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Su incentivi fiscali per esposizioni all'estero Italia davanti alla Cge
La Commissione europea il 12 marzo scorso ha deciso di deferire l’Italia davanti alla Corte di giustizia europea per mancato rispetto di una sua precedente decisione che ha dichiarato incompatibili col mercato unico gli incentivi fiscali a favore di imprese partecipanti ad esposizioni all’estero, e che ha invitato a recuperare tali importi dai beneficiari. Dopo 36 mesi dalla decisione, le Autorità italiane, invero, non hanno ancora provveduto all’esecuzione effettiva dell’ordinanza di recupero.L’incompatibilità
Il 14 dicembre 2004 (IP/04/1494) Bruxelles aveva dichiarato incompatibile con le norme europee in materia di aiuti di Stato un regime di aiuti adottato dallo Stato italiano sotto forma di incentivi fiscali diretti a favore di imprese partecipanti ad esposizioni all’estero, ed aveva invitato il governo a recuperare tali aiuti illegali e incompatibili dai beneficiari.
I recuperi parziali
A ben vedere, le autorità italiane avevano trasmesso ingiunzioni di recupero ai beneficiari individuati e gli aiuti erano stati parzialmente rimborsati. Le ingiunzioni di pagamento pendenti, tuttavia, erano state impugnate e in diverse circostanze i giudici (italiani) hanno deciso di sospenderne la loro esecuzione. Inefficacia delle misurePer le ragioni sopra esposte l’Esecutivo comunitario ha concluso che le misure adottate dall’Italia non sono state abbastanza efficaci per garantire l’osservanza della decisione negativa emessa nella fattispecie.
I precedenti
La sospensione dell’esecuzione degli ordini di pagamento da parte dei giudici nazionali, invero, è una caratteristica comune a parecchi procedimenti di recupero in Italia, e ritarda sensibilmente tutti questi processi (la Commissione, in precedenza, aveva deferito il Belpaese davanti alla Corte di Giustizia in 3 fattispecie analoghe per mancata osservanza di una decisione di recupero e in dettaglio IP/06/77, IP/06/1040 e IP/07/648).
Boris Bivona
pubblicato Venerdì 14 Marzo 2008
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