Il Forum si presenta quindi come un organismo volto a favorire, attraverso la condivisione di conoscenze e problemi derivanti dall'applicazione del sistema tributario, la cooperazione e il dialogo con quei soggetti che apportano alle casse dello Stato circa il 40 per cento della riscossione lorda. Le parole d'ordine sono trasparenza e mutua fiducia, in linea con l'aggiornamento del Piano di prevenzione delle frodi fiscali che l'Aeat ha rivisto lo scorso anno prevedendo, tra le varie misure, un miglioramento dell'azione di dialogo con le grandi imprese incentrata su due fasi: creare un tavolo di lavoro informale e diretto con i soggetti interessati e, cosa che verrà implementata successivamente, aprirsi alla massima trasparenza fornendo alle imprese informazioni utili sulle attività di controllo messe in atto dal fisco, in cambio della massima apertura da parte delle stesse nel fornire informazioni utili agli agenti del fisco per i controlli. Questa strategia di dialogo aperto segue appieno le conclusioni delle ultime riunioni del Forum sull'Amministrazione fiscale dell'Ocse tenutesi a Seul, Città del Capo e Parigi e le indicazioni contenute nello studio sugli intermediari adottato dallo stesso Fta nel 2008.
Chi c'è a tavola
Fanno parte del Forum 27 imprese già iscritte nella delegazione centrale dei grandi contribuenti (istituita nel 2005 dal piano di prevenzione delle frodi fiscali) individuate in base a al volume d'affari e le entrate tributarie, le informazioni fornite al fisco, il numero di lavoratori, il settore di attività e la distribuzione geografica. La partecipazione di questo gruppo iniziale di soggetti, a detta della stessa Agencia Tributaria, non deve essere interpretato in nessun modo come un segnale di privilegio rispetto ad altri contribuenti, dato che, in ogni caso, gli accordi che verranno adottati dal Forum saranno applicati in via generale a tutti i soggetti interessati dagli obblighi tributari. Inoltre, il numero iniziale di partecipanti potrà essere modificato in futuro ed è probabile la creazione di altri tavoli di lavoro in ambito territoriale. A oggi, le imprese che partecipano ai lavori sono: Acerinox, ACS, Banco Santander, BBVA, Caja Madrid, Cepsa, Cofares, El Corte Inglés, Endesa, FCC, Gas Natural, Generali España, Grupo WAM Acquisition, Iberdrola, Iberia, Inditex, La Caixa, Mapfre Caja Madrid, Mercadona, Michelin España Portugal, Norfin Holder, Renault España, Repsol YPF, Seat, Siemens, Telefónica y Vodafone. Le imprese hanno accolto con molto favore l'iniziativa, sottolineando la necessità di un cambio drastico del modello di relazione con l'Amministrazione tributaria per facilitare la prevenzione dei rischi fiscali.
All'insegna dell'informalità
Le norme di funzionamento del Forum delle grandi imprese prevedono che questo nuovo ambito di discussione avrà carattere "informale, associativo, flessibile e deburocratizzato" e funzionerà attraverso sedute plenarie e attività portate avanti da specifici gruppi di lavoro. Nella plenaria, presieduta dal presidente dell'Aeat e Segretario di Stato per il Tesoro e Bilancio, Carlos Ocaña, saranno rappresentanti il Consiglio direttivo dell'Agencia Tributaria, da un lato, e i membri dei consigli di amministrazione delle imprese, dall'altro.
Tre gruppi di lavoro subito in azione
Nel corso della prima seduta del Forum, tenutasi lo scorso 10 luglio, sono stati già istituiti tre gruppi di lavoro. Il primo volto a realizzare un codice di buone pratiche tributarie, il secondo volto ad analizzare la razionalizzazione dei carichi fiscali indiretti e il terzo sui prezzi di trasferimento. Tutti gli documenti di lavoro e le conclusioni saranno pubblicati nell'apposita pagina web dell'Aeat.
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