Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato alle 20:23
Notizie flash
Crescita, occupazione ed energia avanti tutta della Ue
Il 23 e 24 marzo i capi di Stato e di governo dei 25 Paesi della Ue si sono riuniti nell’ambito del Consiglio europeo di primavera
Oltre al tema energetico, all’ordine del giorno il rilancio del processo d’implementazione della Strategia di Lisbona. Rispetto agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, il Consiglio è tornato a insistere sulla distanza esistente tra gli Stati della Ue e il resto del mondo (Stati Uniti e Giappone).
Il principale successo raggiunto dalla riunione è stato la nascita della politica energetica europea, tanto che, il presidente della Commissione, Jose Manuel Barroso, ha segnalato che il 24 marzo 2006 sarà ricordato come una data storica per il processo di integrazione europea. Oltre al tema energetico, l’ordine del giorno del Consiglio europeo era incentrato sul rilancio del processo d’implementazione della Strategia di Lisbona, avviato nel marzo del 2005, e la sua incidenza su altri temi. In relazione alla polemica sulla direttiva dei servizi, sia il presidente della Commissione che il Consiglio hanno sostenuto la decisione adottata in prima lettura dal Parlamento europeo e ricordato che proprio oggi sarà presentata la nuova proposta della Commissione.
I programmi nazionali di riforma
In primo luogo il Consiglio ha salutato con favore il fatto che tutti gli Stati membri abbiano presentato i propri programmi nazionali di riforma (Pnr), sottolineando che, una volta approvati, è fondamentale assicurane l’effettiva realizzazione, rapida e integrale. A riguardo, il Consiglio europeo ha invitato gli Stati membri a redigere, alla fine del 2006, un Rapporto di valutazione sulle misure prese per attuare i Pnr. La Commissione dovrà invece elaborare, in vista del Consiglio europeo di primavera del prossimo anno, un Rapporto sui progressi realizzati dall’attuazione dei Pnr e allo stesso tempo realizzare una lista di azioni prioritarie destinate a migliorare i risultati ottenuti fino a quel momento.
Investire nella conoscenza e nell’innovazione
Rispetto agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, il Consiglio è tornato ad insistere sulla distanza esistente tra gli Stati dell’Ue e il resto del mondo (Stati Uniti e Giappone) e per questo si continua a considerare prevalente la necessità di conseguire l'obiettivo del 3 per cento del Pil entro il 2010 di investimenti in ricerca. Al riguardo, si invitano gli Stati membri a ricondurre le proprie spese pubbliche verso la ricerca e l’innovazione, promuovere gli investimenti privati nella ricerca così come adottare velocemente il settimo programma quadro di ricerca e sviluppo e il nuovo programma per la competitività e l'innovazione (Cip). Inoltre è stata sottolineata l’importanza della Banca europea degli investimenti (Bei), che dovrà continuare a dare supporto all’innovazione industriale e alla ricerca attraverso un meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio.
Azioni di sostegno alle Pmi
Per quanto riguarda le azioni specifiche destinate alle Pmi, spina dorsale dell’economia europea, l’obiettivo è creare un ambiente più favorevole agli investimenti e alla creazione d’impresa attraverso misure che includono azioni concrete destinate a incoraggiarne la crescita e lo sviluppo. Occorre quindi elaborare politiche di sostegno alle Pmi applicando il principio "pensare anzitutto in piccolo" (Think small first) e misurare i costi amministrativi provocati dall’eccesso di regolamentazione in alcuni settori. In questo ambito, acquista un significato particolare la creazione, entro la fine del 2007, di uno sportello unico (One Stop Shop) in ogni Stato membro che permetta di avviare le imprese in modo più rapido e semplice (una settimana), con costi i più bassi possibili e con il minor intervento possibile dell’Amministrazione pubblica. D’altra parte il Consiglio accoglie con favore l’intenzione della Commissione di riformulare la politica degli aiuti di Stato per le Pmi e semplificarne il procedimento amministrativo. In questo contesto, si segnala la possibilità di stabilire aiuti fino a 15 miliardi di euro per favorire l’occupazione e gli investimenti.
