Dal mondo
Tax Freedom Day: da Usa a Europa
la differenza la fa il lavoro
Il giorno della libertà fiscale è un calcolo che assume un valore teorico ma esprime anche un fatto pragmatico

Secondo la Tax Foundation gli americani hanno lavorato ben oltre i tre mesi dell'anno prima di aver guadagnato abbastanza soldi per pagare gli adempimenti fiscali 2011 a livello federale, statale e locale. In altri Stati come la Norvegia sono necessari 210 di lavoro. Il giorno della libertà fiscale, nato negli Stati Uniti nel 1948 (che, pertanto, prende il nome di tax freedom day), consiste in un calcolo teorico che indica i giorni di lavoro necessari per pagare le imposte, tasse e contributi di un contribuente medio nel corso di un anno solare. Il presupposto fittizio è che il reddito ottenuto nell'anno lavorando dal primo gennaio in poi è destinato a pagare le imposte, proprio fino al giorno considerato: il tax freedom day. Da quel momento, e fino al 31 dicembre, tutto il reddito fruttifero resterà nelle tasche dei contribuenti considerato che tutti gli impegni con l'Erario sono stati assolti. Ne consegue che quanto più il tax freedom day si trasferisce in avanti al calendario tanto più saranno aumentate le tasse nell'ultimo anno mentre quanto più il Tfd sarà ravvicinato al 1° gennaio tanto più saranno diminuite le tasse.

Il tax freedom day negli Stati Uniti
Il tax freedom day 2011 per gli americani cade il 12 aprile. Per far fronte agli impegni con il fisco, quindi, sono stati necessari 102 giorni del 2011. Secondo la Tax Foundation gli americani hanno lavorato ben oltre i tre mesi dell'anno prima di aver guadagnato abbastanza soldi per far fronte agli adempimenti fiscali 2011 a livello federale, statale e locale. Con specifico riferimento agli Stati Uniti, il Tfd è calcolato dal 1900. In quell'anno il giorno della libertà cadeva il 22 gennaio (con una percentuale di carico fiscale pari a 5,90%). Di seguito gli altri anni calcolati dal Tax Foundation:
1910 19 gennaio 5,00%;
1920 13 febbraio 12,00%;
1930 12 febbraio 11,70%;
1940 7 marzo 17,90%;
1950 31 marzo 24,60%;
1960 11 Aprile 27,70%;
1970 19 Aprile 29,60%;
1980 21 Aprile 30,40%;
1990 21 Aprile 30,40%;
2000 1 maggio 33,00%;
2001 27 Aprile 31.80%;
2002 17 Aprile 29,20%;
2003 14 Aprile 28,40%;
2004 15 Aprile 28,50%;
2005 21 Aprile 30,20%;
2006 24 Aprile 31,20%;
2007 24 Aprile 31,10%;
2008 16 Aprile 29,00%;
2009 8 aprile 26,60%;
2010 9 aprile 26,90%;
2011 12 Aprile 28.00%.

Altri Stati
Il record è dell'India (dati 2010) dove ci vogliono 74 giorni di lavoro per "liberarsi" dal fisco (14 marzo) con una pressione fiscale pari al 20%. In Norvegia (dati 2007), invece, sono necessari 210 di lavoro (29 luglio) avendo una pressione fiscale pari al 56,7%.. Il tax freedom day 2011 per i britannici (dati del 2010) cade il 30 maggio (con 150 giornate lavorative), per gli spagnoli (dati del 2010) il 29 aprile (con 119 giornate lavorative), per i tedeschi (dati del 2008) l'8 luglio (con 190 giornate lavorative), per i francesi (dati del 2007) il 16 luglio (con 197 giornate lavorative).

La pressione fiscale europea
Con l'espressione "pressione fiscale" si intende l'indicatore calcolato in misura percentuale che stabilisce il livello di tassazione medio di un ente. In Italia, l'Istat calcola la pressione fiscale come il rapporto tra l'ammontare delle tasse e il prodotto interno lordo. Nel novero delle tasse sono incluse le imposte dirette, indirette e le imposte in conto capitale. Inoltre, sono inclusi i contributi sociali che i lavoratori e i datori di lavoro versano ai fini pensionistici.
Per tali ragioni la PF si distingue dalla pressione tributaria (PT) che è il rapporto tra imposte (senza contributi) e il Pil. La pressione fiscale può essere utilizzata per misurare l'azione dello Stato nel ridistribuire la ricchezza. In linea generale, Stati che hanno una elevata pressione fiscale tendono a prelevare maggiori risorse dalle classi agiate per destinarla alle classi più povere attraverso politiche sociali (Welfare). In Italia la pressione fiscale nel 2008 è stata pari al 42,8%. In Europa i Paesi con maggiore pressione fiscale sono Danimarca (49,2%) e Svezia (47,6%). Seguono Belgio (45,9%), Francia (44,5%) e Austria (44,1%). In fondo alla classifica si posiziona Slovacchia (29,2%), Lituania (29,3%), Romania (29,5%), Irlanda (29,8%), Lettonia (30,2%) ed Estonia (32,4%).

The Tax Foundation
La Tax Foundation è una fondazione senza scopo di lucro, con sede a Washington, D.C., che si occupa dello studio e dell’analisi di questioni fiscali. Fondata nel 1937, raccoglie i dati e pubblica le analisi di ricerca sulle politiche tributarie americane a livello federale e statale. In particolare, l’ente (suddiviso in tre macro aree principali - il Centro federale per la politica fiscale, il Centro per la politica fiscale dello Stato e il Centro per la riforma legale) è noto per le sue relazioni annuali, come ad esempio “Fatti e cifre: "Come funziona il vostro Stato. Confronto” e, ovviamente, il “Tax Freedom Day” per gli Stati Uniti. La mission della Fondazione è “educare i contribuenti alla politica fiscale e calcolare la dimensione del carico fiscale sopportato dagli americani a tutti i livelli di governo”.
 

Boris Bivona
pubblicato Lunedì 18 Luglio 2011

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