Schede Paese
San Marino
A febbraio 2015, San Marino è entrato nella white list italiana dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni.
bandiera repubblica san marino
La Repubblica di San Marino, il terzo Stato indipendente più piccolo d’Europa, ha un sistema legale basato sul civil law di matrice continentale. Le funzioni di Capo dello Stato sono esercitate collegialmente dai due Capitani Reggenti, nominati ogni sei mesi dal Consiglio Grande e Generale. Quest’ultimo è l’organo legislativo ed è composto di 60 consiglieri. L’organo esecutivo è il Congresso di Stato, composto da un numero variabile di Segretari di Stato (corrispondenti ai ministri). 
I rapporti tra San Marino e l’Italia sono regolati da una serie di accordi internazionali e, in particolare, dalla Convenzione di amicizia e buon vicinato stipulata il 31 marzo 1939 (più volte modificata nel corso degli anni). La legge fondamentale della Repubblica di San Marino è la Dichiarazione dei Diritti del Cittadini del 1974.
Nel 2005, San Marino è stato tra i primi Paesi di tradizione romanistica ad ammettere e disciplinare la creazione di trust (legge 37/2005). La disciplina del trust sammarinese ha subito un complessivo riordino nel 2010 (cfr. legge 1 marzo 2010, n. 42). I trust sammarinesi possono essere costituiti solo per atto pubblico autenticato da un notaio e devono essere registrati nel locale registro dei trust. Dal 2014 è operativa la speciale Corte per il trust e i rapporti fiduciari, istituita a San Marino nell’ambito della giurisdizione ordinaria con la Legge Costituzionale 26 gennaio 2012 n. 1. 
Pur non essendo uno Stato membro dell’Unione europea, il territorio di San Marino è considerato parte della zona doganale UE in virtù di uno specifico Accordo sulla cooperazione economica e sull’unione doganale firmato nel 1991. Sulla base di questo Accordo, il commercio tra San Marino e la UE è esente da ogni dazio o tassa sulle importazioni o esportazioni, ovvero dalle imposte aventi effetto equivalente.
Le banche sammarinesi hanno accesso al sistema di pagamenti della UE indirettamente, attraverso alcune banche italiane che vi partecipano direttamente e che agiscono anche per conto di San Marino.

Sistema tributario
L’ordinamento tributario di San Marino comprende imposte sia dirette sia indirette. L’imposta generale sul reddito (IGR), introdotta nel 1984 e riformata con la legge 166 del 2013, colpisce sia le persone fisiche, sia quelle giuridiche. San Marino non applica l’Iva, ma un’imposta monofase sulle importazioni.
Nel biennio 2009-2011 San Marino ha approvato importanti modifiche alle proprie norme in materia di segreto bancario, trasparenza e scambio di informazioni, con l’obiettivo di riallineare la normativa nazionale agli standard internazionali. Con riferimento alla materia della cooperazione internazionale in materia fiscale, nel corso del 2010 il sistema normativo e regolamentare sammarinese è stato oggetto di una peer review da parte del Global Forum sulla Trasparenza e lo Scambio di Informazioni Fiscali. Dopo aver ricevuto una prima valutazione negativa da parte del Global Forum, San Marino ha modificato le sue leggi come richiesto dall’OCSE ed è stato ammesso alla seconda fase della peer review, che si è conclusa con esito largamente positivo nel mese di novembre 2013.
Nel 2011, il governo di San Marino ha deciso di riformare in maniera incisiva il sistema impositivo della Repubblica. La legge quadro di riforma, la ricordata legge n. 166 del 2013, è entrata in vigore il 1° gennaio 2014.