Favorire l’occupazione delle categorie "prioritarie"
Per quanto riguarda le azioni specifiche a favore dell’occupazione, il Consiglio europeo ha messo in risalto la necessità di intervenire soprattutto per aumentare l’occupazione di quelle categorie cosiddette "prioritarie" (giovani, donne, lavoratori anziani, disabili, immigrati regolari e minoranze). Per i leader europei un’altra questione fondamentale è migliorare la capacità di adattamento dei lavoratori alle necessità delle imprese e, per questo motivo, la Commissione elaborerà, insieme agli Stati membri, una lista di principi comuni sulla "flessicurezza" (bilanciamento tra flessibilità e sicurezza). Il Consiglio ha inoltre preso nota della proposta della Commissione che prevede la creazione del Fondo europeo per l’adeguamento alla globalizzazione, e invita il Consiglio dei ministri, il Parlamento europeo e la Commissione a adottare le misure adeguate affinché il fondo sia operativo il prima possibile, preferibilmente dal 1° gennaio 2007.
Sostenibilità delle finanze pubbliche
In relazione al sistema di sicurezza sociale, i leader europei hanno insistito sulla necessità di attuare una riforma che permetta il risanamento delle finanze pubbliche. In questo contesto, la Commissione dovrà realizzare uno studio sulla sostenibilità delle finanze pubbliche degli Stati membri per la fine del 2006. Per accrescere la qualità delle finanze pubbliche e promuovere la crescita e l'occupazione, si sottolinea anche la necessità di migliorare l'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica e delle entrate fiscali, in linea con le priorità del partenariato per la crescita e l'occupazione.
Politica ambientale
Allo stesso modo, il Consiglio europeo ha messo in risalto che la politica ambientale può apportare un contributo significativo alla crescita economica e all’occupazione. In particolare, può avere un impatto positivo in settori importanti come la salute pubblica, la coesione, l’inclusione sociale e la politica energetica. Pertanto è stata approvata una serie di linee d’azione relative a: promozione delle tecnologie ambientali ed ecologicamente innovative; revisione degli indicatori strutturali sull’ambiente in modo da renderli più adatti alla strategia europea sulla crescita e l’occupazione; applicazione urgente dell’obiettivo di fermare il processo di riduzione della biodiversità prima del 2010; esplorazione di incentivi e azioni specifiche per promuovere il consumo sostenibile; proseguimento del Piano di azione di Montreal sul cambiamento climatico.
Politica energetica per l’Europa (Epe)
Infine il Consiglio europeo ha adottato delle Conclusioni sulla strategia europea in materia di politica energetica, basate sul Libro verde della Commissione "Una strategia europea per un'energia sicura, competitiva e sostenibile", che costituiscono un considerevole passo in avanti nella definizione di una politica energetica coerente per tutta l’Unione. Il Consiglio considera che la strategia energetica dovrà contribuire in maniera equilibrata alla realizzazione dei tre grandi obiettivi presentati nel Libro Verde della Commissione: sicurezza dell’approvvigionamento, competitività delle economie europee e sostenibilità ambientale.
Le condizioni necessarie
La realizzazione di questi obiettivi, ad avviso del Consiglio, può avvenire attraverso quattro condizioni: la trasparenza e la non discriminazione dei mercati; l’applicazione delle regole in materia di concorrenza; la compatibilità con gli obblighi del servizio pubblico; il pieno rispetto della sovranità degli Stati membri sulle risorse energetiche primarie e sulle loro scelte in ordine all’utilizzazione delle stesse.Il Consiglio ha inoltre sollecitato la Commissione e l’Alto rappresentate dell’Ue per la Pesc, Javier Solana, affinché collaborino strettamente e presentino delle proposte, alla prossima riunione del Consiglio europeo di giugno, sulla definizione di una politica estera comune in materia energetica che permetta all’Unione di "parlare con una sola voce" nella scena internazionale e nel dialogo con i Paesi fornitori.Rispetto al Libro Verde, non figurano, invece, nelle Conclusioni del Consiglio il suggerimento di creare una osservatorio europeo sulle scorte energetiche e la proposta sul Centro europeo di coordinamento delle reti. Infine il Consiglio ha accolto favorevolmente l’intenzione della Commissione di presentare periodicamente, a partire dal 2007, un’analisi strategica sugli obiettivi e le azioni necessarie per la costituzione di una politica energetica europea a medio e lungo termine.
