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Nuovo piano di azione Ue su e-government
L’obiettivo è stimolare la modernizzazione amministrativa dei venticinque Stati membri dell’Ue e favorire il risparmio di risorse finanziarie

Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell’informazione ha presentato il 25 aprile 2006, un nuovo piano di azione sull’e-government che mira a stimolare la modernizzazione amministrativa dei venticinque Stati membri dell’Ue e che, secondo la commissaria, potrebbe favorire un risparmio di centinaia di milioni di euro per i contribuenti europei.


Il "Piano di azione i2010 per l’e-government: accelerare l’e-government in Europa nell’interesse di tutti" fissa una ambiziosa agenda sottoscritta dagli Stati membri e individua i passi concreti necessari per assolvere gli obiettivi dell’Ue nell’ambito del governo elettronico. Si ricorda che questi obiettivi, conosciuti come "Obiettivi di Manchester", sono stati stabiliti nel novembre 2005, proprio a Manchester, nel corso della conferenza interministeriale dedicata alla trasformazione dei servizi pubblici. Il nuovo Piano di azione per l’e-government individua cinque aree prioritarie per il 2010. In particolare accesso alle nuove tecnologie, Ict e riduzione del carico amministrativo, ruolo attivo dell’e-procurement, mutuo riconoscimento delle identità elettroniche, partecipazione al procedimento decisionale politico.
Accesso alle nuove tecnologie
La Commissione collaborerà con gli Stati membri per combattere il digital divide facendo in modo che, nel 2010, l’accesso alle nuove tecnologie sia allargato a tutti i cittadini senza che il sesso, l’età, la nazionalità, il reddito o lo stato di salute possano essere causa di esclusione.
Ict e riduzione del carico amministrativo
Si calcola che le spese di funzionamento degli Stati rappresentino il 45 per cento del Pil dell’intera Unione europea. Tutti gli Stati membri sono d’accordo nell’utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per migliorarne l’efficacia e ridurne in maniera sostanziale il carico amministrativo da qui al 2010. Il Piano di azione per l’e-government prevede che la Commissione e gli Stati membri elaborino un sistema di valutazione comparativo degli effetti dell’amministrazione digitale e mantengano così questo processo nella giusta direzione.
Ruolo attivo dell’e-procurement
Gli appalti pubblici rappresentano il 15 per cento del Pil e una delle prime sfide da affrontare consiste nel rendere tali servizi migliori, più accessibili e più efficaci in termini di costi. Gli Stati membri sono d’accordo nel rendere accessibile elettronicamente la totalità degli appalti pubblici, con l’obiettivo primario di giungere a un tasso di penetrazione del sistema pari o superiore al 50 per cento entro il 2010. La Commissione ha calcolato che questa penetrazione potrebbe permettere risparmi per 40mila milioni di euro all’anno. Il Piano di azione individua una road map per raggiungere questi obiettivi e definire misure pratiche per realizzare progetti pilota transnazionali.
Mutuo riconoscimento delle identità elettroniche
Entro il 2010 tutti i cittadini europei devono essere nelle condizioni di poter accedere ai nuovi servizi elettronici. I governi degli Stati membri dell’Ue sono d’accordo nel facilitare questo accesso stabilendo sistemi sicuri per il mutuo riconoscimento delle identità elettroniche nazionali per le pagine web e i servizi delle Amministrazioni pubbliche. Il Piano di azione prevede di raggiungere questi obiettivi entro il 2010. Il contributo della Commissione sarà di dare supporto alla realizzazione di dimostrazioni transfrontaliere su grande scala, definire specifiche comuni per la gestione delle identità elettroniche (2007) e rivedere le regole relative alla firma elettronica (2009).
Partecipazione al procedimento decisionale politico
Il Piano di azione propone di supportare esperienze di utilizzo delle nuove tecnologie che permettano di aumentare la partecipazione dei cittadini nel procedimento decisionale politico, come ad esempio favorire un uso maggiore dell'e-voting già utilizzato ampiamente in occasione del referendum sulla Costituzione europea in Francia. Aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita politica dell’Unione, infatti, potrebbe contribuire a superare il deficit democratico che viene spesso rimproverato alle istituzioni europee. Le positive esperienze di iniziative di e-government in alcuni Stati membri dimostrano la loro efficacia in termini di risparmio di tempo e costi. Ad esempio, in Italia gli appalti pubblici on-line hanno consentito un risparmio di 3.200 milioni di euro nel 2003. Proseguire su questa strada, vuol dire favorire e migliorare l’efficacia dei servizi offerti, riducendo notevolmente i costi degli stessi.

Alessandro Lentini
pubblicato Martedì 9 Maggio 2006

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