Dal mondo
Svizzera, le bevande spiritose brindano a 10 anni d'aliquota unica
L'armonizzazione fiscale introdotta per evitare rischi di discriminazione tra produzione nazionale ed estera
bevande spiritose

Risale al 1° luglio 1999 l'introduzione dell'aliquota unitaria di tassazione sulle bevande spiritose pari a 29 franchi per litro. Una armonizzazione fiscale introdotta per evitare la discriminazione tra prodotti nazionali ed esteri. Prima di allora i prodotti realizzati in Svizzera erano soggetti a un'imposta di 26 franchi per litro mentre i prodotti d'importazione erano tassati a peso lordo. Ciò determinava una tassa di monopolio compresa tra i 32 e i 58 franchi per litro. Con l'aliquota unitaria di tassazione, prodotti d'importazione come whisky, gin o vodka sono diminuiti di prezzo e la pressione della concorrenza sul settore nazionale si è fatta sentire.

Cosa sono le bevande spiritose
"Liquido alcolico destinato al consumo umano con un titolo alcolometrico minimo di 15 % vol, ottenuto sia direttamente mediante distillazione, in presenza o meno di aromi, di prodotti fermentati naturali e/o mediante macerazione di sostanze vegetali e/o aggiunta di aromi, zuccheri nell'alcol etilico di origine agricola e/o in distillati di origine agricola e/o acquaviti". Dietro questa definizione tecnica, contenuta nel regolamento comunitario n. 1576/1989, si nasconde il concetto di bevanda spiritosa a cui appartengono, in base alle modifiche introdotte con altri due regolamenti Ue, il 3280/98 e il 3378/94, svariati prodotti, tra cui la grappa, l'acquavite, i liquori di limoni, di agrumi, la crema di limone. Con due successivi regolamenti comunitari, 2870/92 e 2009/92, sono state definite le metodologie d'analisi per le bevande spiritose e l'alcol etilico di origine agricola utilizzato per l'elaborazione.

Le ripercussioni sulla produzione elvetica
In Svizzera le bevande spiritose nazionali costituiscono soltanto il 15 per cento circa del mercato elvetico mentre dieci anni fa rappresentavano il 50 per cento. Le quote di mercato perdute hanno provveduto a determinare un massiccio cambiamento strutturale nel settore che perdura ancora oggi. Dal 1999 i produttori elvetici, ad esempio, possono produrre bevande spiritose che derivano da materie prime e contenenti amido, come cereali o patate e ciò ha permesso di dare vita a una vera e propria produzione di whisky su scala nazionale. Questo significa che il trattamento paritario messo a punto negli ultimi anni sul mercato ha contribuito a influenzare notevolmente la produzione nazionale.

Le statistiche sui consumi
In coincidenza con il compimento dei dieci anni dalla introduzione dell'aliquota unitaria di tassazione sulle bevande spiritose, la Confederazione elvetica ha pubblicato in questi giorni una statistica dalla quale emerge che il consumo pro capite annuo di bevande alcoliche è diminuito di mezzo litro di alcool puro. Il consumo di bevande spiritose e birra è sostanzialmente stabile mentre il consumo di vino è in costante calo.

I consumi in dettaglio
Nel 2008 il consumo complessivo di bevande alcoliche è calato leggermente, passando da 8,8 a 8,7 litri d'alcool puro per persona. Il consumo di vino è diminuito di 0,7 litri pro capite (2008: 38,6 litri) mentre quello di sidro di 0,1 litri (2008: 1,6 litri). Anche se è aumentato di 0,6 litri pro capite (2008: 58 litri), il consumo di birra non è stato in grado di incidere sulla diminuzione globale dei consumi.

 

Gianluca Di Muro
pubblicato Martedì 4 Agosto 2009

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