Dal mondo
Tax freedom day, nel 2006 agli Usa il derby con il Regno Unito

Dall’addio alle armi all’addio alle tasse. Così cambia il Pianeta del Fisco con l’avvento del Tax Freedom Day

Dopo aver esordito negli States all’inizio del secolo passato, ed esser rimasto confinato all’interno dei Paesi anglosassoni, sembra oggi pronto a essere assimilato da una molteplicità di Stati fino a qualche anno fa riluttanti ad aggiungere ai rispettivi calendari la data fatidica del giorno che segna l’affrancamento dei cittadini dalle tasse e dalle imposte.
Continua a stabilizzarsi, nel corso degli anni, l’appuntamento oramai tradizionale con la stagione del Tax Freedom Day (TFD) che, dopo aver esordito negli States nel lontano 1900, in pratica all’inizio del secolo passato, ed esser rimasto confinato all’interno dei Paesi anglosassoni per oltre mezzo secolo, sembra oggi pronto ad essere assimilato da una molteplicità di Stati che, fino a qualche anno fa, sembravano decisamente riottosi di fronte alla possibilità di aggiungere ai rispettivi calendari la data fatidica del giorno che segna l’affrancamento dei cittadini dalle tasse e dalle imposte.
Un appuntamento non soltanto contabile
Infatti, il TFD indica, o almeno dovrebbe segnalare in maniera orientativa, il giorno dell’anno in cui il contribuente medio si congeda definitivamente dal Fisco domestico, inizia a lavorare e a guadagnare per finanziare non la propria bolletta fiscale ma, al contrario, quella relativa al tempo libero, agli svaghi e, naturalmente, ai risparmi personali sui quali edificare una parte del proprio profilo futuro. Insomma, si tratta di un appuntamento non semplicemente contabile che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, è venuto arricchendosi di innumerevoli e variegati contenuti sempre più qualitativi e non esclusivamente numerici. A questo riguardo però, è necessario rammentare che ancor oggi, nonostante la diffusione e il sovraffollamento dei molteplici Tax Freedom Day che si addensano periodicamente tra le pagine dei calendari di decine di Paesi, il TFD non costituisce un indicatore istituzionalmente dirimente in materia di distribuzione del carico fiscale. Infatti, gli istituti, le fondazioni e i centri di ricerca che lo adottano e lo elaborano da anni, non usano i medesimi parametri di calcolo e, soprattutto, non esiste su base planetaria e globale una definizione unitaria di ciò che con il Tax Freedom Day si intende definire. Per queste ragioni, il TFD deve essere considerato come un indicatore largamente orientativo e affatto inflessibile nel suo contenuto.




* Le date dei Tax Freedom Day attualmente aggiornate al 2006. Per quanto riguarda i TFD di Canada e Lituania ci si riferisce al 2005. Per il Sud Africa e per la Rep. Slovacca al 2002, mentre per la Repubblica Ceca l’anno di riferimento è il 2001. L’ultimo dato censito per l’India riguarda invece il 2000.
In Australia il 25 aprile ci si libera dal…Fisco
In particolare, quest’anno risulta davvero singolare la data del Tax Freedom Day celebrato dai contribuenti australiani. Infatti in Australia il TFD è caduto esattamente il 25 aprile, il giorno stesso in cui nel nostro Paese si è celebrata la ricorrenza annuale della Liberazione. Naturalmente, questa coincidenza non ha affatto distolto gli esperti e gli analisti australiani dal considerare come mentre un secolo fa, ovvero, nel 1906, il TFD veniva festeggiato il 24 gennaio, per risalire fino al 26 febbraio a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, per poi stabilizzarsi nel mese di marzo nel corso degli anni ’50, che videro l’Australia percorsa da una crescita record dell’economia, quest’anno si è toccato addirittura il picco del 25 aprile, ovvero, ulteriori 4 giorni in più regalati al Fisco rispetto al bilancio già ampiamente criticato nel 2005 quando la giornata del TFD coincise con il 21 di aprile. Insomma, dato che le entrate fiscali sono cresciute dell’8 per cento negli ultimi sei mesi, in molti sostengono che fosse naturale attendersi una corsa verso l’alto del Tax Freedom Day nel 2006. A sostenere questa tesi, sono però soprattutto le associazioni di categoria che rappresentano il complesso sistema imprenditoriale australiano e che, da diversi mesi, sono impegnate in una campagna piuttosto decisa nel chiedere consistenti tagli fiscali all’attuale Governo in carica.
Gli Usa superati dai canguri battono i britannici
Un ulteriore tema di discussione, interessa quest’anno l’allargamento della forbice che divide oramai in maniera piuttosto netta il TFD che festeggiano i contribuenti statunitensi da quello celebrato dai colleghi britannici. Infatti, nel 2006 mentre negli Usa il Fisco si è congedato dai bilanci familiari e da quelli delle aziende il 26 aprile, ovvero, dopo 116 giorni di indesiderata presenza, almeno secondo alcuni esperti dei maggiori centri di ricerca americani, per i sudditi di Sua Maestà il momento del distacco arriverà il 3 giugno, in pratica dopo 154 giorni di duro lavoro e, forse la cosa più detestata dai britannici, con ben 38 giorni di ritardo rispetto a quanto sperimentato dagli statunitensi d’oltre Atlantico.
Stefano Latini
pubblicato Mercoledì 3 Maggio 2006

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