Dal mondo
Usa, fissati i nuovi obiettivi
in campo fiscale per il 2018-2022
In sei punti le linee strategiche del futuro che guideranno l’Internal Revenue Service per i prossimi cinque anni
irs
Il Piano strategico che ispirerà le attività e le iniziative dell’Agenzia delle Entrate statunitense per i 5 anni a venire non appartiene più alle indiscrezioni, né alle notizie attribuite da mesi a fonti interne non specificate. Al contrario, finalità, obiettivi e metodologie future sono ora elencate in un testo scritto, protocollato e già inviato al Congresso, dove riceverà un ultima lettura, non in vista d’una approvazione ma soltanto per osservare il principio di condivisione formale tra Legislativo ed Esecutivo, in questo caso in materia di fisco.

I dati da primato di una Amministrazione che gestisce oltre 10mila miliardi di dollari di imponibile l’anno
Prima di passare ad elencare la nuova road map che guiderà l’Internal Revenue Service, è però corretto soffermarsi sui numeri, i risultati e i servizi che già oggi l’Amministrazione finanziaria più grande al Mondo ha raggiunto, nel caso si parli degli obiettivi, o erogato, se guardiamo all’assistenza fornita. In sostanza, le entrate tributarie raccolte dall’Irs corrispondono ad oltre il 90 percento delle risorse che finanziano gli Stati Uniti. Riguardo l’indice di efficienza nelle attività di raccolta del gettito, l'Irs spende in media solo 35 centesimi per ogni $100 raccolti. Ad ogni modo, di seguito i risultati chiave conseguiti dalle Entrate Usa nel corso dell’anno passato: 246milioni è il numero delle dichiarazioni dei redditi trasmesse, lavorate ed archiviate in corso d’anno; 3,4 trilioni di miliardi, in dollari, è il gettito lordo incassato in 12 mesi, in pratica, una somma che supera il pil congiunto di Spagna e Portogallo; in media, ogni singolo contribuente ha ricevuto 2.862 dollari in forma di rimborso fiscale; e per finire, quasi 60 miliardi di dollari sono stati recuperati grazie al miglioramento delle attività di contrasto all’evasione.

La frontiera del digitale
Riguardo l’e-filing, ovvero, l’invio e la lavorazione delle dichiarazioni dei redditi attraverso internet, l’IRS ha raccolto nel corso del decennio passato un record dopo l’altro. Ad oggi, l’87per cento delle dichiarazioni dei redditi individuali sono gestite via-web. Riguardo le società, invece, il fisco Usa è ancora in ritardo. Infatti, l’ultimo dato disponibile mostra che poco più della metà delle aziende, il 53 per cento, compila, trasmette e interagisce con il fisco attraverso l’online. Un gap difficile da giustificare per un Paese al top dell’innovazione e del digitale. Ad ogni modo, l’anno fiscale passato l’IRS ha registrato quasi 400milioni di interazioni via internet con i contribuenti, sia persone fisiche che aziende. In futuro, si lavorerà per incentivare questo tipo di relazione.

I 6 punti del nuovo piano strategico
Partiamo dal primo punto, ovvero, consentire a tutti i contribuenti di soddisfare i propri obblighi fiscali. Per incrementare tale obiettivo è previsto un maggior impegno in direzione d’una semplificazione più incisiva, al fine di facilitare la comprensione delle norme fiscali e, al contempo, assistere i contribuenti nei loro obblighi di conservazione documentale, comunicazione e pagamento, possibilmente step by step, grazie all’uso di nuove tecnologie o strumenti alternativi.
Il secondo punto riguarda l’implementazione della tax compliance. Qui gli spunti innovativi non mancano, dato che l’IRS s’impegna a favorire la conformità spontanea agli obblighi fiscali e a ridurre il gap dell’evasione fiscale perseguendo approcci alternativi, in particolare, ricorrendo alle conoscenze comportamentali, o behavioral economics, su come le persone elaborano e reagiscono a determinati stimoli legati alle informazioni che ricevono.
Il terzo punto riguarda la collaborare in modo proattivo da potenziare con i partner esterni per migliorare l'Amministrazione fiscale e il suo grado di efficienza. Questo passaggio implica una ulteriore apertura ai consulenti fiscali, ai commercialisti e agli esperti in materia di tributi, da aggiungere al reclutamento di economisti e professionisti di business management. Tradotto, spazio al privato. D’altra parte, è oramai un principio consolidato la dinamica che vede la collaborazione produrre soluzioni innovative a problemi urgenti, migliorando l'esperienza sia del contribuente sia dell’Amministrazione.
Il quarto punto si focalizza sulla formazione del personale, con l’obiettivo di coltivare una forza lavoro ben equipaggiata sul piano conoscitivo generale, diversificata, flessibile e impegnata nel miglioramento progressivo, mai statico. L’Irs quindi si impegnerà per rafforzare una cultura che valorizzi l'innovazione, accolga molteplici prospettive e celebri la diversità piuttosto che ostacolarla, o peggio, oscurarla. In definitiva, si tratta d’un approccio allo sviluppo centrato sulla gestione del talento.
Il quinto punto pone l’accento sulla crucialità dell’uso del big-data, o tesoro di informazioni digitali. Nel corso degli anni, infatti, le Entrate Usa hanno raccolto e conservato miliardi di dati, di profili e di coordinate relative ad azioni, processi, procedure e attività riconducibili ad obblighi fiscali. In quest’ambito, l’Irs continuerà ad utilizzare i dati per guidare le decisioni, implementando ulteriormente l’uso efficace delle risorse disponibili. Nuovi software e l’apertura ad algoritmi e all’intelligenza artificiale faranno gradualmente il loro ingresso tra i meccanismi e gli strumenti di lavoro a disposizione del fisco. Migliorare i dati e l'analisi fornisce un processo ripetibile per selezionare e assegnare il lavoro in modo sempre più efficiente.
L’ultimo punto, aumentare l'agilità, l'efficienza, l'efficacia e la sicurezza delle operazioni condotte dall’Irs. In altre parole, porre un argine alle frodi informatiche attraverso le quali, spesso, centinaia di migliaia di rimborsi fiscali non giungono sul conto di chi ne ha diritto ma in altri depositi, spesso ignoti. L’idea è quella di introdurre un meccanismo innovativo capace di salvaguardare al 100 per cento i dati dei contribuenti da eventuali minacce esterne.
 
Stefano Latini
pubblicato Martedì 12 Giugno 2018

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