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Dal mondo
Ue: i regimi fiscali vanno rivisti alla luce dell'ambiente
Dalla Commissione europea un monito e un invito agli Stati membri che implica un mutamento radicale di mentalità
Quali sono le principali priorità di intervento per ridurre le pressioni sull'ambiente? È possibile utilizzare strumenti e incentivi fiscali per favorire pratiche agricole ecocompatibili? Sono soltanto due degli interrogativi a cui tenta di rispondere la relazione di 149 pagine elaborata di recente dalla Commissione europea e affiancata dal programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Una impostazione che implica un mutamento radicale di mentalità nella gestione e nell'utilizzo delle risorse rare da parte delle principali economie mondiali. Nella relazione, oltre a una opportuna classificazione di materiali, prodotti, attività economiche e stili di vita in funzione dell'impatto che hanno sull'ambiente e le risorse, viene evidenziato, con cifre alla mano, che più della metà delle colture alimentari mondiali è attualmente destinata all'alimentazione degli animali e che un raddoppiamento della ricchezza produce un inevitabile aumento della pressione ambientale valutato nell'ordine del 60-80%. Cambiamento climatico e degli habitat, inquinamento da azoto e da fosforo, eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche, forestali e di altro tipo, specie invasive, insufficiente accesso all'acqua potabile e a strutture igienico sanitarie, combustione domestica di combustibili solidi, esposizione al piombo, inquinamento atmosferico urbano e esposizione al particolato in ambito professionale sono le priorità di intervento indicate per ridurre le pressioni sull'ambiente.
Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 10 Giugno 2010
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