lo studio d'impatto sulla tassa
A margine del summit europeo del 23 e 24 giugno, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso si è dichiarato favorevole alla introduzione di una nuova tassa sulle transazioni finanziarie. È arrivato, infatti, il momento di prendere una decisione a livello europeo sulla tassa da applicare nel settore finanziario. Ogni settore deve essere coinvolto per uscire dalla crisi economica e più di tutti quello finanziario che continua ad avere comportamenti rischiosi, ha scritto Barroso in una lettera datata 17 giugno e indirizzata al Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy e ai dirigenti della Ue.
La posizione della Ue su questa tassa si era basata sull'esigenza di trovare un accordo a livello globale per evitare che il mercato finanziario fosse spazzato via dalla Ue.
Il presidente Barroso in passato ha dichiarato che gli sforzi per la condivisione della tassa globale nel gruppo G-20 delle più ricche e emergenti economie erano stati bloccati a causa dell'opposizione da parte di alcuni membri del G-20 come, ad esempio gli Stati Uniti.
Entro luglio lo studio d'impatto della tassa
La nuova tassa servirebbe ad evitare distorsioni del mercato singolo; infatti 10 Stati Membri avevano già introdotto alcune forme di tassazione sulle banche per far sì che potessero contribuire finanziariamente al costo della crisi economica. Ora la Commissione Europea sta definendo lo studio d'impatto sulla nuova tassa (che dovrebbe essere pronto a luglio) e presenterà una proposta legislativa dopo l'estate, afferma Barroso.
La nuova tassa, secondo Algirdas Šemeta, il commissario europeo alla fiscalità e unione doganale e secondo i primi risultati dello studio d'impatto è concretizzabile a livello europeo e consentirebbe di limitare i rischi di delocalizzazione: la base imponibile, infatti, sarebbe abbastanza ampia per evitare delle controversie tra prodotti finanziari, l'aliquota sarebbe molto bassa ma differenziata secondo i prodotti il perimetro di azione si limiterebbe alle sole transazioni finanziarie realizzate dagli istituti monetari.
Le ultime novità dal fronte della Commissione
Intanto è dell'ultima ora una nota della Commissione europea nella quale si sottolinea l'importanza della proposta di un bilancio pluriennale per il periodo 2014-2020. Entrate più eque e trasparenti, riduzione e semplificazione dei contributi degli Stati membri sono alcuni dei capisaldi su cui poggia il nuovo bilancio pluriennale dell'Unione. In questo rinnovato contesto nuove risorse proprie in aggiunta a quelle esistenti dovrebbero permettere al bilancio Ue di disporre di basi più solide e diminuire i contributi degli Stati membri. E tra le nuove risorse proprie figurano un'imposta sulle transazioni finanziarie e una nuova Iva modernizzata, sostitutiva dell'attuale risorsa costituita da una percentuale dell'imposta nazionale riscossa dagli Stati membri.
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