Schede Paese
Brasile
Una fiscalità multiforme e strutturata su più livelli, in linea con le caratteristiche proprie dell’ordinamento federale
Bandiera Brasile
La Repubblica federale del Brasile è suddivisa in un distretto federale e ventisei stati, questi ultimi suddivisi a loro volta in municipalità. I tre livelli di governo, ciascuno dotato di potestà impositiva autonoma, si sovrappongono facendo del sistema tributario brasiliano uno dei più complessi al mondo. Uno studio del 2017 sulla complessità delle giurisdizioni in relazione all’accounting e alla tax compliance (The Financial Complexity Index 2017 by TMF Group) classifica il Paese al secondo posto del ranking globale.
Recentemente, dopo aver consolidato la tendenza a valorizzare l’intera gamma delle risorse disponibili e a sfruttare l’alta domanda di beni e servizi garantita dall’alto numero di abitanti nel Paese, il Brasile è stato interprete di un’economia in rapida crescita tanto da costituire insieme a Russia, India, Cina e, da ultimo, Sudafrica, il BRICS, l’associazione delle maggiori economie emergenti. A causa del disavanzo provocato nel 2014 dalle spese per i Campionati mondiali di calcio e da quelle effettuate per guadagnare il consenso elettorale, il precedente governo guidato da Dilma Rousseff, in carica fino al 31 agosto 2016, ha deciso di attuare una politica di austerità fiscale per riportare i conti pubblici verso l’equilibrio, prevedendo, nell’immediato, riduzioni della spesa pubblica e aumenti della tassazione, e, nel medio periodo, una riforma fiscale per incidere in modo strutturale su alcuni voci, in particolare, la spesa pensionistica. Nel primo trimestre del 2017 vi è stato un accenno di ripresa dopo due anni di recessione. Dal 2007, il Brasile è un partner chiave dell’Ocse in quanto coopera ai lavori dell’Organizzazione attraverso programmi di “impegno rafforzato”.
 
Persone fisiche: imposte sul reddito
Le persone fisiche residenti sono soggette a imposizione sul reddito secondo il principio di tassazione mondiale, mentre quelle non residenti solo sul reddito prodotto in Brasile. Si considerano residenti le persone che risiedono permanentemente nello Stato, che lasciano il Brasile per lavorare all’estero per un’agenzia governativa brasiliana, che entrano nello Stato con un visto permanente o temporaneo. Sono considerati residenti anche i cittadini brasiliani che, acquisito lo status di non residente, ritornano poi nello Stato su base permanente.
Una legge in tema di "Nuova migrazione" di maggio 2017 ha revocato lo Statuto degli stranieri definendo i diritti e i doveri dei migranti brasiliani nonché la condizione giuridica degli individui stranieri in Brasile. Lo scopo dichiarato di tale legge è quello di assicurare l’eguaglianza dei diritti e delle opportunità agli stranieri come se fossero cittadini brasiliani, e di semplificare le procedure per l’ingresso e la residenza nel Paese.

In generale tutti i redditi (al netto delle deduzioni personali specificamente previste) sono assoggettati a imposta con aliquote progressive tranne il caso in cui la persona fisica sia trattata alla stregua dei contribuenti societari.
Le fonti di reddito che costituiscono la base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche sono le seguenti: redditi d’impresa, redditi da lavoro, redditi da capitale.
 
Relativamente ai redditi d’impresa, i quali ricomprendono gli introiti derivanti dall’esercizio abituale di un’attività economica esercitata individualmente, fanno eccezione quelli ritraibili dall’esercizio di una professione liberale che restano assoggettati al principio di tassazione generale.
Per quanto riguarda il reddito da lavoro dipendente, è tassabile ogni retribuzione o emolumento sotto qualsiasi forma corrisposta al lavoratore, compresa l’auto aziendale.
La normativa brasiliana non prevede la deduzione di costi direttamente relazionati con i redditi. I redditi da pensione pubblica di vecchiaia o invalidità sono esenti fino a un determinato ammontare se il percipiente ha più di 65 anni.
Per quanto riguarda, invece i redditi da capitale, i dividendi derivanti da investimenti all’estero sono soggetti a imposizione al pari dei redditi mensili. Gli interessi relativi a investimenti domestici sono soggetti a ritenuta alla fonte a un’aliquota variabile tra il 15% e il 22,5% a seconda della durata dell’investimento.
Inoltre, in aggiunta alle fonti di reddito sopra prima cennate, concorre a formare la base imponibile, per presunzione, anche qualunque incremento del patrimonio che non trovi corrispondenza con quanto dichiarato, sempreché il contribuente, in sede di controllo, non eccepisca in relazione a tali redditi presunti l’esenzione o l’assoggettamento alla fonte.
Tra i redditi esenti sono contemplati i dividendi distribuiti da società residenti, le eredità e le donazioni percepite dalle persone fisiche residenti, gli apporti a piani pensionistici privati effettuati dal datore di lavoro.
 