Tassazione delle persone fisiche
L'imposta generale sui redditi si applica alle persone fisiche residenti e non residenti (per questi ultimi, limitatamente ai soli redditi prodotti nello Stato) e alle società o enti assimilati. I residenti devono dichiarare i redditi di fonte estera percepiti anche se questi redditi sono di norma esenti. Si considerano residenti le persone fisiche che per la maggior parte del periodo di imposta hanno la residenza anagrafica o la dimora nel territorio dello Stato, ovvero vi hanno il centro degli interessi vitali.
Con la riforma del 2013 è stata introdotta la possibilità di dedurre dal reddito imponibile le spese per acquisti di beni e servizi effettuate nel territorio dello Stato e regolate con mezzi di pagamento elettronici (fino a un massimo di 9.000 euro).
Le società di persone non sono soggetti passivi di imposta in quanto i redditi sono imputati ai soci per trasparenza, indipendentemente dall’effettiva percezione. 
 
 
Aliquote persone fisiche 2016
 
Scaglioni di reddito Aliquota d'imposta
sino a €10.000,00  9%
da €10.000,01 a €18.000,00  13%
da €18.000,01 a €28.000,00  17%
da €28.000,01 a €38.000,00  21%
da €38.000,01 a €50.000,00  25%
da €50.000,01 a €65.000,00  28%
da €65.000,01 a €80.000,00  31%
Oltre €80.000,00  35%
 
 
 
L’aliquota per le plusvalenze immobiliari imponibili, soggette a tassazione separata, è pari all’8%. Il contribuente può optare per la tassazione separata anche in relazione a dividendi e interessi di fonte estera; in questo caso, le aliquote sonopari, rispettivamente, al 3 e all’8% del netto frontiera (11% per interessi relativi a c/c esteri).
Per il triennio 2014-2017 imprenditori e professionisti scontano una speciale imposta in misura fissa, pari a 1000 euro per i soggetti in contabilità ordinaria (incluse le società di persone) e a 500 euro per i soggetti che hanno i requisiti per la contabilità semplificata. Se il fatturato dell’anno precedente eccede 300.000 euro, l’imposta è raddoppiata. È previsto che nel 2016 l’imposta sia dovuta nella misura del 75% dell’importo sopra indicato, e del 50% nel 2017.

Il regime fiscale dei trust
Il regime fiscale dei trust regolati dalla legge della Repubblica di San Marino e amministrati dai trustee autorizzati è contenuto nella legge n. 38 del 2005 e si applica ai trust fiscalmente residenti (e cioè, ai trust amministrati da almeno un trustee residente a San Marino) e non esercenti professionalmente attività d’impresa, arti o professioni. In base alla legge n. 38/2005, il trust è soggetto passivo d’imposta. Gli obblighi di dichiarazione, liquidazione e versamento gravano sul trustee che è solidalmente responsabile dell’obbligazione tributaria del trust. Il reddito imponibile del trust è determinato applicando il coefficiente di redditività del 10 per cento dell’ammontare complessivo dei proventi dei beni in dote, realizzati e percepiti in ciascun periodo di imposta, ivi compresi i proventi derivanti dagli immobili situati nel territorio di San Marino. I redditi del trust così determinati sono soggetti all’aliquota ordinaria prevista per le società del 17%. Il carico fiscale effettivo gravante sui redditi del trust è, pertanto, pari all’1,7%. Il coefficiente di redditività è pari al 50% quando i proventi sono costituiti da utili, dividendi o quote di partecipazione agli utili distribuiti da società o enti fiscalmente residenti o comunque da soggetti localizzati in Stati con un regime fiscale privilegiato. Le imposte assolte all’estero a titolo definitivo dal trustee per conto di beni del trust danno diritto al credito di imposta. Sui proventi del trust attribuiti a beneficiari fiscalmente non residenti, il trustee opera una ritenuta a titolo di imposta del 15%. La ritenuta non è dovuta se il trustee comunica i dati relativi ai beneficiari non residenti all’amministrazione finanziaria sammarinese. I trasferimenti dal settlor al trustee e dal trust ai beneficiari sono esenti da imposta. Entro due mesi dalla fine di ciascun periodo di imposta il trustee è tenuto a comunicare all’Amministrazione finanziaria di San Marino le generalità dei beneficiari, comprensive dei dati anagrafici, della cittadinanza e della residenza.

