Dal mondo
Ue: ok alla cooperazione fiscale
e doganale transatlantica
Dopo la Russia il commissario europeo Semeta ha fatto tappa negli Stati Uniti per una serie di incontri bilaterali

Il commissario europeo alla Fiscalità, Argildas Semeta, lo scorso 15 dicembre ha incontrato a Washington il ministro americano degli Affari interni, J. Napoletano, per approfondire alcune importanti tematiche legate agli aspetti doganali e fiscali del commercio internazionale euroamericano. Il giorno successivo, il 16 dicembre, Semeta è intervenuto al Consiglio economico transatlantico (Transatlantic Economic Council), presso la Camera di Commercio (US Chamber of Commerce). Una occasione per ribadire, di fronte a una platea istituzionale e imprenditoriale, lo stretto legame transatlantico in materia di cooperazione fiscale e doganale.

Crescita economica, lavoro e competitività
L'eurocommissario ha rappresentato i tre macro-obiettivi di politica economica dell'Unione europea il cui raggiungimento dipende, in maniera significativa, dal potenziamento delle relazioni transatlantiche. Semeta ha ricordato che l'Europa ha stabilito una chiara agenda delle priorità fino al 2020. La crescita economica, il lavoro, la competitività sono i tre obiettivi prioritari che coincidono con quelli del governo americano. Semeta ha sottolineato che l'Unione europea è determinata ad agire contro gli eccessi della burocrazia, le duplicazioni amministrative, le leggi e le prassi non coordinate e inefficaci, la sicurezza degli scambi. Per farlo è necessario elevare gli standard di tutela, specie nel commercio, che devono andare di pari passo con traffici preferenziali e veloci di beni già controllati. Non appena usciti da questa crisi finanziaria ed economica, ha ricordato Semeta, l'impegno deve essere finalizzato a valorizzare le lezioni d'esperienza apprese e assumere idonee misure di correzione e prevenzione in materia di finanza pubblica e di fiscalità.

Dalla base imponibile comune alla tutela dei marchi
Il Commissario Semeta ha evidenziato anche la valenza di alcune concrete misure fiscali e doganali per rafforzare le relazioni transatlantiche, alcune delle quali non sono soltanto in fase di studio o proposta ma in corso di attuazione. Tra queste spiccano il miglior contesto ambientale per gli affari, caratterizzato da una base imponibile comune europea per le imprese di maggiori dimensioni; il joint transfer pricing forum cioè un foro istituzionale internazionale di ausilio e risoluzione delle problematiche connesse ai prezzi di trasferimento, argomento molto caro alle imprese americane; l'intellectual Property Rights ovvero la puntuale tutela, anche doganale, della proprietà intellettuale (marchi, brevetti, invenzioni industriali e commerciali) da tutelare con modalità operative congiunte; il secure trade facilitation, ovvero un approccio a 360 gradi e multilaterale al tema della sicurezza negli affari e nel commercio, che implica una maggiore efficienza ed efficacia dei controlli doganali delle merci unitamente a una velocizzazione degli adempimenti per i beni a controllata filiera preventiva; il put things right after the crisis, ovvero la possibilità di una tassazione delle transazioni finanziarie e il rafforzamento degli sforzi nel contrasto all'evasione fiscale con la promozione di una normativa armonizzata, trasparente e aperta allo scambio di informazioni. 

Auspicata la riforma del Facta
Infine, proprio alla luce del sempre più significativo percorso di convergenza transatlantico, sia  compiuto che prefigurato dall'Europa, l'eurocommissario ha auspicato una riforma del Facta (Foreign account tax compliance Act), base normativa particolarmente e unilateralmente onerosa, quanto ad adempimenti richiesti e controlli operabili, senza ragioni antielusive o antievasive per le imprese finanziarie europee che fanno affari in America o hanno, fra i propri clienti, soggetti residenti.
 

Marco Rondanini
pubblicato Martedì 21 Dicembre 2010

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