Dal mondo
Svizzera, come uscire dalla crisi?
Con un'amnistia fiscale
Se anche i paradisi fiscali valutano di ricorrere a un perdono tributario, un fatto è certo: la crisi è davvero seria
mappa geografica della svizzera

Berna non è affatto immune dalla crisi. L'economia frena, le entrate fiscali non corrono, in realtà mai hanno corso, l'export rallenta e, forse il dato più sconcertante, persino la disoccupazione mostra segni di vita, anche se congiunturali e nient'affatto ordinari. Insomma, come uscire dalla crisi? Semplice, varando un'amnistia fiscale generale. E a quale scopo? Con l'intento di favorire l'emersione di circa 141 miliardi di euro che, almeno secondo le stime ad oggi in circolazione, non sarebbero mai stati dichiarati, come dovuto, al fisco elvetico. Il risultato dell'intera operazione dovrebbe concludersi, a conti fatti, con il ritorno, nelle casse dell'erario confederale, di una somma pari a 7 miliardi di euro o, nella più favorevole delle ipotesi, oltre i 14 miliardi. Al contempo, decine di miliardi di euro, secondo i politici e gli esperti, quest'ultimi in numero inferiore, che da mesi sponsorizzano l'iniziativa, si riverserebbero sul mercato svizzero, di fatto contenendo gli squilibri indotti dalla crisi e agevolando una ripresa dell'economia.

E Berna studia la ricetta antiscudo
Insomma, proprio mentre l'Europa, Francia, Germania e Italia in testa, hanno da mesi allo studio il lancio d'un piano generale per favorire il rientro dei capitali dall'estero, in pratica dai centri offshore, Svizzera inclusa, è piuttosto sorprendente scoprire che anche a Berna, al Dipartimento delle finanze, i tecnici stiano dibattendo, chissà con quale fervore, sui diversi modelli d'una amnistia fiscale da mettere in campo con finalità anticrisi, oppure, con l'obiettivo di attenuare, almeno in parte, l'eventuale rimbalzo negativo d'uno scudo fiscale, varato congiuntamente dai maggiori Paesi dell'Unione. In pratica, a uno scudo si risponderebbe con un controscudo.

Le ipotesi di controscudo fiscale allo studio
In particolare, sono due le ipotesi d'un controscudo fiscale attualmente all'esame del Dipartimento delle finanze della Confederazione. La prima prevede l'introduzione d'una amnistia generale, accompagnata da un'imposizione retroattiva forfetaria la cui adesione, da parte del contribuente, determinerebbe la rinuncia alla multa. La seconda, invece, si centra sull'adozione d'un modello di amnistia fiscale individuale. In pratica, gli evasori spontaneamente si dichiarano e provvedono, contestualmente, a pagare l'imposta retroattiva dovuta, senza incorrere in nessuna multa. Il ricorso a questa procedura sarebbe possibile, per ciascun contribuente, a cadenza trentennale. Più complessa l'eventuale elaborazione d'una amnistia degli eredi.
 

Stefano Latini
pubblicato Venerdì 22 Maggio 2009

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