Tassazione delle società
I redditi d’impresa prodotti dai soggetti giuridici sono soggetti all’IGR e scontano l’aliquota proporzionale del 17%. Dal 2010, la medesima aliquota è applicabile anche alle banche ed agli istituti finanziari.
L’imposta è dovuta dai soggetti residenti e dai soggetti non residenti per i redditi prodotti per il tramite di una stabile organizzazione. I soggetti residenti sono quelli che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno la sede legale o la sede effettiva dell’amministrazione a San Marino.
Tutti i redditi prodotti da soggetti giuridici sono considerati redditi d’impresa. La base imponibile è costituita dall’utile risultante dal bilancio civilistico, rettificato per tener conto delle variazioni previste dalla legge tributaria. Sono esenti da imposta le plusvalenze derivanti dalla cessione di azioni o altri strumenti finanziari detenuti per almeno 1 anno (participation exemption). L’applicazione della participation exemption non è subordinata al possesso di una percentuale minima di partecipazione, ma la partecipazione deve risultare dalla contabilità sociale e da almeno un bilancio e deve essere stata inserita tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio chiuso nel periodo di possesso. Per le partecipazioni nelle società immobiliari, le plusvalenze sono esenti nella misura del 50%. I dividendi di fonte domestica non concorrono alla formazione del reddito del percettore; quelli di fonte estera derivanti da parteicpazioni detenute ininterrottamente da almeno un anno sono esclusi dalla formazione della base imponibile per il 95%.
Sono previsti alcuni regimi di favore, tra cui l’esenzione, a determinate condizioni, degli utili reinvestiti e un abbattimento della base imponibile per le imprese che incrementano il numero medio di lavoratori dipendenti occupati. Oltre a questi incentivi, le imprese di nuova costituzione avviate dopo il 2 luglio 2013, beneficiano per 6 anni di una riduzione della base imponibile del 50%. 
Analogamente agli imprenditori individuali, le società e gli enti (con alcune eccezioni, tra cui cooperative ed enti no-profit) scontano l’imposta speciale prevista per il triennio 2014-7, nella misura base di 2.000 euro (il doppio se il fatturato dell’anno precedente è superiore a 300.000 euro). 

L’imposta sul valore aggiunto
La legislazione sammarinese non prevede l’Iva, ma un’imposta monofase sulle importazioni, che è considerata un’imposta avente effetto equivalente all’Iva. Nel quadro della riforma avviata nel 2013, è stata prevista la sostituzione dell’imposta monofase con un’imposta generale sui consumi (IGC), applicabile anche alle prestazioni di servizi, simile all’Iva europea (cfr. articolo 66 legge n. 174/2013).

L’imposta sulle importazioni 
La disciplina fondamentale è contenuta nella legge n. 40 del 22 dicembre 1972 e prevede un’imposizione sull’ammontare complessivo dovuti al cedente o al prestatore di servizio. E’ riconosciuta quale misura equivalente all’Iva italiana. L’introduzione di beni o di servizi nel territorio della Repubblica di San Marino è considerata importazione. L’imposta è dovuta dai soggetti importatori ma sono solidalmente obbligati i committenti dell’importazione e coloro che la effettuano materialmente. È previsto il rimborso dell’imposta quando i beni, anche dopo la loro trasformazione, vengono esportati. L’imposta, pertanto, è neutrale soltanto quando i beni vengono riesportati. Rappresenta invece un costo per l’operatore sammarinese che commercializza i beni sul mercato interno.

