Schede Paese
Emirati Arabi Uniti
Dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto
bandiera degli Emirati arabi uniti
Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujairah, Ras Al-Khaimah, Sharjah e Umm Al-Quwain sono i sette Stati che compongono la Federazione costituzionale degli Emirati Arabi Uniti. Situato nel sud-est della penisola arabica e costituito il 2 dicembre 1971, il Paese ha raggiunto l’attuale composizione nel 1972 quando, ai primi sei Emirati fondatori, si è aggiunto quello di Ras Al-Khaimah. 

Il sistema fiscale e l’introduzione dell’Iva
Il Consiglio Federale centrale detiene il potere legislativo su difesa, affari esteri, educazione e salute, mentre ogni singolo Emirato mantiene una propria potestà su altri settori pubblici, compreso quello fiscale. Non esiste, infatti, una legislazione federale sulla tassazione e i singoli Emirati hanno, in materia fiscale, una autonomia decisionale.
A partire dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto (Value Added Tax o Vat) a un tasso del 5% sul valore della merce.

Persone fisiche: imposte sul reddito
Negli Emirati non sono previste imposte sul reddito delle persone fisiche (“personal income tax”). Le imprese che impiegano cittadini con passaporto emiratino sono obbligate a versare loro una quota del salario sottoforma di versamenti in appositi fondi pensione. Negli Emirati Arabi Uniti esiste, infatti, un regime di sicurezza sociale che si applica esclusivamente ai dipendenti nazionali del Consiglio di cooperazione del Golfo (compresi gli Emirati Arabi Uniti). I cittadini non appartenenti al GCC non sono soggetti alla sicurezza sociale negli Emirati Arabi Uniti. Nella maggior parte degli Emirati, i contributi di sicurezza sociale per i cittadini sono calcolati a un tasso del 17,5% (20% ad Abu Dhabi) della retribuzione del dipendente come stabilito nel contratto locale di lavoro. Il 5% è a carico del dipendente e il restante 12,5% (il 15% ad Abu Dhabi) è a carico del datore di lavoro. Per gli altri cittadini del GCC (non cittadini degli Emirati Arabi Uniti) che lavorano negli Emirati Arabi Uniti, i contributi di sicurezza sociale sono determinati in conformità con le norme di sicurezza sociale del loro paese d’origine.

Società: imposte sul reddito
I modelli di società di capitale sono quattro: la public joint stock company (una forma societaria simile alla nostra società per azioni quotata in borsa), la private joint stock company (simile alla nostra società per azioni), la partnership limited by shares (assimilabile alla nostra società in accomandita per azioni e la limited liability company che, caratterizzata da grande flessibilità ed economicità, è la forma più appetibile per gli investitori stranieri).
Attualmente, gli Emirati Arabi Uniti non hanno un regime federale unitario di imposta sul reddito delle società (Cit); tuttavia, la maggior parte degli Emirati ha introdotto decreti fiscali sul reddito societario e la tassazione è quindi determinata su base territoriale, nel rispetto di principi comuni. L’imposta è tendenzialmente applicabile all’utile netto prodotto da tutti gli enti e le società - con o senza personalità giuridica - che svolgono attività commerciali o industriali. Sono soggetti a imposta anche gli utili prodotti da filiali e sedi secondarie (stabili organizzazioni) di società estere.
Nella determinazione degli utili delle stabili organizzazioni di imprese italiane sono ammesse in deduzione le spese sostenute per gli scopi perseguiti dalla stessa stabile organizzazione, comprese le spese di direzione e le spese generali di amministrazione. Nessun utile può essere attribuito a una stabile organizzazione per il solo fatto che essa ha acquistato merci per l’impresa. 

