Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 20:23
Dal mondo
Usa, la riforma sanitaria di Obama
trova il proprio credito d'imposta
trova il proprio credito d'imposta
Dal 2010 al 2013 il bonus concesso potrà avere un importo massimo pari al 35% del premio assicurativo
Un credito d'imposta per aiutare le imprese a garantire la copertura dell'assicurazione sanitaria ai propri dipendenti. E' una delle misure contenute nel Patient protection and affordable care act, il progetto, varato dal Congresso e firmato dal presidente Obama lo scorso 23 marzo, che riforma il sistema sanitario americano, estendendo l'assistenza medica ad altri 32 milioni di cittadini.
La riforma sanitaria e il suo tax credit
Obiettivo del bonus è quello di permettere alle piccole imprese e agli enti esenti da imposte con lavoratori principalmente a reddito medio-basso a continuare o a iniziare a coprire l'assicurazione sanitaria per i propri impiegati.
Per questo l'Irs (Internal revenue service) ha attivato da questa settimana una campagna di informazione capillare sul territorio statunitense, attraverso l'invio di cartoline informative che illustrano le caratteristiche del bonus, le modalità di utilizzo e che invitano le imprese a verificare se possiedono i requisiti necessari per poterne usufruire.
Un'operazione di sensibilizzazione a cui l'Agenzia delle Entrate americana tiene molto, come sottolineato dalle parole del suo direttore, Doug Shulman: "Vogliamo incoraggiare piccole imprese e datori di lavoro esentasse a considerare attentamente questa importante agevolazione fiscale, già in vigore, e a capire se sono nelle condizioni per poterla utilizzare".
Chi, come, quando
Possono fruire del bonus le imprese e gli enti esentasse (la maggior parte, organizzazioni no profit) che coprono almeno metà dell'assicurazione sanitaria per ciascun dipendente, hanno meno di 25 impiegati full-time (il numero dei membri del personale può superare tale soglia se utilizzati part-time) e pagano un salario annuale medio inferiore a 50mila dollari per ogni lavoratore.
Si tratta di un credito "in crescendo": dal 2010 al 2013, infatti, il credito massimo concesso dall'Amministrazione finanziaria sarà pari al 35% del premio pagato dall'azienda (25% per gli enti esentasse). Nel 2014, invece, passerà al 50% (35% per le organizzazioni esenti da imposte).
Nel caso in cui l'azienda paga solo parte del premio assicurativo (l'altra rimane a carico, invece, del dipendente), il credito andrà calcolato solo su tale quota.
Le imprese che non hanno prodotto redditi nel corso dell'anno non possono fruire del credito d'imposta. Discorso diverso, invece, per i datori di lavoro esenti da imposte che, invece, potranno richiedere il bonus all'Amministrazione finanziaria sotto forma di rimborso. L'Irs fornirà presto ai contribuenti interessati istruzioni su come richiederlo.
La riforma sanitaria e il suo tax credit
Obiettivo del bonus è quello di permettere alle piccole imprese e agli enti esenti da imposte con lavoratori principalmente a reddito medio-basso a continuare o a iniziare a coprire l'assicurazione sanitaria per i propri impiegati.
Per questo l'Irs (Internal revenue service) ha attivato da questa settimana una campagna di informazione capillare sul territorio statunitense, attraverso l'invio di cartoline informative che illustrano le caratteristiche del bonus, le modalità di utilizzo e che invitano le imprese a verificare se possiedono i requisiti necessari per poterne usufruire.
Un'operazione di sensibilizzazione a cui l'Agenzia delle Entrate americana tiene molto, come sottolineato dalle parole del suo direttore, Doug Shulman: "Vogliamo incoraggiare piccole imprese e datori di lavoro esentasse a considerare attentamente questa importante agevolazione fiscale, già in vigore, e a capire se sono nelle condizioni per poterla utilizzare".
Chi, come, quando
Possono fruire del bonus le imprese e gli enti esentasse (la maggior parte, organizzazioni no profit) che coprono almeno metà dell'assicurazione sanitaria per ciascun dipendente, hanno meno di 25 impiegati full-time (il numero dei membri del personale può superare tale soglia se utilizzati part-time) e pagano un salario annuale medio inferiore a 50mila dollari per ogni lavoratore.
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Alessandra Gambadoro
pubblicato Martedì 20 Aprile 2010
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