Dal mondo
Ue, sì allo scambio di informazioni
per dare scacco alle frodi Iva
L’Ecofin approva un pacchetto antifrode in materia di Imposta sul valore aggiunto che rafforza la cooperazione. Adesso la parola passa al Parlamento europeo
ecofin
Accordo raggiunto in seno al Consiglio dell’Unione europea per rafforzare la cooperazione amministrativa allo scopo di prevenire le frodi Iva. L’obiettivo è colmare le lacune esistenti nel sistema europeo dell'imposta sul valore aggiunto. Per l’Ecofin, queste ”manchevolezze” del sistema possono portare a frodi su vasta scala. Solo dalle frodi Iva transfrontaliere (cross-border), infatti, si stima possa derivare un ammanco di circa 50 miliardi di euro ai bilanci degli Stati europei.
 
"Migliorare la cooperazione tra le nostre amministrazioni fiscali è essenziale se vogliamo dare un giro di vite alle frodi", ha dichiarato Vladislav Goranov, Ministro delle Finanze della Bulgaria, che fino al mese di giugno deteneva la presidenza del Consiglio, commentando le ingenti perdite di entrate derivanti dalle frodi Iva. Proprio per questo la bozza di regolamento approvata il 22 giugno dall’Ecofin affronta le forme più diffuse di frode transfrontaliera e punta a due obiettivi: migliorare lo scambio e l'analisi delle informazioni condivise da parte delle amministrazioni fiscali degli Stati membri e rafforzare Eurofisc, la rete europea che coinvolge i funzionari delle Agenzie fiscali nazionali che si occupano del fenomeno delle frodi Iva.

Nuovi strumenti, vecchi obiettivi: le frodi nell'Unione
Il Consiglio ha un piano. Vuole introdurre nuovi strumenti per la cooperazione tra amministrazioni fiscali nazionali, a partire dalle indagini congiunte. Vuole che Eurofisc possa elaborare e analizzare tutti i dati scambiati considerati rilevanti. Vuole migliorare il quadro operativo per i controlli coordinati tra Stati membri e sviluppare lo scambio di dati tra le amministrazioni fiscali statali e le autorità comunitarie che si occupano di contrasto alle frodi. L’accordo di giugno è stato raggiunto all’unanimità ma ora è necessario acquisire il parere del Parlamento. In seguito le nuove regole saranno pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Ue. Per motivi di adeguamento degli applicativi tecnologici in dotazione alle agenzie fiscali e doganali, l’applicazione delle norme sarà differita e scatterà a partire dal 1° gennaio 2020.
Dalla Commissione intanto arrivano segnali di soddisfazione. Primo fra tutti quello di Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, che ha commentato: "Le nuove norme approvate oggi confermano la volontà degli Stati membri di affrontare insieme il problema delle frodi Iva. Nel complesso, il pacchetto di misure sull’Iva proposte dalla Commissione, di cui fanno parte queste regole, avrà un impatto profondo sulle frodi e un effetto positivo sulle finanze pubbliche e sui bilanci dei Paesi dell'Ue”.
 
Da dove arrivano e dove portano le nuove misure
Le norme approvate dal Consiglio danno seguito alle proposte della Commissione per una profonda riforma del sistema Iva dell'Unione presentate nell'ottobre 2017 e al piano d'azione sull'Iva per uno spazio unico Iva dell'Ue presentato nell'aprile 2016. Le nuove misure mirano a rafforzare la fiducia tra i membri dell’Unione in modo che possano scambiare più informazioni e rafforzare la cooperazione tra le reciproche autorità fiscali. Grazie alle nuove regole, gli Stati europei potranno scambiarsi informazioni più pertinenti e cooperare più strettamente nella lotta contro le organizzazioni criminali, a partire da quelle terroristiche.
L’auspicio è che le nuove norme rafforzino la cooperazione tra gli Stati membri, consentendo loro di intervenire più rapidamente e in modo più efficiente, intercettando anche le frodi che avvengono online. Le notizie sull'Iva e le informazioni di intelligence sulle organizzazioni criminali coinvolte nei casi più gravi di frodi saranno condivise sistematicamente con gli organismi comunitari di controllo.
 
Iva ed Ue, non solo scambio di informazioni
Nella riunione del 22 giugno, il Consiglio ha approvato le strategie e le misure per combattere le frodi Iva transfrontaliere, rafforzando le misure di cooperazione tra le autorità fiscali e concentrando le attività di analisi e di contrasto a operazioni e settori specifici considerati particolarmente a rischio. Nella stessa riunione, però, l’Ecofin ha approvato in via definitiva anche la direttiva che rende permanente l'aliquota ordinaria minima dell’imposta sul valore aggiunto europea, confermando al 15% il tetto minimo comune per tutti gli Stati membri.
 
Vito Rossi
pubblicato Martedì 10 Luglio 2018

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