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Dal mondo
Venezuela, via libera alla super-tassa sulle società petrolifere
L’imposta, fino al 60%, sarà applicata sui profitti delle compagnie estere di estrazione, raffinazione ed export del greggio nazionale
Attesi 9 miliardi di dollari, circa 6 miliardi di euro, di maggiori entrate nel secondo semestre 2008. Le risorse aggiuntive che derivano dalla riscossione dovrebbero consentire il rilancio del programma di edilizia popolare che il Paese attende da tempo. Le società petrolifere straniere, che operano in Venezuela nel quadro di convenzioni ben determinate, pagheranno un’imposta più elevata sui profitti che derivano dalle attività d’estrazione, esportazione e raffinazione che conducono all’interno del Paese. Questa settimana, infatti, il Parlamento venezuelano ha varato un significativo incremento del sistema di aliquote che si applicano, in realtà già da un triennio, sui bilanci delle multinazionali del petrolio che operano sul territorio nazionale.
Spazio alla super-tassa sui profitti del petrolio venezuelano
In pratica, alla luce dell’ultima revisione verso l’alto dell’asticella fiscale, a carico delle compagnie estere è prevista l’applicazione d’una vera e propria super-tassa che sarà pari al 50 per cento, nel caso in cui le società petrolifere rimettano sul mercato il greggio venezuelano a un prezzo di 70 dollari al barile, fino a raggiungere il tetto massimo del 60 per cento, qualora il petrolio prodotto dal Paese latinoamericano venga rivenduto al costo di ben 110 dollari al barile. Naturalmente, la progressività dell’imposta sui profitti, applicata sui conti delle multinazionali attive in una delle aree del Pianeta più ricche di giacimenti petroliferi, scatterà in considerazione dei prezzi e dei listini medi di vendita che comportano l’acquisto e l’immissione sul mercato del greggio. Le compagnie estere quindi sono avvertite, un eccesso di ricerca del profitto potrebbe rivelarsi un boomerang al momento di saldare il conto con l’erario venezuelano.
Attesi 9 miliardi di maggiori entrate
L’Amministrazione fiscale di Caracas ha stimato in circa 9 miliardi di dollari il maggior gettito legato all’entrata in vigore della super-tassa sui profitti delle compagnie petrolifere estere. Le risorse aggiuntive derivanti dalla riscossione della super-tassa dovrebbero consentire di raccogliere i miliardi necessari a rilanciare il programma di edilizia popolare che il Paese attende da tempo e che sembra non più rinviabile. A questo riguardo, non è una casualità che Governo e Parlamento abbiano di fatto già avviato la nazionalizzazione dell’intera industria del cemento. E così, con l’arrivo dei proventi della super-tassa e dei materiali di base, le infrastrutture e gli operatori del comparto edilizio e delle costruzioni dovrebbero beneficiare delle risorse necessarie per dare il via alle opere già cantierizzate, almeno in parte.
Attesi 9 miliardi di dollari, circa 6 miliardi di euro, di maggiori entrate nel secondo semestre 2008. Le risorse aggiuntive che derivano dalla riscossione dovrebbero consentire il rilancio del programma di edilizia popolare che il Paese attende da tempo. Le società petrolifere straniere, che operano in Venezuela nel quadro di convenzioni ben determinate, pagheranno un’imposta più elevata sui profitti che derivano dalle attività d’estrazione, esportazione e raffinazione che conducono all’interno del Paese. Questa settimana, infatti, il Parlamento venezuelano ha varato un significativo incremento del sistema di aliquote che si applicano, in realtà già da un triennio, sui bilanci delle multinazionali del petrolio che operano sul territorio nazionale. Spazio alla super-tassa sui profitti del petrolio venezuelano
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Stefano Latini
pubblicato Sabato 19 Aprile 2008
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