controllo dell'adempimento delle obbligazioni tributarie periodiche; controllo incrociato tra sostituti di imposta e sostituiti; controllo delle attività occulte e dell'economia sommersa attraverso le informazioni derivanti dalle dichiarazioni; controllo dell'obbligo di presentazione della dichiarazione annuale e delle fonti di reddito non soggette a ritenuta.

I controlli nella fase della riscossione
Comprendono tutte quelle azioni destinate ad assicurare l'effettiva riscossione delle somme dovute allo Stato. Nel 2009 continueranno ad essere attuate forme di coordinamento tra unità ispettive e di riscossione con l'obiettivo di anticipare l'adozione di misure che migliorino l'effettività della riscossione. Così facendo si tenta di intercettare gli inconvenienti che nascono già nella fase dell'accertamento che presentano un rischio elevato per la riscossione. Completano le direttive del Piano le azioni di coordinamento tra i diversi organi funzionali che attuano ciascuno il proprio piano parziale di controlli. Sarà così rafforzato il coordinamento tra il servizio ispettivo doganale e il servizio ispettivo finanziario e tributario, ad esempio nel settore dei mezzi di trasporto di alta gamma, tendente a rilevare basi imponibili non allineate al reale valore di mercato.

Il piano parziale delle ispezioni
Tale piano parziale determina i programmi delle attività di controllo e fissa i criteri che servono per selezionare i contribuenti da sottoporre a controllo. Non sono contemplate le attività riguardanti i tributi doganali e le imposte speciali. Più in dettaglio, tale piano contempla: blocchi di controlli di tipo generico: controlli nei confronti delle piccole e medie imprese; controlli sulla fatturazione, controlli settoriali, controlli sui professionisti, controlli di società e soci, controlli sulle agevolazioni fiscali e altri accessi specifici indirizzati verso l'accertamento del corretto trattamento tributario di plusvalenze, attività finanziarie e presupposti con collegamenti internazionali; controlli sui grandi contribuenti con particolare riguardo a quei soggetti tassati in base al regime del consolidamento fiscale e che presentano transazioni controllabili alla luce della normativa sui prezzi di trasferimento; controlli sulle frodi dell'Iva comunitaria e sugli obblighi di registrazione e di fatturazione; controlli sugli accordi preventivi di valorizzazione delle transazioni (Apa); i controlli sulla gestione delle grandi imprese definite tali quelle il cui volume di affari supera 6,1 milioni di euro nell'anno immediatamente precedente. Tali controlli, da realizzarsi mediante programmi di riscontro di dati e di riscontri diretti limitati, rispondono alla necessità di realizzare un controllo integrato e si giustificano in ragione della singolarità e peculiarità degli obblighi fiscali di questi contribuenti. Le azioni di controllo funzionali al controllo integrato consistono nel censimento e nella sua manutenzione; negli obblighi periodici, nella liquidazione e in tutte quelle azioni complementari alle precedenti come l'applicazione degli interessi di mora e l'irrogazione di sanzioni.
 

Luca Conte - Papuzzi
pubblicato Mercoledì 25 Febbraio 2009

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