Le free zone
Gli Emirati hanno goduto di una favorevole crescita economica grazie alla creazione delle aree free zone. In queste zone non c'è alcuna restrizione al trasferimento dei profitti o rimpatrio del capitale. Le aziende costituite possono essere detenute interamente da investitori stranieri e  beneficiare di un’esenzione fiscale (corporate tax) per 50 anni. La concessione può essere rinnovata dalle autorità fiscali degli Emirati e non è esposta ad alcuna pressione fiscale sui dividendi distribuiti ai soci, persone fisiche o giuridiche. L’investitore straniero deve rispondere ai requisiti imposti dalla legislazione municipale e federale applicabile nella free zone ed è tenuto a chiedere il rilascio da parte delle autorità della free zone di una licenza a operare emessa in base alla tipologia delle attività esercitate. La funzione della licenza sta nel consentire le attività dichiarate soltanto all’interno della zona franca. All’interno del territorio vi sono più di 30 free zone, alcune delle quali sono “generaliste”, consentendo lo svolgimento di qualsiasi attività economica o commerciale, altre invece sono “specialistiche”, poiché permettono lo svolgimento soltanto di determinate attività economiche. Le maggiori sono:
  • Jebel Ali Free Zone (JAFZ)
  • Dubai Airport Free Zone
  • Dubai Technology
  • E-Commerce e Media Free Zone
  • Dubai Cars and Automotive Free Zone
  • Dubai Gold and Diamond Park
Nelle free zone non sono, inoltre, previste tasse sulle società per non meno di 15 anni rinnovabili per uguale periodo, restrizioni di carattere valutario e dazi doganali. Al di fuori delle zone franche esistono altri regimi di favore accordati agli investimenti. Meritano di essere citate le cosiddette società miste, realtà giuridiche localizzate al di fuori delle zone franche, la cui costituzione prevede alcune limitazioni per gli investitori stranieri. A differenza delle società operanti nelle free zone, il capitale sociale di quelle miste deve, infatti, essere controllato per il 51% da soggetti residenti. Tale limitazione che non offre garanzie di stabilità societaria a investitori stranieri che, ovviamente, preferiscono optare per le zone franche. 

Successione e donazione
Non ci sono imposte su successioni e donazioni.

L’Imposta sul valore aggiunto
A partire dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto (Value Added Tax o Vat) ad un tasso del 5% sul valore della merce. Dalla tassazione sono esentati diversi beni di prima necessità nell’ambito del settore alimentare, della salute, dei trasporti e dei servizi sociali.
Nel gennaio 2018 tutti gli Stati membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), ossia EAU, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait ed Oman, hanno previsto di introdurre  l’Iva, al tasso del 5%, basandosi su uno schema di applicazione comune della nuova imposta, concordando sulla necessità di introdurre il tributo per sopperire al calo delle entrate statali legate all’abbassamento del costo del petrolio e all’innalzamento dei servizi forniti alla collettività.
Negli Emirati Arabi Uniti, per le imprese residenti, la soglia di registrazione Iva obbligatoria è 375mila dirham (AED), mentre quella di registrazione volontaria è pari a 187.500 AED. Nessuna soglia di registrazione si applica alle imprese non residenti che effettuano forniture soggette ad imposta. Vi sono specifici requisiti documentali e di tenuta dei registri, come l’emissione di fatture fiscali e la presentazione di dichiarazioni Iva (su base trimestrale o mensile a seconda che il soggetto passivo si qualifichi come un “grande contribuente” o meno). L’imposta in eccesso può, in linea di principio, essere portata in compensazione con l’Iva futura. Le aziende che non rispettano i loro obblighi Iva possono essere soggette a multe e sanzioni.

La tassazione sugli immobili
La maggior parte degli Emirati impone una tassa municipale sugli immobili, principalmente in riferimento al valore locativo annuale. Una tassa di registrazione può anche essere applicata al trasferimento di proprietà di terreni o proprietà.

Altre imposte
Dal 1° ottobre 2017 gli Emirati Arabi Uniti hanno applicato un’accisa su prodotti del tabacco, bevande gassate e bevande energetiche. La tassa si applica sia alle merci prodotte localmente che alle merci importate.
È previsto un dazio doganale sul valore delle importazioni, comprensivo di costo, assicurazione e trasporto. La tassa di importazione è pari mediamente al 5% su tutte le merci, escluse quelle sottoposte a regime di restrizione, come il tabacco (100%) e vini ed alcolici (50%). Ai fini dello sdoganamento sono necessari i seguenti documenti: documento di trasporto (Cargo Bill), buono di consegna (Delivery Order), distinta dei colli (Packing List), certificato di origine dei prodotti (Certificate of Origin), lettera di autorizzazione (Authorization Letter), Customs Card.
La maggior parte degli Emirati impone, inoltre, una tassa di soggiorno del 5% al 10% sul valore dei servizi alberghieri e dell'intrattenimento. 

