Dal mondo
Ue: Francia e Croazia nel mirino
per infrazioni al diritto comunitario
Protagoniste di rilievo due questioni relative a dividendi e accise che sono al centro di due distinte procedure
commissione europea
Nel pacchetto di fine anno delle infrazioni al diritto comunitario, in evidenza il deferimento alla Corte di giustizia europea della Francia da parte della Commissione europea mentre per la Croazia l’esecutivo comunitario ha richiesto di apportare modifiche alla normativa nazionale prima di decidere il deferimento dinanzi agli eurogiudici, seconda fase della procedura di infrazione.
 
La normativa francese e la tassazione dei dividendi
La questione francese riguarda il rimborso delle imposte versate in Francia da società che possiedono controllate in altri Paesi dell’Unione nell’ambito del pagamento anticipato dell’imposta sui dividendi. La Commissione ha inviato alla Francia una lettera di messa in mora il 27 novembre 2014, seguita da un parere motivato in data 29 aprile 2016. Dal momento che la Francia non ha ancora adempiuto, la Commissione ha deciso di deferire la questione alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
In particolare la Commissione europea ha evidenziato che la Francia non ha adottato i provvedimenti opportuni per conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia europea del 15 settembre 2011, perché, in due specifici casi, il Consiglio di Stato francese ha adottato, con una sentenza emessa nel dicembre 2012, un’interpretazione restrittiva. La sentenza è stata ritenuta incompatibile con il diritto comunitario. Da qui il deferimento alla Corte di giustizia per aver mantenuto la discriminazione in materia di tassazione dei dividendi provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea.
In particolare, la Commissione ritiene che la Francia non abbia rispettato la sentenza del 15 settembre 2011 della Corte Ue su tre punti specifici:
  • non prende in considerazione l’'imposta già versata dalle controllate non francesi;
  • limita il sistema di crediti d’imposta a un terzo del dividendo ridistribuito da una controllata non francese (tale limite costituisce una disparità di trattamento tra le società che percepiscono dividendi originari di altri Stati membri e quelli che percepiscono dividendi di origine francese) in contrasto con il diritto di investimento e alla libera circolazione dei capitali;
  • al fine di limitare il diritto delle società interessate a un rimborso, mantiene requisiti relativi alla prova da fornire, in modo non conforme ai criteri stabiliti dalla Corte di giustizia nella sentenza indicata.
La normativa croata e le aliquote sulle accise
Per quanto riguarda la Croazia, invece, la Commissione europea si riserva di decidere il deferimento alla Corte di giustizia europea, se, entro due mesi, non riceverà comunicazione dell’adozione di misure per porre rimedio alla situazione delle aliquote delle accise in favore dei piccoli produttori di alcolici.
In particolare è stata chiesta la modifica delle norme in materia di accisa sui distillati alcolici fabbricati da piccoli produttori per il proprio consumo, perché  non conformi alle norme Ue. Sono, infatti, legate alla capacità della caldaia e corrisposte su base forfettaria, indipendentemente dai quantitativi effettivamente prodotti, come richiede il diritto comunitario armonizzato, a livello europeo, dalla direttiva 92/83/Cee del Consiglio.
Tali norme prevedono che gli Stati membri possano concedere una riduzione massima del 50% della normale aliquota di accisa per i distillati fabbricati da piccoli produttori ogni anno, purché la produzione non superi dieci ettolitri di alcol puro.
Le autorità croate, invece, consentono, attualmente, l’applicazione di un’aliquota ridotta dell’accisa ai piccoli produttori che fabbricano fino a 20 litri di alcol puro per nucleo familiare, per il proprio consumo. Viene applicato, quindi, un tasso forfettario di accisa in funzione della capacità della caldaia utilizzata per la produzione (vale a dire 100 hrk per una caldaia di capacità fino a 100 litri e 200 hrk per le caldaie di dimensioni superiori). L’aliquota ridotta applicata dalla Croazia non è conforme alle norme europee in quanto è legata alla capacità della caldaia ed è corrisposta su base forfetaria, indipendentemente dai quantitativi effettivamente prodotti.
La Croazia ora ha due mesi di tempo per comunicare alla Commissione le misure adottate per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione può decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia europea.
 
Sonia Angeli
pubblicato Giovedì 29 Dicembre 2016

I più letti

Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
invio dati da computer
Banche, assicurazioni, università statali e private, enti previdenziali, sono chiamati all’appello per inviare, entro il 28 febbraio, i dati da inserire nella dichiarazione dei redditi
In caso di spedizione diretta di raccomandata con ricevuta di ritorno, è sufficiente esibire l’avviso di ricevimento e gli estratti di ruolo cui l’atto riscossivo si riferisce
Dopo l’ufficializzazione delle regole attuative, l’approvazione del modello per la richiesta e la predisposizione del software per trasmetterla, ecco il necessario riepilogo
Il più recente orientamento della Cassazione afferma l’irrilevanza, in ambito tributario, della natura accessoria dei contratti di garanzia, privilegiando l’autonomia dei singoli negozi
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
Le istanze devono essere trasmesse per via telematica tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2017. L’applicativo non richiede installazione e garantisce l’uso di una versione sempre aggiornata
Per gli avvicendamenti nei ruoli apicali saranno interessate le direzioni regionali del Lazio, della Liguria, della Basilicata, dell’Emilia Romagna, del Piemonte e della Puglia
La precisazione in attesa della conversione in legge del Dl “milleproroghe”, che posticipa di un anno la soppressione della trasmissione dei modelli all’Agenzia delle Dogane
immagine di un orologio
Da un lato, più tempo per correggere gli errori a proprio danno; dall'altro, simmetricamente, termini di accertamento più ampi per eventuali controlli sulle rettifiche apportate
Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione, sono state inserire molte e significative disposizioni tributarie nel testo del decreto legge presentato dal Governo
In caso di modifica ultrannuale, il credito risultante deve essere evidenziato nel modello relativo al periodo d’imposta in cui è presentata la modifica a proprio vantaggio
mappa
Concluso l’iter di conversione del provvedimento collegato alla legge di bilancio per il 2017: numerose e significative le modifiche apportate nel corso del dibattito parlamentare
immagine di un orologio
A partire dall'anno d'imposta 2016, le eventuali maggiori imposte pagate potranno essere recuperate entro il quinto anno successivo a quello di presentazione del modello originario
Istituiti sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino