nelle case dei contribuenti
Dall’aprile scorso, a oggi, il numero complessivo dei rimborsi fiscali che si sono accomiatati dalle casse dell’erario federale statunitense per rimpolpare i bilanci di decine di milioni di famiglie americane, stremate dagli effetti della recessione, ha oltrepassato la soglia dei 220 milioni, arrestandosi per l’esattezza a quota 221 milioni. Riguardo invece alla cifra totale corrispondente all’intera operazione l’ammontare è pari a circa 190 miliardi di dollari che, entro fine anno, dovrebbero superare largamente i 220 miliardi di dollari.
1,2milioni di rimborsi al giorno
Si tratta quindi d’un vero e proprio diluvio d’assegni e bonifici senza precedenti predisposti ed emessi dall’Irs a un ritmo, quasi ossessivo, di ben 1,2milioni al giorno. In pratica, in media ne vengono recapitati all’incirca 50mila al minuto e 830 al secondo. Pur raffrontando l’intero stock di rimborsi trattato nel medesimo periodo dalle Amministrazioni fiscali di tutti i Paesi membri dell’Ocse, l’attuale flusso statunitense non troverebbe nessun ragionevole termine di paragone, risultando di fatto decisamente superiore al numero dei rimborsi trasmessi, nello stesso periodo, dalle competenti agenzie che operano nei Paesi cosiddetti a economia avanzata, ovvero ricchi.
1miliardo di dollari al giorno per scacciare la crisi
L’entità di questa pioggia di rimborsi, e sempre restando su valori medi, corrisponde a un tesoro in transito pari a circa 1 miliardo di dollari che, puntualmente e con cadenza quotidiana, si riversano sulle tavole e tra le buste della spesa di milioni di contribuenti americani preoccupati dai debiti, dai mutui e, naturalmente, dalle tasse. In realtà, i miliardi fino a oggi distribuiti e indirizzati sui bilanci di milioni di famiglie non hanno prodotto il risultato atteso, e da molti auspicato, di determinare una ripresa significativa della domanda interna. I consumi infatti restano al palo e, secondo gli ultimi dati raccolti, non accennano affatto a riavviarsi, lasciando l’economia statunitense nel dubbio relativo al calendario definitivo dell’attuale recessione, ovvero senza l’indicazione d’una potenziale ripresa.
La curiosità: cercasi il Fisco disperatamente
Su 221 milioni di rimborsi fiscali, predisposti dall’Irs e consegnati dal servizio postale federale, sono 383 mila quelli che risultano non ricevuti dal destinatario. In pratica, all’incirca 270milioni di dollari sono quindi attualmente parcheggiati in attesa che il legittimo contribuente ne rivendichi la titolarità. In gran parte si tratta di versamenti e consegne non avvenute in quanto l’indirizzo indicato dal destinatario risulta errato, oppure in alcuni casi del tutto inesistente. Comunque, è in coincidenza con queste eventualità che, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, sono i singoli contribuenti a mettersi in caccia del Fisco piuttosto che il contrario.
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