Dal mondo
Ue: una strategia a tutto tondo
per crescita e occupazione
Il Consiglio europeo, affermando l'impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo entro il 2015, ha adottato Europa 2020
europa2020

Il 17 giugno scorso,  a Bruxelles,  il Consiglio europeo, affermando l'impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo entro il 2015, ha adottato Europa 2020, la nuova strategia per l'occupazione e la crescita sostenibile per aiutare l'Europa a riprendersi dalla crisi economica che continua a compromettere la realizzazione delle priorità comunitarie. La nuova strategia risponde alla sfida di indirizzare le politiche dalla gestione della crisi verso l'introduzione di riforme a medio-lungo termine volte di promozione della crescita con meccanismi di  assicurazione della sostenibilità delle finanze pubbliche.

Il nuovo piano di sviluppo e crescita
Nel corso dell'incontro i vari capi di Stato e di governo hanno, dunque, rilanciato il nuovo piano di sviluppo e crescita  secondo precisi parametri garantiscano stabilità e sviluppo economico. In tale prospettiva, pertanto, si lavorerà per portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni e per innalzare al 3% del Pil i livelli d'investimento pubblico e privato nella ricerca e nello sviluppo promuovendo l'inclusione sociale (in particolare attraverso la riduzione della povertà) e i livelli d'istruzione (riducendo la dispersione scolastica al di sotto del 10% e aumentando la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente almeno al 40%).
Sull'istruzione terziaria e gli abbandoni scolastici, l'Italia si prefigge di poter raggiungere un obiettivo del 26-27% e del 15-16% in coerenza con le previsioni della Commissione. Allo stato l'esecutivo, nelle more dei risultati che conseguiranno alle analisi di settore previsti entro il mese di settembre, si è espresso rendendo pubblico sul tasso di occupazione un obiettivo per il 2020 compreso tra il 67% e il 69%".

Una nuova disciplina di bilancio
Tutti gli obiettivi disegnati nella Strategia 2020 potranno concretamente realizzarsi soltanto attraverso una politica di contenimento della spesa e dell'indebitamento anche attraverso l'inasprimento dei controlli sui bilanci e di potenziamento degli strumenti fiscali diretti a debellare le piaghe del riciclaggio e dell'evasione.
In particolare, sulla  disciplina di bilancio il Consiglio europeo conviene sui seguenti orientamenti:
a) rafforzare il braccio sia preventivo che correttivo del patto di stabilità e crescita, con sanzioni collegate al percorso di risanamento verso l'obiettivo a medio termine che saranno riesaminati per disporre di un sistema coerente e progressivo che assicuri condizioni di parità negli Stati membri. Si terrà debitamente conto della situazione particolare degli Stati membri appartenenti alla zona euro e saranno pienamente rispettati gli obblighi rispettivi degli Stati membri ai sensi dei trattati;
b) attribuire, nella sorveglianza di bilancio, una importanza di gran lunga maggiore ai livelli e all'andamento dell'indebitamento e alla sostenibilità globale, come previsto inizialmente dal patto di stabilità e crescita;
c) a partire dal 2011, nel contesto del "semestre europeo", presentare in primavera alla Commissione programmi di stabilità e di convergenza per i prossimi anni, tenendo conto delle procedure di bilancio nazionali;
d) assicurare che tutti gli Stati membri dispongano di regole di bilancio nazionali e quadri di bilancio a medio termine in linea con il patto di stabilità e crescita; i loro effetti dovrebbero essere valutati dalla Commissione e dal Consiglio;
e) assicurare la qualità dei dati statistici, essenziale per una sana politica di bilancio e la sorveglianza di bilancio; gli istituti di statistica dovrebbero essere pienamente indipendenti nella fornitura dei dati.

La sorveglianza macroeconomica e le misure fiscali in vista del G20
Per quanto riguarda la sorveglianza macroeconomica il Consiglio ha richiamato l'attenzione degli Stati sulla necessità di valutare meglio gli squilibri e gli sviluppi in materia di competitività e per consentire un'individuazione tempestiva di tendenze insostenibili o pericolose.
In ambito tributario il Consiglio europeo, per assicurare un'equa ripartizione degli oneri e stabilire incentivi volti a contenere il rischio sistemico, ha richiamato gli  Stati membri sulla necessità di adottare sistemi di prelievi e tasse a carico degli istituti finanziari nella finalità di proiettarli a livello globale al prossimo vertice del G20 a Toronto. La comunicazione della Commissione del 2 giugno 2010 "Regolamentare i servizi finanziari per garantire una crescita sostenibile" contiene un elenco esaustivo di iniziative da intraprendere e completare prima della fine del 2011 per rendere il sistema finanziario più sicuro, solido, trasparente e responsabile. In particolare il Consiglio europeo sollecita il Parlamento europeo ad adottare celermente le proposte legislative sulla vigilanza finanziaria e ad esaminare in tempi brevi la proposta della Commissione relativa al miglioramento della vigilanza dell'UE sulle agenzie di rating del credito.

Il ruolo del G20 e le raccomandazioni
Sul punto il Consiglio afferma che il G20 dovrà confermare l' impegno a procedere a una riforma del sistema finanziario e progredire rapidamente in modo coerente e coordinato sull'intera gamma di azioni convenute a Pittsburgh, per rafforzare la trasparenza del sistema finanziario dell'Unione europea, anche mediante capitali supplementari di migliore qualità e nuove riserve di liquidità. Nell'ambito dell'Fmi le quote dovrebbero essere riviste nel quadro di un più ampio pacchetto di questioni relative alla governance del Fondo, che contempli tutti gli elementi concordati a Pittsburgh e a Istanbul, ed essere messe a punto come insieme unico ed esaustivo entro novembre 2010.
Le misure di convergenza economico fiscale trovano il giusto contemperamento con la contestuale  pianificazione di opportune iniziative volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 (l'Unione europea si è impegnata a passare entro il 2020 a una riduzione del 30%) e portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabili nel consumo finale di energia.
In Italia l'obiettivo dell'efficienza energetica, fissato al 20%, sta trovando definizione nel piano nazionale d'azione sulle fonti rinnovabili da parte del ministero per lo Sviluppo economico in attuazione della direttiva europea.
Gli obiettivi italiani saranno inseriti nel programma nazionale di riforma che resta lo strumento principale a livello nazionale per coordinare la strategia in riferimento al trend dei consumi.
 

Antonina Giordano
pubblicato Lunedì 2 Agosto 2010

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