Dal mondo
Svizzera: sul riciclaggio di denaro
è record di segnalazioni
Pubblicato dalla Fedpol il Rapporto 2016 che traccia un bilancio delle attività e delinea le azioni da intraprendere
antiriciclaggio
L’Ufficio federale di Polizia (Fedpol) della Confederazione elvetica ha pubblicato il Rapporto 2016 sulle attività di controllo in materia di riciclaggio di denaro. Dalla analisi del documento emerge un incremento (+23%) nel numero delle comunicazioni di sospetto riciclaggio di denaro rispetto al 2015 ricevute dal MROS, l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro che opera in seno al Fedpol. Si tratta, in totale, secondo il Rapporto, di 2.909 comunicazioni ricevute e riconducibili alla maggiore sensibilizzazione degli intermediari finanziari da parte dell’Ufficio, ma anche ai diversi casi complessi trattati. Truffa e corruzione sono le tipologie di reati maggiormente segnalati nell’ambito delle operazioni di riciclaggio di denaro. Nel documento si fa riferimento anche a una serie di interventi legislativi che dovrebbero essere portati a termine per rendere il sistema sempre meno vulnerabile.
 
La cybercriminalità
Una ulteriore sfida è rappresentata dalla cybercriminalità considerato che nel 2016 gli attacchi su internet si sono moltiplicati. Dal terrorismo alla criminalità organizzata passando per la criminalità economica in quasi tutte le indagini condotte da Fedpol è stata osservata una stretta correlazione con la cybercriminalità. Particolarmente diffuso, secondo il Rapporto, è l’utilizzo di alcuni software dannosi, tecnicamente definiti “cryptolocker” o “ransomware”, che provocano la criptazione dei dati registrati su un computer e che sono utilizzati dai criminali per chiedere un riscatto. Lo strumento sempre più utilizzato per analizzare tutti i dati registrati su computer, telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici è l’informatica forense di cui la Fedpol si è avvalsa in quasi tutte le indagini di polizia su casi di cybercriminalità.
 
Un progetto organico per colmare i rilievi del GAFI
Intanto il Consiglio federale, tenendo conto dei rilievi mossi dal GAFI nell’ultimo Rapporto di valutazione del dicembre 2016, ha dato mandato al Dipartimento delle Finanze di mettere a punto un progetto. Il Consiglio federale ha chiesto una serie di interventi di modifica della legge sul riciclaggio di denaro e sulle associazioni. In particolare:
  • introdurre una serie di obblighi di diligenza per quelle attività che, secondo la legge sul riciclaggio, non rientrano nel campo di attività degli intermediari finanziari;
  • approvare una serie di misure che consentano di aumentare gli obblighi di trasparenza nel settore delle associazioni;
  • adeguare la legislazione elvetica in relazione al commercio di metalli e pietre preziose e all’acquisto di metalli preziosi.
Il progetto è in corso di elaborazione e dovrà essere sottoposto a consultazione entro il prossimo anno. Alcune raccomandazioni del Rapporto di valutazione del GAFI coincidono poi con le raccomandazioni del Forum globale contenute nel Rapporto sulla seconda fase della valutazione sulla Svizzera. Il Consiglio federale, per attuare queste raccomandazioni, è intenzionato, invece, a mettere a punto un progetto separato.
 
Prevenzione del terrorismo e della criminalità
Tra gli interventi richiesti dal GAFI, oltre a quelli indicati, ve ne sono altri che invece riguardano la prevenzione del terrorismo e della criminalità organizzata.  In questo contesto, secondo la Confederazione, le misure dovranno essere attuate nel quadro di un progetto di legge che dovrebbe essere messo a punto dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). La procedura di consultazione su questo progetto è stata avviata a giugno scorso.
 
Le novità del 2016
Dallo scorso anno sono entrate in vigore nella legislazione elvetica alcune importanti disposizioni in materia di riciclaggio che riguardano: l’introduzione dei reati fiscali inseriti nel novero dei reati preliminari al riciclaggio; il nuovo limite massimo consentito per le transazioni in contanti dei commercianti; la nuova legge federale sul blocco e la restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all’estero.
 
La procedura di monitoraggio
La Svizzera ha tempo tre anni per colmare le lacune che sono state riscontrate dal GAFI nella legislazione e che sono state indicate nel Rapporto di valutazione. Per questo motivo è attualmente sottoposta a un procedura di monitoraggio e nel febbraio 2018 dovrà presentare al GAFI il suo primo Rapporto. Una nuova verifica, invece, sarà effettuata a distanza di cinque anni.
 
Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 21 Settembre 2017

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