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Svizzera: sì a proroga dell’aliquota
speciale Iva per gli alberghi
La decisione è stata adottata dal Consiglio federale nell’ultima seduta
svizzera
Prorogare a tempo determinato l’aliquota speciale Iva del 3,8 per cento sulle prestazioni del settore alberghiero fino alla fine del 2027. È quanto ha deciso il Consiglio federale nell’ultima recente seduta prima delle festività pasquali. Una decisione che segue la richiesta delle Commissioni dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) di esaminare in modo approfondito l’aspetto giuridico della questione sulla proroga dell’aliquota speciale oltre il 2020 a cui è attualmente limitata la facoltà della Confederazione di riscuotere l’Iva.

Secondo quanto indicato nel parere,  il Consiglio federale ritiene che l’aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero non deve essere inserita in modo permanente nella LIVA, la legge sull’Iva, e non è opportuno sopprimere l’aliquota speciale a fine 2017 alla luce della situazione in cui si trova il settore alberghiero, in particolare a causa del franco forte. Inoltre secondo l’esecutivo la soppressione dell’aliquota speciale a favore di un’aliquota normale dell’8 per cento per le prestazioni del settore alberghiero comporterebbe un aumento del gettito dell’Iva di circa 200 milioni di franchi all’anno. Dato che si è tenuto conto della proroga dell’aliquota speciale e del conseguente deficit di entrate nel piano finanziario 2018–2020, la necessità di correzione non è necessaria.

Sul piano giuridico, poi, il Consiglio ritiene che la legge sull’Iva abbia di per sé validità permanente anche se la facoltà di riscuotere l’Iva – e quindi di legiferare – è limitata alla fine del 2020 secondo una norma costitituzionale. Se questa competenza dovesse venir meno, prosegue il consiglio nella sua valutazione, alla scadenza del termine, il primo gennaio 2021 la legge non sarebbe automaticamente abrogata né potrebbe essere soppressa dalla raccolta sistematica del diritto federale. Di conseguenza rimarrebbe un atto legislativo permanente ma sarebbe sprovvista di una base costituzionale. Ciò produrrebbe una situazione giuridica precaria a cui si dovrebbe rimediare adottando eventualmente una legge urgente extracostituzionale da combinare con un nuovo progetto costituzionale.

In questo modo il Consiglio ha risposto alla richiesta delle Commissioni dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) di esprimere il suo parere sul testo e di esaminare in modo approfondito l’aspetto giuridico della questione.

La decisione del Consiglio federale segue una iniziativa parlamentare del 2015 con cui si chiedeva di inserire definitivamente nella legge l’aliquota speciale Iva per le prestazioni del settore alberghiero, la cui validità è attualmente limitata fino al 31dicembre 2017. Nel gennaio e agosto dello scorso anno poi le Commissioni dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) e del Consiglio degli Stati (CET-S) hanno dato seguito all’iniziativa.
 
Gianluca Di Muro
pubblicato Martedì 18 Aprile 2017

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