Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 8:41
Dal mondo
Belgio, da oggi presidente
di turno del Consiglio Ue
di turno del Consiglio Ue
A seguire saranno l'Ungheria nel primo semestre 2011 e la Polonia nel successivo. All'Italia toccherà nel 2014
Il Belgio da oggi è il nuovo presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea. Succede alla Spagna che all'inizio dell'anno ha assunto l'incarico indicando come sua principale priorità l'applicazione del trattato di Lisbona. A norma del trattato, la presidenza di turno deve operare in stretta collaborazione con i Paesi destinati a succedere al precedente incaricato. Nel caso del Belgio, l'Ungheria (che assumerà l'incarico dal 2011) e la Polonia che sarà presidente di turno nel secondo semestre dell'anno. Già da quella spagnola è cambiato il ruolo della presidenza operativo in stretta collaborazione con le due nuove cariche istituzionali: il presidente dell'Unione europea e l'alto rappresentante per la politica estera.
Dalla crisi economica alla riforma della governance
È un programma comune quello che caratterizza le presidenze nell'arco dei diciotto mesi di incarico. Tra le principali priorità di quella belga la crisi economica, la riforma della governance, la tassazione e tutto ciò che concerne il Trattato di Lisbona. Il trattato, entrato in vigore nel dicembre 2009, dovrebbe contribuire a rendere più efficiente il processo decisionale europeo grazie anche alle numerose modifiche che sono state varate. Per il secondo semestre 2014 la presidenza di turno toccherà all'Italia. Intanto dalla Commissione europea giunge notizia che l'Islanda, al centro nel 2008 di una grave crisi economico-finanziaria, ha inoltrato la richiesta ufficiale per entrare a far parte dell'Unione europea.
*Fonte: Unione europea
Il programma della presidenza belga
Coinvolgere gli enti locali e regionali nelle proprie attività, superare la crisi e attuare la strategia Ue 2020, associare i principali attori interessati, compreso il livello locale e regionale, nell’attuazione del programma per raggiungere i migliori risultati, rafforzare il ruolo dinamico delle città e il loro sviluppo sostenibile sociale ed economico, ridirezionare i fondi non utilizzati del piano di rilancio economico europeo verso progetti relativi all’efficacia energetica e alle energie rinnovabili. Sono alcuni dei punti chiave del piano della presidenza belga su cui anche il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa ha espresso la propria soddisfazione. Un capitolo è poi dedicato alla tassazione.
I risultati della presidenza spagnola
Superare la crisi economica e creare le condizioni per un duraturo funzionamento del trattato di Lisbona. Sono i due obiettivi che il governo spagnolo si proponeva di raggiungere in questi sei mesi di presidenza. A sottolineare la valenza del risultato è stata oggi María Teresa Fernández de La Vega, vice-presidente del consiglio del governo spagnolo, nella sua valutazione a conclusione del semestre di presidenza. Con la presidenza spagnola, ha aggiunto la de la Vega, è stata elaborata una strategia per il futuro economico dell'Europa affinché "l'Unione europea non sia soltanto una unione di Stati, ma soprattutto una unione di popoli".
Dalla crisi economica alla riforma della governance
È un programma comune quello che caratterizza le presidenze nell'arco dei diciotto mesi di incarico. Tra le principali priorità di quella belga la crisi economica, la riforma della governance, la tassazione e tutto ciò che concerne il Trattato di Lisbona. Il trattato, entrato in vigore nel dicembre 2009, dovrebbe contribuire a rendere più efficiente il processo decisionale europeo grazie anche alle numerose modifiche che sono state varate. Per il secondo semestre 2014 la presidenza di turno toccherà all'Italia. Intanto dalla Commissione europea giunge notizia che l'Islanda, al centro nel 2008 di una grave crisi economico-finanziaria, ha inoltrato la richiesta ufficiale per entrare a far parte dell'Unione europea.
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Belgio
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lug-dic 2013
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Lettonia
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lug-dic 2012
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Cipro
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lug-dic 2015
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Lussemburgo
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*Fonte: Unione europea
Il programma della presidenza belga
Coinvolgere gli enti locali e regionali nelle proprie attività, superare la crisi e attuare la strategia Ue 2020, associare i principali attori interessati, compreso il livello locale e regionale, nell’attuazione del programma per raggiungere i migliori risultati, rafforzare il ruolo dinamico delle città e il loro sviluppo sostenibile sociale ed economico, ridirezionare i fondi non utilizzati del piano di rilancio economico europeo verso progetti relativi all’efficacia energetica e alle energie rinnovabili. Sono alcuni dei punti chiave del piano della presidenza belga su cui anche il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa ha espresso la propria soddisfazione. Un capitolo è poi dedicato alla tassazione.
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Superare la crisi economica e creare le condizioni per un duraturo funzionamento del trattato di Lisbona. Sono i due obiettivi che il governo spagnolo si proponeva di raggiungere in questi sei mesi di presidenza. A sottolineare la valenza del risultato è stata oggi María Teresa Fernández de La Vega, vice-presidente del consiglio del governo spagnolo, nella sua valutazione a conclusione del semestre di presidenza. Con la presidenza spagnola, ha aggiunto la de la Vega, è stata elaborata una strategia per il futuro economico dell'Europa affinché "l'Unione europea non sia soltanto una unione di Stati, ma soprattutto una unione di popoli".
Gianluca Di Muro
pubblicato Giovedì 1 Luglio 2010
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