Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 20:23
Dal mondo
Tax freedom day, l’India batte la Cina e si aggiudica la Coppa del Mondo
Dall’India al Canada passando per la Lituania più complesso e variegato l’esame del Tfd riservato ai Paesi emergenti, già emersi o in lista d’attesa
Per l’India l’ultima rilevazione ha fissato l’appuntamento con il Tax Freedom Day (Tfd) al 14 marzo, sancendo indirettamente una sorta di primato mondiale. Per la Lituania la giornata è stata celebrata nel 2005 dopo 125 giorni di intenso lavoro. Per il Canada anche lo scorso anno è stato festeggiato il 25 giugno, dopo 176 giorni di lavoro dedicati all’Erario.
In India necessari soltanto 74 giorni per liberarsi dal Fisco
Naturalmente, più complesso e variegato l’esame del Tfd riservato ad altri Paesi, soprattutto quelli emergenti, oppure, già emersi, o ancora, in lista d’attesa per dichiararsi "neo-emergenti". Singolare è il caso dell’India, dove l’ultima rilevazione dotata di una certa attendibilità, nel 2000, aveva fissato l’appuntamento con il Tax Freedom Day il 14 marzo, sancendo indirettamente una sorta di primato mondiale, per una volta tanto in favore di decine di milioni di contribuenti indiani. In realtà, dato che i cittadini indiani che versano regolarmente le imposte nelle casse dell’Erario federale di Nuova Dheli sono soltanto una piccola frazione rispetto al numero complessivo dei lavoratori indiani, il TFD in versione indiana non ha mai sollecitato particolari reazioni da parte degli esperti che, per anni, hanno teso a snobbarlo non soltanto come un indicatore assolutamente orientativo ma genericamente infondato.
India e Cina a confronto
Il dato sul TFD celebrato a Nuova Dehli risale al 2000 e, per questa ragione, è difficile ritenere che la festa della liberazione dai tributi continui ad essere ancorata a quella data. Soprattutto, in considerazione del fatto che, nel corso del quadriennio passato, l’Erario indiano ha migliorato in maniera significativa il gettito di imposte, tasse e tributi riscossi su base federale. Dunque, la sconfitta della Cina in tema di Tax Freedom Day, data per scontata intempestivamente dato che a Pechino l’addio alle imposte viene celebrato all’inizio di aprile, costituisce un risultato da rivedere e, probabilmente, da ripensare. Infatti, anche in Cina gli squilibri attuali relativi ai redditi percepiti e dichiarati da centinaia di milioni di contribuenti sono considerati eccessivi per poter ricondurre il TFD in versione cinese entro confini stabili e largamente accettati. Insomma, chissà che nei prossimi mesi sul podio dell’addio alle tasse non compaia un Paese che nessuno si sarebbe mai aspettato di osservare sul tetto del fisco in versione soft.Il caso lituano: se il Tfd coincide con il 5 maggio
Diverso invece il caso della Lituania, dove ormai con sperimentata abnegazione, si provvede puntualmente al calcolo del Tfd. Una giornata che, nel 2005, è stata celebrata però trascorsi 125 giorni di intenso lavoro. Dunque, soltanto il 5 maggio, ennesima data storica per noi italiani, i lituani hanno potuto affrancarsi dalla zavorra del Fisco nazionale. Un risultato deludente, soprattutto se si tiene conto che la Lituania da anni viene decantata ed esibita sul mercato delle economie internazionali come un nuovo modello emergente, una sorta di tigre baltica che impensierisce e renderebbe insonni le notti di giganti già affermati come Francia e Germania. Forse, certamente non riguardo al Tfd che, in terra lituana, non sembra essere da primato. E comunque il dato è migliore rispetto a quelli, legati però al 2002 e al 2001, messi a segno dalla Repubblica Slovacca e dalla Repubblica Ceca. Peraltro, anche da quest’ultimi le attese erano migliori.
