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Dal mondo
Uk: pronta per l’evasore ravveduto
l’amnistia fiscale condizionata
l’amnistia fiscale condizionata
La norma perdonale, approvata dal Parlamento, sospende l’eventuale incriminazione ma non abbuona le sanzioni
No all’incriminazione automatica e stop alle procedure per il perseguimento dei contribuenti che hanno evaso tasse e imposte generando un danno all’erario e, indirettamente, alla collettività. Naturalmente, a patto che la persona interessata si ravveda, per tempo, provvedendo a contattare l’Agenzia delle Entrate e presentandosi, con la documentazione richiesta, presso l’ufficio di riferimento che gli sarà indicato. E non soltanto. A questa condizione base, infatti, l’Amministrazione aggiunge una particolare eccezione. Nel caso l’evasore, già sotto osservazione da parte dei detective del fisco, risultasse responsabile d’un danno grave e lesivo dell’interesse pubblico, ebbene di fronte a questo scenario nessuna chance sarebbe riservata e, come da prassi, si passerebbe immediatamente alle vie legali una volta definito l’ammontare evaso e la norma del codice violata. Dunque, pugno duro nei confronti degli evasori più incalliti. Comunque, considerando la norma nel suo complesso, l’amnistia fiscale, che oramai scalda i motori, si profila come una vera e propria contrattazione tra fisco e contribuente, come del resto ben esplicitato dal nome con cui il Parlamento ha licenziato il provvedimento: Contractual Disclosure Facility.
Il tassello mancante – In realtà, il varo dell’amnistia è soltanto uno degli strumenti su cui l’Agenzia delle Entrate britannica punta per ricondurre ben 7 miliardi di sterline, un tesoro dal valore inestimabile, in questo momento di crisi, nella disponibilità del bilancio pubblico. L’operazione quindi è da ricollegare con l’iniziativa di febbraio quando, nel giro di poche ore, furono recapitate a circa 1.000 contribuenti lettere che recano un messaggio piuttosto chiaro: “La informiamo che la sua posizione fiscale è sotto attenta e mirata osservazione da parte dei competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate…..”. Questa è la ragione che spinge gli esperti a ritenere il varo dell’amnistia il tassello finale d’una operazione che ha mosso i suoi primi passi il semestre passato.
Amnistia condizionata – Comunque, la norma nasconde numerose insidie per il contribuente che decidesse di uscire allo scoperto. Infatti, qualora nel corso del procedimento perdonale la persona interessata si opponesse alla consegna dei documenti e delle comunicazioni richieste, in questo caso specifico l’amnistia automaticamente si autosospenderebbe, senza nemmeno necessità d’intervento dei tecnici delle Entrate. Di fatto, quindi, il contribuente si troverebbe di nuovo privo dello schermo fornito dalla norma perdonale, col risultato che piuttosto che recarsi presso gli uffici dell’Amministrazione finanziaria potrebbe presto trovarsi nella necessità di far visita agli uffici del giudice accompagnato dal proprio avvocato.
Stefano Latini
pubblicato Giovedì 28 Luglio 2011
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