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Ungheria, tassa casa nel mirino giudici costituzionali
La sentenza della Corte ungherese pronunziata il 26 gennaio scorso
Con la sentenza 756/B/2009/AB la Corte costituzionale della Repubblica di Ungheria (Alkotmánybíróság) in data 26 gennaio 2010 ha definito incostituzionale l'imposta (variabile) che grava sulla proprietà della casa (di alto valore). Nel mirino dei giudici la parte della normativa fiscale che include la tassa sulla casa e che consente alle autorità fiscali un eccessivo e arbitrario potere di valutazione degli immobili nell'ambito delle relative verifiche tributarie. La sentenza emanata il 26 gennaio scorso. Il sistema, inidoneo a determinare con precisione la base imponibile, e cioè il valore di mercato dei beni immobiliari residenziali, lede il principio di certezza del diritto sancito dalla Costituzione. La decisione presa dalla Corte, peraltro, dispone effetti retroattivi per quel che concerne il meccanismo oggetto della sentenza mentre le altre disposizioni fiscali (riferite alla tassazione delle imbarcazioni, degli aerei privati e delle automobili con cilindrata superiore a 170 cv) restano in vigore.
Il portavoce del Governo ha accolto con favore la circostanza che i supremi giudici, nel cassare soltanto il procedimento valutativo, hanno di fatto ritenuto costituzionale l'imposta sugli immobili in quanto tali. L'esecutivo, prosegue il rappresentante, sta, quindi, valutando quali mosse attuare per sanare le irregolarità riscontrate dalla Corte, tenuto, peraltro conto che dalla tassa di proprietà le stime avevano previsto per il 2010 un gettito pari a 50 miliardi di fiorini (pari a circa 190 milioni di euro).
Da anni il mercato immobiliare ungherese sta vivendo un vero e proprio boom economico che gli analisti del settore valutano in continua crescita anche per l'incisivo impegno profuso dal Governo in un'opera di sviluppo e risanamento. L'obiettivo è completare il percorso di adozione dell'euro iniziato nel 2004 con l'adesione della Repubblica magiara all'Unione europea.
Il portavoce del Governo ha accolto con favore la circostanza che i supremi giudici, nel cassare soltanto il procedimento valutativo, hanno di fatto ritenuto costituzionale l'imposta sugli immobili in quanto tali. L'esecutivo, prosegue il rappresentante, sta, quindi, valutando quali mosse attuare per sanare le irregolarità riscontrate dalla Corte, tenuto, peraltro conto che dalla tassa di proprietà le stime avevano previsto per il 2010 un gettito pari a 50 miliardi di fiorini (pari a circa 190 milioni di euro).
Da anni il mercato immobiliare ungherese sta vivendo un vero e proprio boom economico che gli analisti del settore valutano in continua crescita anche per l'incisivo impegno profuso dal Governo in un'opera di sviluppo e risanamento. L'obiettivo è completare il percorso di adozione dell'euro iniziato nel 2004 con l'adesione della Repubblica magiara all'Unione europea.
Boris Bivona
pubblicato Lunedì 1 Febbraio 2010
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