per una riforma…unica
La Svizzera prosegue il processo di semplificazione dell'Iva. Introdurre un'aliquota unica del 6,2% (in sostituzione delle tre attualmente esistenti) ed eliminare l'esclusione dall'imposta vigente per alcune prestazioni nel settore sanitario e sociale, nella formazione, nella ricerca e nella cultura: questi i punti chiave della riforma contenuta nel messaggio approvato nei giorni scorsi dal Consiglio federale elvetico. Le nuove disposizioni si inseriscono lungo l'iter avviato con la prima parte della riforma sull'Iva, entrata in vigore lo scorso 1° gennaio.
Attualmente in Svizzera vigono tre aliquote d'imposta: quella ordinaria del 7,6%, quella ridotta del 2,4% per beni di prima necessità e quella speciale del 3,6% per le prestazioni rese nel settore alberghiero. Dal 1° gennaio 2011 le tre aliquote subiranno un incremento: l'aliquota ordinaria passerà dal 7,6 all'8%, quella ridotta dal 2,4 al 2,5% e, infine, quella speciale passerà dal 3,6% al 3,8%.
La riforma prevede come obiettivo finale l'introduzione di un'aliquota unica del 6,2% e l'abrogazione dell'esclusione dall'Iva, attualmente garantita per 29 servizi. Rimarranno comunque fuori dall'imposizione le prestazioni per cui non è possibile individuare in modo preciso la base di calcolo dell'imposta quali servizi finanziari e assicurativi, scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo, vendita e locazione di immobili, produzione naturale (agricoltura, silvicoltura eccetera), prestazioni all'interno della medesima collettività pubblica.
Le società sportive o culturali senza fini di lucro gestite a titolo onorifico e le istituzioni di pubblica utilità con entrate da prestazioni imponibili che non superano l'importo annuale di 300mila franchi non saranno soggette a Iva. Con l'introduzione di questa nuova soglia, gli enti no profit con volume d'affari ridotto potranno così evitare gli oneri derivanti dall'imposta sul valore aggiunto.
La riforma in atto nella Confederazione elvetica ha l'obiettivo di garantire una parità di trattamento per tutti gli operatori economici, potenziare a lungo termine la crescita del prodotto interno lordo (Pil) e diminuire le spese amministrative. Su questo fronte, ad avvalorare le indicazioni del Consiglio federale, è intervenuta una ricerca eseguita su incarico della Segreteria di Stato dell'Economia (Seco). Lo studio evidenzia come le spese amministrative possano essere ridotte dell'11% con l'introduzione dell'aliquota unica e l'abrogazione delle esclusioni dall'Iva.
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