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Gran Bretagna, dimmi chi sei e ti dirò quanto ti devo
Due questionari on-line aiutano a conoscere l’eventuale credito d’imposta
Sei un contribuente britannico e non sai se la tua condizione reddituale e familiare ti garantisce un credito d’imposta? Vuoi pure conoscere, nel caso, l’ammontare della somma che ti dovrebbe lo Stato? L’HM Revenue & Customs, l’amministrazione fiscale di Sua Maestà, informa di avere messo a punto due appositi questionari per chiarire ogni dubbio.
Rispondendo ad alcune semplici domande, in meno di cinque minuti, il contribuente saprà se deve chiedere un credito d’imposta allo Stato e, in caso affermativo, attraverso un secondo questionario, avrà anche un’idea dell’ammontare di tale credito. Naturalmente le risposte del questionario sono soltanto indicative, e per avere certezza del beneficio fiscale bisognerà comunque presentare regolare istanza all’amministrazione. Ma lo strumento risulta molto utile soprattutto per quelle persone che non conoscono questa opportunità o pensano addirittura di esserne escluse. L’HMRC infatti ha notato che molti contribuenti, soprattutto se senza figli, evitano di richiedere il credito d’imposta perché ritengono di non esserne titolari. Tuttavia un contribuente inglese può pur sempre fare ricorso ai working tax credits se rientra in una delle seguenti condizioni: avere un’età da 25 anni in su e lavorare meno di 30 ore settimanali; essere single e guadagnare meno di 13mila sterline l’anno oppure vivere in coppia (sposata o convivente) guadagnando insieme meno di 18mila euro l’anno; essere disabile o avere più di 50 anni e ritornare al lavoro. 
Come ha sottolineato il sottosegretario al Tesoro, Stephen Timms: “I crediti d’imposta stanno aiutando centinaia di migliaia di famiglia senza bambini. Riconosciamo che questi sono tempi duri e i Working Tax Credits sono qui per aiutare. Esorto tutti coloro che pensano di essere titolari di questi soldi ad andare on-line e scoprirlo con certezza.” 
D’altra parte, rispondere al questionario non costa niente, e se va bene, ci si guadagna pure. 
 
Alessandro Lentini
pubblicato Lunedì 5 Ottobre 2009

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