Dal mondo
Uomini e mari, arriva la tassa
contro le navi inquinanti
Ad avanzare una proposta è stata di recente l'Organizzazione marittima internazionale
nave di grande tonnellaggio

Si chiama Ves, acronimo di Vessel Efficiency System, ed esprime in tutta la sua immediatezza il contenuto della proposta elaborata dall'Organizzazione marittima internazionale (Imo). Obiettivo dichiarato è tassare le navi inquinanti e impiegare i relativi guadagni a favore dello sviluppo dei Paesi poveri. Per farlo l'Imo ha pensato bene di utilizzare la stessa metodologia adottata a livello europeo nel settore automobilistico per migliorare le prestazioni e le emissioni di Co2. In sintesi più inquini più paghi.

Il ricorso alla tassazione
Per rendere più incisiva e pragmatica l'operazione di rottamazione delle vecchie navi e la sostituzione di nuovi modelli nelle flotte esistenti non poteva esserci rimedio migliore di ricorrere alla tassazione. La proposta prevede infatti l'applicazione di una tassa per tonnellata di carburante utilizzato dalle petroliere e dalle navi container. Da qui la denominazione dell'operazione Vessel Efficiency System.

Il contributo del World Shipping Council
La proposta dell'Organizzazione marittima internazionale è stata elaborata da un'altra importante organizzazione. Si tratta del World Shipping Council (Wsc), associazione con sede a Washington che raggruppa le più grandi compagnie armatoriali del mondo. A lanciare l'idea del Ves è stato proprio il consiglio direttivo del Wsc che nei mesi scorsi ha presentato all'Imo uno studio sull'argomento. Gli standard del Ves sono applicabili sia alle navi di nuova progettazione che a quelle in esercizio. L'idea è pervenire entro breve termine alla definizione di un sistema normativo capace di migliorare l'efficienza della flotta mondiale, ridurre le emissioni di gas inquinanti e tutelare in ultima analisi l'ecosistema.

La flotta mondiale tra vecchie e nuove navi
Esenzione dal pagamento di ogni tassa ambientale e tassazione calcolata sulla base di ogni tonnellata di combustibile consumato tenendo conto anche della differenza tra il grado di efficienza della nave e quello fissato dagli standard prefissati. È il parametro di riferimento di cui si deve tenere conto, secondo la proposta del Wsc, per distinguere tra le navi in esercizio che rispettano determinati standard di efficienza ambientale e quelle che non lo fanno. Ciò significa, in altri termini, che la tassa risulterà più elevata per quelle navi che presentano un livello ridotto di efficienza ambientale. In questo modo il sistema introdotto permetterà da un lato di valorizzare chi punta al miglioramento della flotta e dall'altro scoraggiare chi impiega sui mari del mondo naviglio meno efficiente.

Valorizzare la progettazione degli scafi
Un altro capitolo della proposta è dedicato alla progettazione e costruzione delle nuove imbarcazioni. In questo contesto rileva l'elaborazione di standard di efficienza obbligatori, simili a quelli adottati in ambito automobilistico, a cui dovranno rigorosamente attenersi le imprese costruttrici. Questo significa utilizzo di tecnologie di ultima generazione in grado di migliorare l'efficienza energetica delle unità. Gli standard, secondo il Wsc, dovrebbero essere legati nel tempo ad altri standard più rigorosi. Infatti lo sviluppo delle nuove tecnologie consentirà ulteriori miglioramenti delle performance ambientali delle navi.

Le entrate a sostegno dei Paesi in via di sviluppo
Un'altra novità insita nella proposta sta nel fatto che le entrate ricavate dalla nuova tassa non saranno soltanto utilizzate per sostenere i Paesi in via di sviluppo ma anche per costituire un fondo, gestito dall'Imo, dedicato alla lotta al cambiamento climatico e per incrementare la ricerca di fonti rinnovabili.

L'Imo e il Wsc
L'International Maritime Organization (Imo) è una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite con sede a Londra. Suo principale compito è promuovere la cooperazione tra i Paesi aderenti (attualmente sono 166) sulle questioni riguardanti la navigazione. L'agenzia ha responsabilità primarie in materia di sicurezza e protezione ambientale con la convocazione di conferenze internazionali per stipulare accordi e convenzioni su materie relative alla navigazione e al trasporto marittimo di passeggeri e merci. Il World Shipping Council ha tra i suoi compiti istituzionali quello di fornire linee guida, in ambito marittimo e nei settori economici direttamente collegati, sulle questioni riguardanti l'economia e l'inquinamento, le politiche legislative la safety e la security. La proposta sarà oggetto di valutazione in occasione della conferenza di marzo dell'Imo.
 

Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 4 Febbraio 2010

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