Il Tfd degli… altri
Il Canada non ha mai avuto una vocazione speciale ad anticipare il Tax Freedom Day che, anche lo scorso anno è stato festeggiato il 25 giugno, dopo 176 giorni di lavoro dedicati all’Erario. Con questo calendario, il Canada però ha fatto il suo ingresso nel club dominato dalla maggioranza dei Paesi europei, nei confini fiscali dei quali il Tax Freedom Day si materializza proprio nel corso del mese di giugno. Naturalmente, con rare eccezioni, come quelle costituite dai Paesi nordici come, per esempio, la Danimarca, che tradizionalmente è talmente innamorata del Fisco domestico che attende fino al mese d’agosto per salutarlo e andare in vacanza. In genere però, per gli altri Paesi i giorni che scorrono dalla metà di giugno fino alla fine di questo mese sono quelli che vedono profilarsi i vari Tfd.
Per l’India l’ultima rilevazione ha fissato l’appuntamento con il Tax Freedom Day (Tfd) al 14 marzo, sancendo indirettamente una sorta di primato mondiale. Per la Lituania la giornata è stata celebrata nel 2005 dopo 125 giorni di intenso lavoro. Per il Canada anche lo scorso anno è stato festeggiato il 25 giugno, dopo 176 giorni di lavoro dedicati all’Erario.In India necessari soltanto 74 giorni per liberarsi dal Fisco
Naturalmente, più complesso e variegato l’esame del Tfd riservato ad altri Paesi, soprattutto quelli emergenti, oppure, già emersi, o ancora, in lista d’attesa per dichiararsi "neo-emergenti". Singolare è il caso dell’India, dove l’ultima rilevazione dotata di una certa attendibilità, nel 2000, aveva fissato l’appuntamento con il Tax Freedom Day il 14 marzo, sancendo indirettamente una sorta di primato mondiale, per una volta tanto in favore di decine di milioni di contribuenti indiani. In realtà, dato che i cittadini indiani che versano regolarmente le imposte nelle casse dell’Erario federale di Nuova Dheli sono soltanto una piccola frazione rispetto al numero complessivo dei lavoratori indiani, il TFD in versione indiana non ha mai sollecitato particolari reazioni da parte degli esperti che, per anni, hanno teso a snobbarlo non soltanto come un indicatore assolutamente orientativo ma genericamente infondato.
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Il dato sul TFD celebrato a Nuova Dehli risale al 2000 e, per questa ragione, è difficile ritenere che la festa della liberazione dai tributi continui ad essere ancorata a quella data. Soprattutto, in considerazione del fatto che, nel corso del quadriennio passato, l’Erario indiano ha migliorato in maniera significativa il gettito di imposte, tasse e tributi riscossi su base federale. Dunque, la sconfitta della Cina in tema di Tax Freedom Day, data per scontata intempestivamente dato che a Pechino l’addio alle imposte viene celebrato all’inizio di aprile, costituisce un risultato da rivedere e, probabilmente, da ripensare. Infatti, anche in Cina gli squilibri attuali relativi ai redditi percepiti e dichiarati da centinaia di milioni di contribuenti sono considerati eccessivi per poter ricondurre il TFD in versione cinese entro confini stabili e largamente accettati. Insomma, chissà che nei prossimi mesi sul podio dell’addio alle tasse non compaia un Paese che nessuno si sarebbe mai aspettato di osservare sul tetto del fisco in versione soft.Il caso lituano: se il Tfd coincide con il 5 maggio
Diverso invece il caso della Lituania, dove ormai con sperimentata abnegazione, si provvede puntualmente al calcolo del Tfd. Una giornata che, nel 2005, è stata celebrata però trascorsi 125 giorni di intenso lavoro. Dunque, soltanto il 5 maggio, ennesima data storica per noi italiani, i lituani hanno potuto affrancarsi dalla zavorra del Fisco nazionale. Un risultato deludente, soprattutto se si tiene conto che la Lituania da anni viene decantata ed esibita sul mercato delle economie internazionali come un nuovo modello emergente, una sorta di tigre baltica che impensierisce e renderebbe insonni le notti di giganti già affermati come Francia e Germania. Forse, certamente non riguardo al Tfd che, in terra lituana, non sembra essere da primato. E comunque il dato è migliore rispetto a quelli, legati però al 2002 e al 2001, messi a segno dalla Repubblica Slovacca e dalla Repubblica Ceca. Peraltro, anche da quest’ultimi le attese erano migliori.
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Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 3 Maggio 2006
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