al Bilancio 2011 da 4mila miliardi
Ribattezzata la legge di Bilancio lunare, per i flussi monetari e per le risorse sulle quali inciderà, quasi 4mila miliardi di dollari, 3.700 miliardi per l'esattezza, la bozza del testo, inizialmente suggerita e presentata dalla Casa Bianca presso gli uffici del Senato, ha ricevuto il prima via libera della Commissione Finanze del braccio federale del Congresso statunitense.
Rotta sul deficit
L'obiettivo principale sul quale, invariabilmente, sembrano convergere le decine di misure che hanno passato il primo esame, 12 voti favorevoli e 10 contrari, richiama il deficit. E' questa la parola chiave sulla quale l'impegno della Casa Bianca e del Congresso non mostrano sostanziali divergenze. In pratica, scopo della manovra, di cui il testo autorizzato dalla Commissione Finanze del Senato costituisce un primo documento di lavoro da sottoporre al voto delle Aule, è di ridurre entro il 2015 il differenziale annuale tra entrate e uscite, cioè il deficit, accompagnando la sua discesa dall'attuale 9,8 % fino al livello, quasi modello europeo, del 3%. Un vero e proprio balzo indietro che, di fatto e in termini puramente numerici, dovrebbe rimodellare lo squilibrio annuale dei conti riconducendolo dal tetto raggiunto quest'anno dei 1400 miliardi di dollari fino a una soglia soft, a confronto, pari a circa 545 miliardi di dollari. Obiettivo questo giudicato realistico anche se saranno necessari sacrifici.
La ricetta anti-deficit
In scena il fisco, strumento centrale e bussola intorno alla quale orientare gli interventi che dovrebbero condurre alla riduzione del rosso nei conti pubblici. Innanzitutto, gli sconti destinati ad esaurirsi e a scomparire, ovvero le agevolazioni e i bonus straordinari varati da Bush nel 2001 e nel 2003, non saranno consegnati al pensionamento. Al contrario, resteranno in vigore e saranno prorogati con una sola condizione: ne potranno beneficiarie soltanto i contribuenti i cui redditi non oltrepassano i 200mila dollari l'anno o, nel caso di coppie che presentano la dichiarazione congiunta, il tetto massimo sale fino ai 250mila dollari. Quindi, a conti fatti, i contribuenti cosiddetti facoltosi saranno esclusi dalla conferma dei benefici. Nel complesso, la proroga degli sconti varati da Bush dovrebbe consentire un taglio netto di circa 600 miliardi di dollari per i contribuenti statunitensi iscrivibili alla classe media. Penalizzati, invece, i contribuenti ricchi.
Stop alla spesa e ok al Fondo anti-deficit
Oltre al capitolo imposte e tasse, il testo che la Commissione ha deciso di portare in visione all'aula del Senato prevede un freno deciso ai flussi di spesa. Il capitolo delle uscite, infatti, prevede il congelamento, da qui al 2015, dei fondi destinati alle agenzie federali, decine di organismi e di istituzioni distribuite lungo l'intero asse territoriale del Paese. A questa misura s'associa anche la riduzione dei capitali destinati, in forma di aiuti, ai Paesi in via di Sviluppo, cioè poveri. Nel complesso, queste due misure dovrebbero determinare, nel corso del prossimo quinquennio, un recupero di circa 100 miliardi di dollari di minori spese. Sono, invece, confermate le maggiori spese destinate dal Presidente Obama al comparto militare, alle missioni all'estero e all'ambiente. Ora la parola passa all'intera aula del Senato. Oltre al congelamento della spesa, solo in parte, un punto importante interesserà la stabilizzazione d'un Fondo speciale che, alimentato dai risparmi derivanti dalle misure varate da Obama, avrà come obiettivo quello di ridurre esclusivamente la taglia del deficit. In pratica, a meno d'emergenze, le somme che vi confluiranno saranno orientate soltanto sul capitolo del deficit.
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