Oltre al tema energetico, all’ordine del giorno il rilancio del processo d’implementazione della Strategia di Lisbona. Rispetto agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, il Consiglio è tornato a insistere sulla distanza esistente tra gli Stati della Ue e il resto del mondo (Stati Uniti e Giappone).Il principale successo raggiunto dalla riunione è stato la nascita della politica energetica europea, tanto che, il presidente della Commissione, Jose Manuel Barroso, ha segnalato che il 24 marzo 2006 sarà ricordato come una data storica per il processo di integrazione europea. Oltre al tema energetico, l’ordine del giorno del Consiglio europeo era incentrato sul rilancio del processo d’implementazione della Strategia di Lisbona, avviato nel marzo del 2005, e la sua incidenza su altri temi. In relazione alla polemica sulla direttiva dei servizi, sia il presidente della Commissione che il Consiglio hanno sostenuto la decisione adottata in prima lettura dal Parlamento europeo e ricordato che proprio oggi sarà presentata la nuova proposta della Commissione.
I programmi nazionali di riforma
In primo luogo il Consiglio ha salutato con favore il fatto che tutti gli Stati membri abbiano presentato i propri programmi nazionali di riforma (Pnr), sottolineando che, una volta approvati, è fondamentale assicurane l’effettiva realizzazione, rapida e integrale. A riguardo, il Consiglio europeo ha invitato gli Stati membri a redigere, alla fine del 2006, un Rapporto di valutazione sulle misure prese per attuare i Pnr. La Commissione dovrà invece elaborare, in vista del Consiglio europeo di primavera del prossimo anno, un Rapporto sui progressi realizzati dall’attuazione dei Pnr e allo stesso tempo realizzare una lista di azioni prioritarie destinate a migliorare i risultati ottenuti fino a quel momento.
Investire nella conoscenza e nell’innovazione
Rispetto agli investimenti in ricerca e nuove tecnologie, il Consiglio è tornato ad insistere sulla distanza esistente tra gli Stati dell’Ue e il resto del mondo (Stati Uniti e Giappone) e per questo si continua a considerare prevalente la necessità di conseguire l'obiettivo del 3 per cento del Pil entro il 2010 di investimenti in ricerca. Al riguardo, si invitano gli Stati membri a ricondurre le proprie spese pubbliche verso la ricerca e l’innovazione, promuovere gli investimenti privati nella ricerca così come adottare velocemente il settimo programma quadro di ricerca e sviluppo e il nuovo programma per la competitività e l'innovazione (Cip). Inoltre è stata sottolineata l’importanza della Banca europea degli investimenti (Bei), che dovrà continuare a dare supporto all’innovazione industriale e alla ricerca attraverso un meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio.
Azioni di sostegno alle Pmi
Per quanto riguarda le azioni specifiche destinate alle Pmi, spina dorsale dell’economia europea, l’obiettivo è creare un ambiente più favorevole agli investimenti e alla creazione d’impresa attraverso misure che includono azioni concrete destinate a incoraggiarne la crescita e lo sviluppo. Occorre quindi elaborare politiche di sostegno alle Pmi applicando il principio "pensare anzitutto in piccolo" (Think small first) e misurare i costi amministrativi provocati dall’eccesso di regolamentazione in alcuni settori. In questo ambito, acquista un significato particolare la creazione, entro la fine del 2007, di uno sportello unico (One Stop Shop) in ogni Stato membro che permetta di avviare le imprese in modo più rapido e semplice (una settimana), con costi i più bassi possibili e con il minor intervento possibile dell’Amministrazione pubblica. D’altra parte il Consiglio accoglie con favore l’intenzione della Commissione di riformulare la politica degli aiuti di Stato per le Pmi e semplificarne il procedimento amministrativo. In questo contesto, si segnala la possibilità di stabilire aiuti fino a 15 miliardi di euro per favorire l’occupazione e gli investimenti.
