Secondo lo studio preliminare "Piano affari e sviluppo 2009", diffuso dall’impresa statale cilena Codelco sulla tendenza delle esportazioni di rame in Cile, il settore potrebbe subire importanti perdite nei prossimi anni. In base alle proiezioni, il fisco cileno dovrebbe incassare nel 2012, a causa della flessione, circa 808 milioni di dollari, pari a meno del 10 per cento di quanto introitato nel 2006 e nel 2007. Quest’anno infatti nelle casse dello Stato cileno dovrebbero entrare 7,4 miliardi di dollari dal settore minerario, mentre nel 2007 erano state registrate entrate per 8,4 miliardi. Ciò significa una perdita secca del 12 per cento. Intanto in settembre è stata registrata una contrazione dell’export cileno relativo al rame. La flessione, pari al 20,2 per cento, è conseguenza della crisi finanziaria internazionale. L’esportazione di rame, per 2,3 miliardi di dollari, è il valore più basso registrato dalla fine del 2006. Del resto tutte le esportazioni minerarie sono diminuite complessivamente in settembre del 18 per cento. È quanto ha annunciato ieri la banca centrale cilena. L’economia del Cile è particolarmente legata alle esportazioni minerarie e in particolare del rame, che per questo viene definito "oro rosso".
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