Applicazione dell’Iva nei rapporti con l’Italia

Il regime Iva delle cessioni
Per l’Italia, la disciplina delle operazioni intercorse tra operatori italiani e sammarinesi è contenuta nel DM 24 dicembre 1993. L’operatore può adottare la procedura con indicazione dell’Iva in fattura oppure la procedura senza indicazione dell’Iva:
•    indicazione dell’Iva in fattura: l’operatore sammarinese emette una fattura e la presenta all’Ufficio Tributario di San Marino; versa l’imposta relativa e trasmette un esemplare originale della fattura vistata dal predetto ufficio all’acquirente italiano. L’Ufficio di San Marino trasmette i documenti all’Agenzia delle entrate, Ufficio di Pesaro che liquida l’imposta. L’acquirente italiano annota la fattura ricevuta nel registro degli acquisti operando la detrazione dell’imposta;
•    mancata indicazione dell’Iva in fattura: Il cedente sammarinese emette la fattura facendola vistare dall’Ufficio di San Marino e quindi la invia al cliente italiano. L’acquirente italiano integra la fattura determinandone l’imposta dovuta ed esegue la doppia annotazione (nei registri Iva vendite e acquisti).

L’Iva sulle vendite e sui noleggi di automobili 
In forza del Regolamento n. 1 dell’ 8 febbraio 2007, dal 15 febbraio 2007 sono entrate in vigore nuove norme allo scopo di evitare l’evasione dell’imposta da parte degli acquirenti italiani. Gli operatori sammarinesi possono vendere automobili in Italia soltanto mediante emissione di una fattura comprensiva di IVA. L’unica eccezione è rappresentata dalle vendite alle persone giuridiche sempre che queste vendite non superino il limite di 150mila euro ovvero il 15 per cento del fatturato imponibile dell’anno precedente. Sono inoltre vietati ai non residenti i noleggi fino a 36 mesi e la cessione dei contratti di noleggio aventi qualunque durata.

Scambi tra San Marino e Paesi diversi dall’Italia
Se le merci sammarinesi sono destinate a Paesi Ue, l’Ufficio tributario di San Marino emette un documento doganale che deve essere fatto vidimare presso la dogana di Rimini o Ravenna. La merce prosegue fino alla dogana del Paese di destinazione. Se le merci sono invece destinate a Paesi extra Ue, l’Ufficio di San Marino deve emettere una bolletta che accompagna le merci ad una qualsiasi dogana italiana di uscita che ne curerà l’appuramento.

L’Iva sulle vendite e sui noleggi di automobili
In forza del Regolamento n. 1 dell’ 8 febbraio 2007, dal 15 febbraio 2007 sono entrate in vigore nuove norme allo scopo di evitare l’evasione dell’imposta da parte degli acquirenti italiani. Gli operatori sammarinesi possono vendere automobili in Italia soltanto mediante emissione di una fattura comprensiva di Iva. L’unica eccezione è rappresentata dalle vendite alle persone giuridiche sempre che queste vendite non superino il limite di 150mila euro ovvero il 15 per cento del fatturato imponibile dell’anno precedente. Sono inoltre vietati ai non residenti i noleggi fino a 36 mesi e la cessione dei contratti di noleggio aventi qualunque durata.

Scambi tra San Marino e Paesi diversi dall’Italia
Se le merci sammarinesi sono destinate a Paesi Ue, l’Ufficio tributario di San Marino emette un documento doganale che deve essere fatto vidimare presso la dogana di Rimini o Ravenna. La merce prosegue fino alla dogana del Paese di destinazione. Se le merci sono invece destinate a Paesi extra Ue, l’Ufficio di San Marino deve emettere una bolletta che accompagna le merci ad una qualsiasi dogana italiana di uscita che ne curerà l’appuramento.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte

