Dal mondo
Svezia: l’Agenzia delle entrate
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A rivelarlo l'indagine di un noto giornalista britannico che ha tratto spunto da un sondaggio di un noto Istituto
agenzia svedese delle entrate_sede ufficio locale
Tutti sanno che gli svedesi pagano moltissime tasse, la Svezia è nota per le sua alte aliquote fiscali, per i mobili dell’Ikea e per gli Abba. Considerato che la parole “tasse” è considerata una parolaccia per molte persone nel mondo, ci si aspetterebbe che l’agenzia governativa che preleva in media circa un terzo del reddito degli svedesi  venga percepita come il nemico pubblico numero uno. Ma nella realtà la situazione non potrebbe essere più diversa. È questo, in sintesi, l’incipit dell’analisi realizzata dal giornalista britannico Davis Wiles che, partendo da un sondaggio, condotto dall’istituto TNS Sifo, ha cercato di spiegare le ragioni del perché l’Agenzia svedese delle entrate, la Skatteverket,  sia di fatto molto popolare e si sia posizionata quinta nella classifica delle Amministrazioni pubbliche nazionali con la migliore reputazione. Un risultato in netto contrasto con quello ottenuto dal suo equivalente americano, l’Internal Revenue Service, che risulta, dagli ultimi sondaggi (Pew Research Center), essere la meno popolare tra le agenzie governative degli Stati Uniti.

Cultura del bene comune, ottimi servizi e capacità di intercettare i bisogni - Una delle ragioni per cui l’operato della Skatteverket, è questo il nome dell’Agenzia svedese delle Entrate, registra un così alto tasso di approvazione da parte dei cittadini risiede nel fatto che molti svedesi  non sono a prescindere “anti-tasse”. Infatti, se in alcuni Paesi pagare le tasse è visto come qualcosa di negativo, in Svezia molti tollerano serenamente l’alto prelievo fiscale e altri lo accolgono persino positivamente. Addirittura, nel Paese nordico sembra crescere il numero di contribuenti che sarebbe disposto ad accettare un livello di tassazione ancora più alto se i soldi raccolti fossero, per esempio, impiegati per dar vita a un sistema sociale ancora più equo e ben funzionante, con servizi pubblici di qualità e una rete di sicurezza per tutti. Oltre ad una consolidata cultura della tassazione, come principio alla base del bene comune, un’altra ragione che spiega la popolarità dell’Agenzia delle entrate svedese va cercata nella sua accessibilità e nel rapporto amichevole che è riuscita a sviluppare con i contribuenti. Quasi tutte le relazioni vengono gestite online, per esempio, sono state oltre 5,6 milioni le persone che hanno presentato la dichiarazione dei redditi via web e hanno ricevuto in tempi rapidissimi i loro rimborsi, ma non si tratta solo di questo. Le cose sembrano davvero funzionare. Rapportarsi con il fisco svedese sembra una questione davvero semplice in quanto nella maggior parte dei casi non sono i cittadini a dover prendere l’iniziativa. Se un evento nella vita degli svedesi interessa in qualche modo la sfera fiscale, l’Agenzia delle Entrate lo sa in tempo reale e i modelli già compilati arrivano per posta, pronti per essere firmati dai cittadini.
 
Niente stress la strategia di fondo - La strategia di fondo sembra essere “no stress”, quando nasce un bambino, per esempio, è l’ospedale ad informare l’Amministrazione fiscale, che registra la nascita e invia alla famiglia il numero identificativo personale, l’equivalente del nostro codice fiscale. La stessa logica a tutela della serenità dei contribuenti è alla base della creazione di un rapporto one to one sul fronte dell’assistenza e della consulenza, un funzionario è sempre a disposizione per occuparsi dei singoli casi, un servizio veloce e personalizzato che sembra prendere le distanze dagli “anonimi” servizi di call center. Insomma, sembra che la Skatteverket sia riuscita in un’impresa molto difficile, far pagare le tasse agli svedesi lasciando molti di loro grati e sorridenti.

 
Valeria Ibello
pubblicato Martedì 19 Settembre 2017

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