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Notizie flash
Rapporto Ocse sulla pressione fiscale
Pubblicata l'edizione 2008 dell'Annual Revenue Statistics
Danimarca e Svezia si confermano anche per l'anno 2007 i Paesi con la più alta pressione fiscale all'interno dell'area Ocse, con una percentuale rispettivamente del 48,9 e del 48,2 per cento. L'Italia, scala di una posizione la classifica dei Paesi con la maggiore incidenza delle tasse sul Pil, passando dal settimo al sesto posto, con una pressione fiscale che è cresciuta dal 42,1 per cento del 2006, al 43,3 per cento del 2007. Tra i Paesi con l'incidenza più bassa il Messico, con un 20,5 per cento e la Turchia con un 23,7. Sono alcuni dei dati contenuti nell'edizione 2008 dell'Annual Revenue Statistics, pubblicato questa mattina dall'Ocse, che presenta e compara i dati fiscali dei 30 Paesi membri a partire dal 1965. Il Rapporto, mostra in particolare che nell'area Ocse la relazione media entrate fiscali-Pil è sostanzialmente stabile, con una percentuale del 35,9 rilevata nel 2006. Il picco storico si è infatti avuto nel 2000 con una percentuale del 36,1 per cento, che è poi scesa al 35,2 nel 2004 e lievemente risalita al 35,8 nel 2005. Analizzando i dati dei singoli Paesi, in base ai rilievi del 2007, emerge che, rispetto al 2006, la pressione fiscale è aumentata in undici Paesi e diminuita in tredici, con un incremento di oltre un punto percentuale in Ungheria (2,2 punti), Corea (1,9 punti) e Italia (1,3 punti), e un calo significativo in Olanda (1,3 punti), che è passata da una pressione fiscale pari al 39,3 per cento ad una del 38 per cento. L'Ocse dà una lettura ponderata dei dati, affermando che il rapporto tra tasse e Pil riflette le scelte di politica fiscale dei governi, che possono giocare un ruolo ridistribuivo per livellare le disuguaglianze. In Danimarca, infatti, a un alto livello di pressione fiscale, corrisponde un alto grado di soddisfazione dei cittadini per l'attuazione di una politica di equità sociale, mentre in Messico, la bassa pressione fiscale riflette una mancanza di politiche ridistribuive e ostacola gli investimenti in infrastrutture necessarie per uno sviluppo sostenibile.
Valeria Ibello
pubblicato Mercoledì 15 Ottobre 2008
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