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Notizie flash
Sulle indennità per non residenti la Spagna nel mirino Ue
Alcune disposizioni tributarie vigenti nella repubblica iberica sono ritenute contrarie alla libera circolazione delle persone garantita dal trattato Ce
La Commissione europea ha inviato alla Spagna una richiesta formale finalizzata a modificare l’attuale legislazione secondo cui le persone residenti in uno Stato membro diverso dalla Spagna, quando assunti per lavorare in un ufficio diplomatico o consolare spagnolo, non possono beneficiare di alcuna indennità personale o familiare. La Commissione ritiene che tale disposizione fiscale è contraria alla libera circolazione delle persone garantita dal trattato Ce. La richiesta è stata inviata, come da procedura, nella forma di un "parere motivato", seconda fase della procedura di infrazione di cui all'articolo 226 del trattato. Se la Spagna non dovesse rispondere in modo soddisfacente al parere motivato entro due mesi, la Commissione può deferire la materia alla Corte di giustizia europea.
La legislazione spagnola
Per la legislazione spagnola, una persona che è assunta da uno Stato membro, diverso dalla Spagna, per lavorare all'estero in una missione diplomatica o in qualsiasi altra istituzione analoga, continua a essere trattata come un non residente a fini fiscali. Questo porta a una limitata disponibilità di alcuni vantaggi fiscali. Per contro, le persone che sono state residenti in Spagna, prima di essere assunti per lavorare all'estero sono trattati come residenti. La Commissione, pertanto, ha ritenuto che la disposizione del diritto tributario spagnolo risulti in contrasto con la libera circolazione dei lavoratori e dei lavoratori autonomi garantita dagli articoli 39 e 43 del trattato CE e delle corrispondenti disposizioni dell'accordo sullo spazio economico europeo.
La legislazione spagnola
Per la legislazione spagnola, una persona che è assunta da uno Stato membro, diverso dalla Spagna, per lavorare all'estero in una missione diplomatica o in qualsiasi altra istituzione analoga, continua a essere trattata come un non residente a fini fiscali. Questo porta a una limitata disponibilità di alcuni vantaggi fiscali. Per contro, le persone che sono state residenti in Spagna, prima di essere assunti per lavorare all'estero sono trattati come residenti. La Commissione, pertanto, ha ritenuto che la disposizione del diritto tributario spagnolo risulti in contrasto con la libera circolazione dei lavoratori e dei lavoratori autonomi garantita dagli articoli 39 e 43 del trattato CE e delle corrispondenti disposizioni dell'accordo sullo spazio economico europeo.
Gianluca Di Muro
pubblicato Martedì 30 Ottobre 2007
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