Dal mondo
Tra Canada e Ue c’è di mezzo l’alcool
L’Unione europea ha chiesto al Wto di avviare una consultazione con il Canada per le misure fiscali applicate su vino e birra

Il Parlamento canadese sta adottando una legge, con effetto retroattivo al 1° luglio 2006, che riduce le imposte applicate su vino e birra prodotti interamente a livello nazionale, mantenendo invariate le accise sugli stessi prodotti importati. Tuttavia le misure che si pensa di introdurre, e che l’Agenzia canadese delle entrate avrebbe già attivato con una decisione amministrativa, colpirebbero in modo rilevante la competitività europea sul mercato canadese.

L’Excise Act e l’Agenzia canadese delle Entrate 
Le modifiche in questione riguardano, nel contesto della legge di bilancio canadese, la legge sulle accise (Excise Act) del 2001 e prevedono la rimodulazione o l’abbattimento delle aliquote su vino e birra composti per il 100 per cento da prodotti agricoli canadesi. L’amministrazione e l’attuazione dell’Excise Act, insieme alla legge sulle imposte sui redditi, è affidata all’Agenzia canadese delle Entrate  (Canadian Revenue Agency – Cra). L’Agenzia canadese delle Entrate è stata istituita nel 1999 come Agenzia delle Dogane e delle Entrate. Successivamente, nel dicembre del 2003, il Governo canadese ha deciso di trasferire una buona parte delle funzioni doganali a una nuova agenzia dedicata. Il processo di transizione è stato completato un anno fa e da allora l’Agenzia è stata definitivamente separata in due organismi distinti: l’Agenzia canadese per i servizi di frontiera e l’Agenzia canadese delle Entrate. Come l’Agenzia italiana delle Entrate quella canadese amministra i tributi statali, offrendo anche servizi di gestione delle entrate non armonizzate a province, regioni e altre istituzioni governative. Il Cra risponde al Ministero delle entrate nazionali, che è responsabile nei confronti del Parlamento per tutte le attività svolte dal Cra e si assicura che l’Agenzia operi sulla base delle disposizioni governative e si relazioni con i clienti nel rispetto dei principi di equità ed integrità. L’attuazione e lo sviluppo delle politiche fiscali spetta invece al dipartimento delle Finanze.

Relazioni commerciali sulle bevande alcoliche
Il Canada, a partire dalla metà degli anni ‘90, ha conosciuto un eccezionale momento di crescita economica basato su quattro principi fondamentali: riduzione del debito pubblico rispetto al Pil; mantenimento del tasso di inflazione intorno al 2 per cento; riforme strutturali per migliorare il funzionamento dei mercati; apertura al commercio con l’estero. In relazione a quest’ultimo punto, Ue e Canada hanno firmato un accordo sul commercio delle bevande alcoliche il 19 settembre 2003, entrato in vigore il 1° giugno 2004, che prevede fra l’altro la registrazione in Canada di una serie di denominazioni di Igt, Doc e Docg di vini e bevande alcoliche europee. Il Canada partecipa attivamente al sistema commerciale multilaterale e alle attività del Wto. Secondo quanto riporta l’Istituto italiano per il commercio estero (Ice), il Paese nordamericano "è generalmente rispettoso degli obblighi internazionali previsti dagli accordi multilaterali, bilaterali o regionali, ed ha mostrato in numerose occasioni di voler risolvere le problematiche commerciali tramite il dialogo anziché con l’adozione di misure unilaterali".

Gli effetti negativi sull’Italia
La decisione delle legge di bilancio canadese di discriminare vino e birra importati, potrebbe assestare un duro colpo proprio alle importazioni italiane che, nel comparto agroalimentare, sono cresciute del 4 per cento nel 2005 con un trend di crescita costante soprattutto per quanto riguarda i vini e l’olio d’oliva. Le esportazioni italiane di vino sono aumentate nel 2005 del 3,7 per cento, anche se la quota sulle importazioni canadesi è scesa lievemente dal 18,3 per cento al 17,8 per cento con buone crescite però sia del vino bianco italiano (+8,3 per cento) sia di quello rosso (+6,4 per cento). L’Italia è oggi il terzo Paese esportatore di vini in Canada, dopo Francia e Australia, e il mercato canadese figura spesso tra i primi mercati di sbocco per molte case vinicole italiane. In Canada la gestione della commercializzazione delle bevande alcoliche è affidata dagli Enti di Monopolio istituiti in quasi tutte le province. Le principali agenzie monopolistiche per volume di affari sono il Liquor Control Board of Ontario (Lcbo), il maggiore acquirente di alcolici al mondo, con un profitto annuo di circa 2,1 miliardi di euro, e la Societé des Alcools du Québec (Saq). Proprio l’Lcbo, nonostante l’accordo sulle bevande alcoliche, ha già privilegiato in alcune occasioni la vendita e la distribuzione di vini locali nella provincia dell’Ontario.

La risoluzione delle controversie
La procedura di risoluzione delle controversie tra Paesi Wto è un meccanismo che garantisce ai 149 membri il rispetto degli accordi commerciali e la sicurezza degli scambi internazionali. La procedura deve essere avviata entro 30 giorni dalla richiesta e mira al raggiungimento di un compromesso tra le parti che deve avvenire entro 60 giorni dall’inizio delle consultazioni. Altrimenti l’Ue potrà chiedere al Wto di costituire un panel che si pronunci in merito alla legalità delle misure canadesi.
Alessandro Lentini
pubblicato Martedì 12 Dicembre 2006

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