Trattati fiscali
I cittadini residenti negli Emirati Arabi Uniti hanno accesso a una rete di trattati fiscali estesa e in crescita. Gli EAU hanno concluso più di 70 trattati fiscali. Numerosi altri trattati sono in varie fasi di negoziazione e ratifica. I trattati attualmente in vigore sono elencati di seguito.
Albania India Philippines
Algeria Indonesia Poland
Andorra Ireland Portugal
Armenia Italy Romania
Austria Japan Serbia
Azerbaijan Jersey Seychelles
Bangladesh Jordan Singapore
Barbados Kazakhstan Slovakia
Belarus Korea, Republic of Slovenia
Belgium Kosovo South Africa
Bosnia and Herzegovina Kyrgyzstan Spain
Brunei Latvia Sri Lanka
Bulgaria Lebanon Sudan
Canada Liechtenstein Switzerland
China Lithuania Syria
Cyprus Luxembourg Tajikistan
Czech Republic Macedonia Thailand
Egypt Malaysia Tunisia
Estonia Malta Turkey
Fiji Mauritius Turkmenistan
Finland Mexico Ukraine
France Montenegro United Kingdom
Georgia Morocco Uruguay
Germany Mozambique Uzbekistan
Greece Netherlands Venezuela
Guinea New Zealand Vietnam
Hong Kong Pakistan Yemen
Hungary Panama  

Accordi con l’Italia
Convenzione contro le doppie imposizioni firmata ad Abu Dhabi il 22 gennaio 1995 e ratificata con legge n. 309 del 28 agosto 1997. In vigore dal 5 novembre 1997.
Capitale: Abu Dhabi
Lingua ufficiale: arabo
Moneta: dirham degli Emirati Arabi Uniti (AED)
Forma istituzionale: oligarchia federale (ereditaria)


Fonti
La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.


 
Andrea Santoro
pubblicato Venerdì 28 Settembre 2018

I più letti

immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
Nei confronti di chi versa l’imposta, con riferimento all’anno in cui avviene la cessione del prodotto non si applica la ritenuta del 23% ordinariamente prevista sul 78% dei corrispettivi
Il trasferimento è efficace ai fini fiscali solo in presenza della successiva indicazione in dichiarazione, della conseguente richiesta di rimborso e della notifica dell’atto
Hanno valenza fiscale e previdenziale e possono essere applicate esclusivamente ai settori produttivi indicati nelle tabelle allegate al decreto ministeriale che le ha determinate
È esclusa l’emissione del documento in modalità analogica. In questi casi, le specifiche tecniche approvate con provvedimento 30 aprile 2018 prevedono un blocco informativo ad hoc
immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
È esclusa l’emissione del documento in modalità analogica. In questi casi, le specifiche tecniche approvate con provvedimento 30 aprile 2018 prevedono un blocco informativo ad hoc
Il nuovo limite è valido per tutti i contribuenti interessati e sostituisce i precedenti valori, che erano differenziati sulla base del codice Ateco identificativo dell’attività esercitata
fatture elettroniche
Per quelle emesse in ciascun trimestre solare, l’imposta deve essere versata entro il giorno 20 del primo mese successivo; l’importo dovuto è reso noto dall’Agenzia delle entrate
L’Amministrazione fornisce precisazioni su ambito soggettivo e oggettivo di applicazione, termini di trasmissione, modalità di inoltro in caso di scarto, registrazione e conservazione
immagine dell'Aula della Camera
In arrivo la cedolare secca sugli immobili commerciali, l’imposta sostitutiva su lezioni private e ripetizioni, la definizione agevolata per i contribuenti in difficoltà economica
Il nuovo limite è valido per tutti i contribuenti interessati e sostituisce i precedenti valori, che erano differenziati sulla base del codice Ateco identificativo dell’attività esercitata
L’Amministrazione fornisce precisazioni su ambito soggettivo e oggettivo di applicazione, termini di trasmissione, modalità di inoltro in caso di scarto, registrazione e conservazione
Entrambe le misure agevolative connesse all’effettuazione di investimenti in beni materiali strumentali sono state prorogate di un anno dalla recente legge di bilancio
Le Entrate illustrano le recenti modifiche al regime agevolato e forniscono precisazioni rispetto ad alcune questioni emerse nel corso dei primi anni di applicazione della disciplina
FiscoOggi è una pubblicazione dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Comunicazione
Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
Direttore responsabile Claudio Borgnino