Dal mondo
Ue: una comunicazione ad hoc
per la tutela dei whistle-blowers
Il documento elaborato dalla Commissione europea passa in rassegna i progressi raggiunti e i settori dove intervenire
commissione europea
Contrastare l’evasione fiscale e rendere più equo il sistema tributario europeo sono due facce della stessa medaglia. Da questo assunto di base muove la Comunicazione presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Il documento mette nero su bianco le azioni che l’esecutivo comunitario intende mettere in campo, anche alla luce del recente scandalo dei Panama Papers.
 
I danni dell’evasione fiscale
La Comunicazione evidenzia innanzitutto i danni causati dall’evasione fiscale. L’evasione sottrae al gettito delle casse degli Stati Ue miliardi di euro ogni anno, danneggia la concorrenza e il mercato, gravando soprattutto sulle piccole e medie imprese, sfavorite rispetto alle grandi che possono adottare una pianificazione fiscale aggressiva. L’evasione danneggia indirettamente anche l’occupazione. I governi, infatti, per compensare le perdite in termini di tasse evase, scelgono spesso di aumentare la pressione fiscale, in particolare quella sul lavoro. L’evasione, in sostanza, rende meno equo il sistema fiscale, contribuendo a minare il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini. Per contrastarla, sottolinea il documento della Commissione, è necessario un coordinamento più stringente tra tutti gli Stati dell’Unione.
 
La tutela dei whistle-blowers
Il documento sottolinea la volontà dell’esecutivo Ue di voler migliorare la protezione dei whistle-blowers. Numerosi casi hanno recentemente portato alla ribalta il ruolo di chi informa le autorità pubbliche dei crimini commessi contro la collettività, tra cui anche il reato di evasione fiscale. La Commissione intende sia supportare i Paesi membri nella tutela dei whistle-blowers a livello nazionale, sia garantire a livello europeo una protezione generale, dato che le norme comunitarie tutelano queste figure solo in alcuni settori.
La Comunicazione, infine, informa che la Commissione presenterà in autunno un primo rapporto sulle misure da adottare per garantire uno scambio efficace di informazioni tra gli Stati membri sul beneficiario effettivo.
 
I punti chiave della strategia antievasione
La Comunicazione passa in rassegna i passi avanti realizzati fino a ora dall’Unione europea per garantire maggiore trasparenza fiscale e una tassazione più equa per tutti i contribuenti. Il documento rimarca, però, che nonostante gli sforzi fatti fino ad adesso l’Ue ha ancora davanti parecchia strada da compiere sul fronte dell’evasione fiscale, soprattutto dopo gli eventi recenti legati alla divulgazione dei Panama Papers.
Il testo della Commissione individua, quindi, i punti chiave dove è necessario intervenire. Primo: modificare in parte la Quarta Direttiva europea sull’antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo, con lo scopo di rafforzare il contrasto al riciclo di denaro sporco connesso a fenomeni evasivi. In quest’ambito, la Commissione, inoltre, intende stilare per la prima volta una lista di Paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.
Secondo il documento, l’esecutivo comunitario sta studiando anche le strategie migliori per assicurare un controllo delle pratiche di pianificazione fiscale aggressiva. La Commissione sta già lavorando con l’Ocse e altre organizzazioni internazionali per mettere a punto un approccio globale e condiviso sulla trasparenza delle attività dei professionisti e degli intermediari finanziari che spesso favoriscono l’adozione di questo tipo di strategie fiscali. Il prossimo autunno, inoltre, l’esecutivo Ue lancerà una consultazione pubblica sull’argomento.
Un altro punto in agenda riguarda il rafforzamento di misure per promuovere la buona governance fiscale, tra cui la stipula di accordi con Stati terzi. La Commissione e il Gruppo “Codice di condotta”, inoltre, stanno lavorando alla stesura di un elenco di Paesi extra-Ue che non rispettano gli standard della buona governance. La lista dovrebbe essere pronta per il 2017.
 
Alessandra Gambadoro
pubblicato Giovedì 14 Luglio 2016

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