Favorire l’occupazione delle categorie "prioritarie"
Per quanto riguarda le azioni specifiche a favore dell’occupazione, il Consiglio europeo ha messo in risalto la necessità di intervenire soprattutto per aumentare l’occupazione di quelle categorie cosiddette "prioritarie" (giovani, donne, lavoratori anziani, disabili, immigrati regolari e minoranze). Per i leader europei un’altra questione fondamentale è migliorare la capacità di adattamento dei lavoratori alle necessità delle imprese e, per questo motivo, la Commissione elaborerà, insieme agli Stati membri, una lista di principi comuni sulla "flessicurezza" (bilanciamento tra flessibilità e sicurezza). Il Consiglio ha inoltre preso nota della proposta della Commissione che prevede la creazione del Fondo europeo per l’adeguamento alla globalizzazione, e invita il Consiglio dei ministri, il Parlamento europeo e la Commissione a adottare le misure adeguate affinché il fondo sia operativo il prima possibile, preferibilmente dal 1° gennaio 2007.
Sostenibilità delle finanze pubbliche
In relazione al sistema di sicurezza sociale, i leader europei hanno insistito sulla necessità di attuare una riforma che permetta il risanamento delle finanze pubbliche. In questo contesto, la Commissione dovrà realizzare uno studio sulla sostenibilità delle finanze pubbliche degli Stati membri per la fine del 2006. Per accrescere la qualità delle finanze pubbliche e promuovere la crescita e l'occupazione, si sottolinea anche la necessità di migliorare l'efficienza e l'efficacia della spesa pubblica e delle entrate fiscali, in linea con le priorità del partenariato per la crescita e l'occupazione.
Politica ambientale
Allo stesso modo, il Consiglio europeo ha messo in risalto che la politica ambientale può apportare un contributo significativo alla crescita economica e all’occupazione. In particolare, può avere un impatto positivo in settori importanti come la salute pubblica, la coesione, l’inclusione sociale e la politica energetica. Pertanto è stata approvata una serie di linee d’azione relative a: promozione delle tecnologie ambientali ed ecologicamente innovative; revisione degli indicatori strutturali sull’ambiente in modo da renderli più adatti alla strategia europea sulla crescita e l’occupazione; applicazione urgente dell’obiettivo di fermare il processo di riduzione della biodiversità prima del 2010; esplorazione di incentivi e azioni specifiche per promuovere il consumo sostenibile; proseguimento del Piano di azione di Montreal sul cambiamento climatico.
Politica energetica per l’Europa (Epe)
Infine il Consiglio europeo ha adottato delle Conclusioni sulla strategia europea in materia di politica energetica, basate sul Libro verde della Commissione "Una strategia europea per un'energia sicura, competitiva e sostenibile", che costituiscono un considerevole passo in avanti nella definizione di una politica energetica coerente per tutta l’Unione. Il Consiglio considera che la strategia energetica dovrà contribuire in maniera equilibrata alla realizzazione dei tre grandi obiettivi presentati nel Libro Verde della Commissione: sicurezza dell’approvvigionamento, competitività delle economie europee e sostenibilità ambientale.
Le condizioni necessarie
La realizzazione di questi obiettivi, ad avviso del Consiglio, può avvenire attraverso quattro condizioni: la trasparenza e la non discriminazione dei mercati; l’applicazione delle regole in materia di concorrenza; la compatibilità con gli obblighi del servizio pubblico; il pieno rispetto della sovranità degli Stati membri sulle risorse energetiche primarie e sulle loro scelte in ordine all’utilizzazione delle stesse.Il Consiglio ha inoltre sollecitato la Commissione e l’Alto rappresentate dell’Ue per la Pesc, Javier Solana, affinché collaborino strettamente e presentino delle proposte, alla prossima riunione del Consiglio europeo di giugno, sulla definizione di una politica estera comune in materia energetica che permetta all’Unione di "parlare con una sola voce" nella scena internazionale e nel dialogo con i Paesi fornitori.Rispetto al Libro Verde, non figurano, invece, nelle Conclusioni del Consiglio il suggerimento di creare una osservatorio europeo sulle scorte energetiche e la proposta sul Centro europeo di coordinamento delle reti. Infine il Consiglio ha accolto favorevolmente l’intenzione della Commissione di presentare periodicamente, a partire dal 2007, un’analisi strategica sugli obiettivi e le azioni necessarie per la costituzione di una politica energetica europea a medio e lungo termine.
Alessandro Lentini
pubblicato Martedì 4 Aprile 2006
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