Notizie flash
Case e riqualificazione energetica,
per Parigi c’è molto da “Faire”
La campagna del Governo francese per convincere i cittadini a investire sull’efficientamento
FAIRE
On air gli spot, pronto un sito informativo e in campo una rete di consulenti per aiutare gratis i cittadini che vogliono avviare i lavori usufruendo delle diverse agevolazioni. A partire dal Credito d’imposta per la transizione energetica (Cite)
Un uomo che dorme dentro al frigorifero, una donna che  legge un libro con l’asciugacapelli acceso, un anziano che si dedica alla raccolta funghi nel suo soggiorno. Sono i soggetti della campagna “Faire”, con cui il Governo di Parigi prova a convincere i francesi che vale la pena migliorare il confort delle abitazioni e che lo Stato è al loro fianco con un servizio di consulenza gratuita e una serie di agevolazioni, anche fiscali. Lanciata lo corso 10 settembre, l’iniziativa punta a sensibilizzare i cittadini e i diversi attori pubblici e privati sul tema della riqualificazione energetica. In Francia il settore dell’edilizia è quello più energivoro, con il 45% dell’energia consumata e il 27% di emissioni di gas a effetto serra prodotte. Per questo, il Governo ha deciso di rinnovare l’impegno già assunto ad aprile 2018 con il “Plan de rénovation énergétique des bâtiments”.
 
“Mi auguro che la riqualificazione energetica degli edifici diventi un grande movimento”, ha detto François de Rugy, ministro della Transizione ecologica e solidale in occasione della presentazione dell’iniziativa. “La campagna dell’Ademe (l’Agenzia per l’ambiente e la gestione dell’energia, ndr) - ha aggiunto - potrà dimostrare che vivere in un’abitazione ben coibentata e aerata non significa solo risparmiare, ma anche avere una migliore qualità della vita”. Le parole chiave di questa sfida si nascondono dentro l’acronimo “Faire”: “Faciliter, accompagner et informer pour la rénovation énergétique”. Nella pratica, i cittadini che intendono avviare dei lavori di riqualificazione potranno contare sul supporto gratuito di una rete di consulenti, che li aiuteranno a individuare gli interventi più adatti in funzione delle caratteristiche della loro abitazione e a scegliere tra le diverse misure di sostegno, tra le quali l’eco prestito a tasso zero, il programma “Habiter mieux” e l’assegno energia (chèque énergie).
 
Senza dimenticare, naturalmente, l’aiuto che arriva dal Fisco. Come il credito d’imposta per la transizione energetica (Cite), che consente di dedurre dall’imposta sul reddito una parte delle spese ammissibili per alcuni lavori di miglioramento delle performance energetiche delle abitazioni. Lo “sconto” va dal 15 al 30% a seconda dei lavori, mentre l’importo delle spese ammissibili non può eccedere, per cinque anni consecutivi, 8mila euro se nell’abitazione risiede una sola persona, che diventano 16mila per una coppia residente. Possono beneficiare di questa agevolazione fiscale, fino al 31 dicembre 2018, i proprietari, gli inquilini e gli occupanti a titolo gratuito. L'abitazione, che può essere sia una casa unifamiliare sia un appartamento, deve essere però residenza principale. Intanto, in Francia si discute della possibilità che il Cite possa “cambiare pelle”, trasformandosi da credito d’imposta a bonus. Una novità, questa, che sarebbe dovuta scattare a gennaio 2019.  Tuttavia, come riporta la stampa francese in questi giorni, i tempi per la trasformazione potrebbero essere più lunghi.
 
 
 
Chiara Ciranda
pubblicato Giovedì 27 Settembre 2018

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