Obblighi contabili
Per quanto riguarda gli obblighi contabili, i soggetti esercenti attività d’impresa devono tenere il libro giornale, il libro dell’inventario, il registro dei beni ammortizzabili, nonché le scritture ausiliarie. I soggetti che per due esercizi consecutivi superano congiuntamente € 3.500.000 di ricavi e € 800.000 di rimanenze devono inoltre tenere le scritture ausiliarie di magazzino. 
È previsto un regime contabile semplificato per le imprese minori e, cioè, gli imprenditori individuali i cui ricavi dell’attività ordinaria non superano l’ammontare di € 350.000 per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, e di € 500.000 per le imprese aventi per oggetto altre attività. Questi soggetti sono obbligati solo alla redazione del libro dell’inventario, del libro degli acquisti e di quello delle vendite; possono comunque optare per l’applicazione del regime di contabilità ordinaria.
Gli esercenti arti e professioni devono annotare cronologicamente le somme percepite, sotto qualsiasi forma e denominazione, nell’esercizio della loro attività professionale o artistica e gli estremi della parcella o nota. Devono, altresì, annotare le spese di cui chiedono la deduzione e i beni per i quali chiedono la deduzione di quote di ammortamento.

Dichiarazione e accertamento
Per tutti i soggetti passivi e per i sostituti d’imposta, il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi è fissato al 30 giugno di ciascun anno, con riguardo ai redditi prodotti nell’anno solare precedente. La dichiarazione presentata oltre il 30 luglio (trenta giorni dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione) è nulla, ma costituisce titolo per la riscossione. L’atto di accertamento d’ufficio o in rettifica deve essere emanato entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ovvero entro il terzo anno successivo se la dichiarazione è stata omessa o è nulla. I soggetti che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo devono pagare due acconti d’imposta nel corso dell’anno.
Nella Repubblica di San Marino non è attualmente previsto nessun obbligo di emissione di documenti a valenza fiscale (scontrini, ricevute, fatture) nelle transazioni al dettaglio e verso privati. La legge 166 del 2013 ha previsto che gli operatori economici che effettuano tali transazioni certifichino i ricavi mediante utilizzo di strumenti elettronici connessi ad una rete telematica, secondo le modalità che verranno stabilite con apposito decreto delegato.

Novità nei rapporti con l’Italia
Per la legislazione italiana, la Repubblica di San Marino non è più considerata uno Stato a fiscalità privilegiata in relazione alle persone fisiche (decreto ministeriale del 4 maggio 1999). Il ministro dell’Economia e delle Finanze ha firmato il 12 febbraio 2014 il decreto con cui la Repubblica di San Marino viene espunta dalla "black list" italiana dei paradisi fiscali (articolo 1 del Dm 4 maggio 1999 e successive modifiche). La decisione segue la ratifica della Convenzione tra Italia e San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali del 13 giugno 2012. La Convenzione è in vigore dal 3 ottobre 2013. 
Con DM 29 dicembre 2014, pubblicato in G.U. il 9 gennaio 2015, San Marino è stato inoltre inserito nella “white list” di Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (DM 4 settembre 1996).
 
 
Capitale: Città di San Marino
Lingua ufficiale: italiano
Moneta: euro (EUR)
Forma istituzionale: repubblica parlamentare
Trattati stipulati con l'Italia: la nota del Mef n. 39 del 12 febbraio 2014 ha comunicato che il ministro dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto con cui la Repubblica di San Marino viene espunta dalla "black list" italiana dei paradisi fiscali (articolo 1 del decreto ministeriale del 4 maggio 1999 e successive modifiche). La decisione segue la ratifica della Convenzione tra Italia e San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali del 3 ottobre 2013.
A seguito della comunicazione formale da parte dello Stato italiano, dal 3 ottobre 2013 è entrata in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni tra l'Italia e la Repubblica di San Marino.  Il perfezionamento delle procedure di scambio delle notifiche è avvenuto tra i due Paesi come previsto e autorizzato dalla legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione, la n. 88/2013.
 
 
 




Fonti informative:
- sito ufficiale della Segreteria degli affari interni della Repubblica di San Marino;
- sito ufficiale del Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino;
- sito ufficiale della Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio;
- sito ufficiale del Global Forum sulla Trasparenza e sullo scambio di informazioni; 
- precedente Scheda Paese  a cura di Luca Conte-Papuzzi (per alcune informazioni)


aggiornamento: maggio 2016
Francesca Vitale
pubblicato Venerdì 3 Febbraio 2012

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