Dal mondo
Usa: un sistema fiscale ingiusto
per due contribuenti su tre
A indicarlo una indagine statistica e un sondaggio che sono stati condotti entrambi da un noto centro di ricerca
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Una maggioranza fiscalmente “rumorosa” quella statunitense, tutt’altro che “silenziosa”. In pratica, una quota crescente di lavoratori, contribuenti e comuni cittadini americani percepisce oramai stabilmente, in modo radicato, il sistema fiscale federale attualmente in vigore come fondamentalmente ingiusto e regressivo. La ragione principale all’origine di questa larga disaffezione è data dal fatto, acclarato, che non tutti i soggetti passivi, persone fisiche e imprese, paghino la quota dovuta al fisco federale, con ciò violando l’equità alla base del sistema tributario stesso.
 
1 americano su 4 è “disturbato” dal fatto di pagare troppe tasse, mentre 2 americani su 3 lo sono perché le grandi aziende e i ricchi non le pagano affatto, almeno non nella forma e nella proporzione dovuta – Dunque, i cittadini americani, il 62%, sostengono d’essere disturbati "molto" dalla sensazione che alcune aziende, in particolare grandi gruppi e multinazionali, non paghino la loro parte equa delle tasse. A questo malessere, diffuso, il 60% aggiunge una medesima frustrazione, ma rivolta non alle imprese quanto piuttosto ai ricchi che non pagano tasse e imposte dovute. Soltanto il 43% afferma invece di trovare disturbante la complessità estrema del sistema fiscale. Ma il risultato più insolito, e per certi versi spiazzante, dell’indagine statistica e del sondaggio, condotti entrambi Pew Research Center il mese scorso, rivela come soltanto ¼, il 27% per l’esattezza, dei soggetti intervistati si dichiari “disturbato” per l'importo esoso che pagano in tasse e imposte.
 
Il sistema fiscale perfetto? Questione di equità, la complessità e il peso delle imposte si possono tollerare, le diseguaglianze nel trattamento fiscale “no” - In pratica, una maggioranza del 56% descrive il sistema fiscale federale statunitense come non troppo equo, mentre per il 27% è “molto” ingiusto. Il risultato è che soltanto una minoranza lo ritiene “giusto”, anzi, moderatamente equo. Peraltro, l'indagine, ripetuta negli anni, trova pochi cambiamenti nelle percezioni espresse dagli intervistati e nelle opinioni degli individui circa l'equità del proprio onere fiscale. Poco più della metà, il 54%, dice di pagare circa il giusto importo delle tasse, considerando ciò che ricevono dal governo federale, mentre il 40% sostiene di pagare più della loro quota equa. In pratica, solo il 5% dichiara di pagare meno di quello che dovrebbero. Resta inamovibile un punto ben definito e tratteggiato dallo studio: la maggior parte degli americani, a tutti i livelli di reddito, dichiara d’essere “molto disturbato” dalla sensazione che alcune società e persone ricche non paghino affatto la loro parte equa dell'onere fiscale spettante, per legge. Naturalmente, la sensazione che alcune società e persone ricche non stiano pagando la loro parte equa delle tasse è più spesso citato come fattore “fastidioso e frustrante” da contribuenti con redditi familiari generalmente bassi piuttosto che da coloro, una minoranza a dire il vero, con redditi più elevati.
 
La riforma del fisco Usa alla luce del sondaggio – Le rilevazioni contenute nello studio realizzato sul fiscal sentiment dei cittadini statunitensi dal Pew Research Institute pone in risalto una percezione generalmente e, ciò che è peggio, continuativamente nel tempo, “negativa” dell’intero sistema fiscale Usa. Di fatto, ciò spiega il perché gli esperti, i politici e i tecnici incaricati di riscrivere le regole fiscali oggi vigenti negli States abbiano optato per l’acquisizione di tale sentiment come una sorta di bussola capace di orientare scelte future. Comunque, c’è da dire che i tempi della riforma fiscale non saranno affatto brevi né definiti.
 
Stefano Latini
pubblicato Venerdì 11 Agosto 2017

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