Dal mondo
Ue: la prima presidenza 2011
guarda agli Stati balcanici
Dopo il Belgio tocca ora all'Ungheria misurarsi fino a giugno con la responsabilità semestrale dell'Unione

Il mandato, ricoperto istituzionalmente nel rispetto del criterio della rotazione con cadenza semestrale, conferisce al Paese di turno la leadership decisionale nella concretizzazione degli obiettivi politici e legislativi prefigurati nel programma presidenziale. Una operazione validamente supportata da un'attività di formazione e comunicazione attraverso seminari e avvenimenti culturali.

Le priorità della presidenza
Valorizzazione del fattore umano, rafforzamento dell'Europa, facilitazione dell'integrazione e consolidamento dei rapporti esteri sono i quattro obiettivi contenuti nella prima bozza di programma presentata dal governo ungherese alla Commissione europea lo scorso 11 gennaio ad Ispra, presso l'Istituto di Ricerca Comune dell'Unione europea Joint Research Centre. È  rilevante che l'apertura del semestre della presidenza ungherese sia stata organizzata presso un Istituto di eccellenza di ricerca scientifica dell'Unione europea.

Dal fattore umano all'integrazione
Ponendo il fattore umano come focus delle politiche europee il semestre presidenziale attribuisce rilievo al dato  della decrescenza della  popolazione. È un elemento conoscitivo non trascurabile, infatti, e al quale si rende necessario opporre un argine immediato per le ripercussioni sulla possibilità di resistere alla concorrenza globale. In tale ambito è retorico affermare che l'importanza delle politiche familiari può realizzarsi anche attraverso  il miglioramento dell'accoglienza sociale. Che l'integrazione delle minoranze etniche nella societá rappresenti un  fattore di competitivitá, è comprensibile anche senza una eccessiva dose di apertura culturale. La presidenza ungherese attribuisce priorità al rafforzamento dell'integrazione europea ottimizzando i risultati in termini di coesione finora conseguiti dalle politiche comunitarie. Tale direttrice comporta l'applicazione del programma di Stoccolma (programma dell'UE per giustizia, immigrazione e sicurezza interna) e l'allargamento dell'area Shengen favorendo la conclusione delle trattative di adesione della Croazia. 

Le priorità da seguire in linea con il patto di stabilità
Restando in ambito più strettamente economico le priorità sulle quali si dovrebbero concentrare i paesi membri per rilanciare l'economia e creare posti di lavoro, in linea con il patto di stabilità e crescita dell'Ue e la nuova strategia Europa 2020  per la crescita e l'occupazione sono essenzialmente quelle afferenti la risoluzione delle problematiche connesse alla disoccupazione e alla riforma dei regimi pensionistici, riconosciute come coadiuvanti le azioni di diretto contenimento del debito pubblico e di massimo sfruttamento delle  potenzialità dell'integrazione economica europea.

La tabella di marcia della presidenza di turno
Il palinsesto prevede che entro marzo  i governi dell'Unione debbano definire  le priorità economiche in base ai risultati dell'analisi per poi, procedere, in aprile, all'inoltro alla  Commissione del proprio progetto di bilancio per l'anno successivo.
I momenti programmatici e di pianificazione scandiranno i lavori di giugno e luglio. Sarà, infatti, a ridosso del passaggio del testimone presidenziale al successivo semestre che l'esecutivo dovrà dare la nuova impronta risolutiva sulla base degli indicatori emersi nei mesi antecedenti. Secondo protocollo il Consiglio dei ministri dell'Unione formulerà alcuni suggerimenti per i singoli Paesi imprimendo gli opportuni indirizzi politici insieme al Consiglio europeo. 

Il semestre europeo: come funziona
Ogni anno, da gennaio a giugno e da luglio a dicembre, due Stati membri si succedono alla guida della Presidenza in seno al Consiglio, che riunisce i ministri dei  governi degli stati dell'Unione, in base agli argomenti in discussione. I Capi di Stato e/o di governo dell'Unione europea e il Presidente della Commissione europea si riuniscono quattro volte l'anno nel "Consiglio europeo" per la definizione delle linee guida generali della politica dell'UE. L'articolo 16(9) del Trattato sull'unione europea come modificato dal Trattato di Lisbona, recita:  "La presidenza delle formazioni del Consiglio, ad eccezione della formazione "Affari esteri", è esercitata dai rappresentanti degli Stati membri nel Consiglio secondo un sistema di rotazione paritaria, alle condizioni stabilite conformemente all'articolo 236 del trattato sul funzionamento dell'unione europea".

Un breve cenno ai criteri di rotazione
L'ordine di turnazione viene stabilito dal Consiglio all'unanimità secondo il sistema comunemente definito del "Trio", operativo dall'inizio del 2007 che si  traduce nel accordo tra tre presidenze nella implementazione di  un programma comune di un anno e mezzo. Ciò consente maggiore continuità nelle priorità del Consiglio e un passaggio di esperienze e capacità amministrative in grado di aiutare gli stati di nuovo ingresso ad esercitare compiti di presidenza per la prima volta. Le Presidenze degli anni immediatamente a venire si alterneranno come segue:

2012  Danimarca - Cipro
2013  Irlanda - Lituania
2014  Grecia - Italia

Dall'avvicendamento ai ruoli di competenza
Si ritiene opportuno lambire i contenuti organizzativi e strutturali di certo noti per evidenziare in che misura il Trattato di Lisbona sia intervenuto anche nell'istituzione con il chiaro intento di conferire maggiore democraticità nella dinamica di avvicendamento nell'assunzione del ruolo e del rispetto dei principi cardine della UE di  trasparenza e obiettività. 

Le novità del trattato di Lisbona
Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona la presidenza del Consiglio è assistita da un Segretario generale (il quale è subentrato all'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune), posizione cellulare di programmazione politica e di allarme tempestivo rivestita  per dieci anni , dall'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam.
Il Trattato di Lisbona, prendendo atto dell'importanza di entrambe le figure, è intervenuto imponendo una dicotomia strutturale  che ne preservasse la sopravvivenza funzionale nei rispettivi ambiti. Per questo è stata decisa la costituzione di una presidenza del consiglio europeo e di un Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, indipendente dal presidente e dotato di   nuovi poteri in materia di politica estera e di sicurezza comune, nota attraverso l'euro acronimo Pesc.
Con l'istituzionalizzazione del sistema di presidenza a trio, dal 2009, anche il logo della presidenza del Consiglio ha subito una variazione di conformità in quanto i colori della scritta "Eu" cambiano in base allo Stato membro che detiene la presidenza rotativa.
 

Antonina Giordano
pubblicato Martedì 25 Gennaio 2011

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