Giovedì 9 Febbraio 2012 - Aggiornato alle 13:06
Notizie flash
Svizzera fuori dai paradisi.
Lista grigia con ore contate
Lista grigia con ore contate
Atteso per oggi il 12° accordo. Il paese raggiungerà così la soglia minima richiesta per l'accesso alla white list
Imminente la cancellazione della Svizzera dalla lista grigia. Dopo l'accordo sullo scambio di informazioni firmato ieri con gli Stati Uniti, è attesa per oggi la sigla della dodicesima intesa che porterà Berna a fare il suo ingresso fra i paesi che rispondono pienamente ai criteri di trasparenza fiscale internazionale fissati dall'Ocse.
Lo stato elvetico ha aderito prontamente alle disposizioni fissate nel G20 dello scorso aprile evitando, così, il rischio di incorrere nelle pesanti sanzioni previste per chi non si adegua ai nuovi profili di collaborazione fiscale.
Ieri a Washinghton il ministro delle Finanze americano Timothy Geithner e l'ambasciatore svizzero Urs Zizwiler hanno rinegoziato la convenzione sulle doppie imposizioni, tramite l'inserimento dell'accordo internazionale sullo scambio di informazioni fiscali secondo gli standard Ocse. Il contenuto esatto dell'intesa non è ancora noto, ma dovrà permettere agli Stati di perseguire, oltre alla frode, anche l'evasione fiscale. Secondo quanto preannunciato dal ministro delle Finanze Hans-Rudolf Merz lo scorso marzo, il segreto bancario in Svizzera non proteggerà i reati fiscali. Lo scambio di informazioni avverrà in ogni caso nell'ambito degli accordi rinegoziati.
Da quando il Consiglio federale ha deciso di adeguarsi agli standard Ocse, Berna ha rivisto le convenzioni sulle doppie imposizioni con Austria, Danimarca, Francia, Finlandia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Messico e Isole Far Oer.
La Svizzera si aggiunge agli undici Paesi (Aruba, Austria, Belgio, Bermuda, Isole Virginia britanniche, Bahrain, Isole Caiman, Lussemburgo, Monaco, Antille olandesi e San Marino) che, dopo il G20, si sono allineati agli standard internazionali in materia di scambio di informazioni.
Lo stato elvetico ha aderito prontamente alle disposizioni fissate nel G20 dello scorso aprile evitando, così, il rischio di incorrere nelle pesanti sanzioni previste per chi non si adegua ai nuovi profili di collaborazione fiscale.
Ieri a Washinghton il ministro delle Finanze americano Timothy Geithner e l'ambasciatore svizzero Urs Zizwiler hanno rinegoziato la convenzione sulle doppie imposizioni, tramite l'inserimento dell'accordo internazionale sullo scambio di informazioni fiscali secondo gli standard Ocse. Il contenuto esatto dell'intesa non è ancora noto, ma dovrà permettere agli Stati di perseguire, oltre alla frode, anche l'evasione fiscale. Secondo quanto preannunciato dal ministro delle Finanze Hans-Rudolf Merz lo scorso marzo, il segreto bancario in Svizzera non proteggerà i reati fiscali. Lo scambio di informazioni avverrà in ogni caso nell'ambito degli accordi rinegoziati.
Da quando il Consiglio federale ha deciso di adeguarsi agli standard Ocse, Berna ha rivisto le convenzioni sulle doppie imposizioni con Austria, Danimarca, Francia, Finlandia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Messico e Isole Far Oer.
La Svizzera si aggiunge agli undici Paesi (Aruba, Austria, Belgio, Bermuda, Isole Virginia britanniche, Bahrain, Isole Caiman, Lussemburgo, Monaco, Antille olandesi e San Marino) che, dopo il G20, si sono allineati agli standard internazionali in materia di scambio di informazioni.
Patrizia De Juliis
pubblicato Giovedì 24 Settembre 2009
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