Le aliquote vigenti in relazione al reddito mensile sono le seguenti:
 
Scaglione Aliquota Deduzione
0 - 1.903,98 Esente 0
1.903,99 - 2.826,65 7,5% 142,80
2.826,66 - 3.751,05 15,0% 354,80
3.751,06 - 4.664,68 22,5% 636,13
oltre 4.664,68 27,5% 869,36
  
Società: imposte sul reddito e altre imposte dirette
Per quanto riguarda l’imposta sul reddito, di potestà del Governo federale, le imprese residenti sono tassate sui redditi ovunque prodotti, mentre quelle non residenti sono tassate in Brasile (per i redditi prodotti localmente) applicando le stesse aliquote previste per i contribuenti residenti, per il tramite di una società figlia registrata o di una stabile organizzazione. Quest’ultimo soggetto non trova nella legislazione brasiliana una nozione definita, ma si identifica come tale all’esito della verifica dei seguenti presupposti: a) esistenza di una sede fissa d’affari; o, b) presenza di un agente che ha il potere di stipulare contratti in Brasile in nome o per conto del soggetto non residente.
Non sono deducibili dal reddito d’impresa, tra gli altri: le spese non inerenti, quelle derivanti dagli aggiustamenti, per effetto della disciplina di contrasto al transfer pricing, dei ricavi del venditore relazionato che ha ceduto ad un valore superiore a quello normale, i dividendi e le imposte.
La disciplina sul transfer pricing si discosta dalle regole elaborate dall’Ocse. Ad esempio, sono previsti margini fissi sulle transazioni tra parti correlate.
Nel 2015 e 2016 sono state introdotte nuove nozioni di Paesi a fiscalità ridotta e privilegiata e di conseguenza ridefinite le rispettive liste (black list e grey list).
L’aliquota dell'imposta sul reddito delle società (IRPJ) è del 15% e si applica un supplemento del 10% (20% se istituto finanziario o assicurazione privata, 17% se cooperativa di credito) se la base imponibile determinata annualmente supera BRL 240.000. Il contributo sociale sul profitto netto (CSLL) sconta un’aliquota del 9%. L’aliquota effettiva è quindi del 34% (includendo il supplemento del 10%).
è previsto un esonero totale o parziale da dazi, tasse sui consumi e contributi sociali in relazione ad attrezzature importate destinate a determinati progetti di investimento autorizzati con applicazione dell’ammortamento accelerato sull'attrezzatura prodotta internamente. Le vendite di alcune attrezzature sono esenti dall'imposta di vendita statale. è inoltre possibile accantonare una percentuale delle imposte pagate in un fondo di reinvestimento in progetti. Sono altresì incentivati i progetti dedicati all’innovazione tecnologica.
 
Imposte sulla proprietà
L’imposta federale sulla proprietà territoriale rurale (ITR) si applica sulla proprietà o possesso di immobili situati al di fuori della zona urbana. La base imponibile corrisponde, generalmente, al valore di mercato del terreno. Il bene include il terreno e tutte le aree e gli accessori naturali. Le aliquote variano dallo 0,3% al 20% a seconda della dimensione e della produttività del terreno.
A livello statale, l’imposta sulle successioni mortis causa e sulle donazioni (ITCMD) grava sugli eredi e beneficiari e si applica sul valore di mercato del bene o diritto. Non sono previste deduzioni di tipo personale. Le aliquote previste da ciascuno Stato non superano l’8%.
Altra imposta di rilievo a livello statale è l’imposta sulla proprietà dei veicoli a motore. A titolo di esempio, nello Stato di San Paolo l’aliquota è del 4% che si applica sul valore venale.
Le Municipalità applicano, invece, i seguenti tributi sulla proprietà: l’imposta sugli atti inter vivos di beni immobili (ITBI) e l’Imposta sulla proprietà territoriale urbana (IPTU). La prima (con aliquote fissate da leggi municipali in 0,5%, 2% e 3,5%) si applica sul valore del bene immobile ceduto, la seconda sul valore del fondo urbano.
 
Imposta sul valore aggiunto
In Brasile sono molteplici le imposte riconducibili al concetto di Iva, in quanto assumono denominazioni diverse a seconda del livello di entità politica che la amministra. Sono, infatti, previste le seguenti imposte che assumono fatti generatori specifici: l’ICMS statale si applica sulla circolazione di beni e servizi, l’IPI federale grava i prodotti finiti franco fabbrica, l’ISS municipale colpisce i servizi mentre la COFINS è la contribuzione dovuta per il finanziamento della sicurezza sociale.
L’ICMS colpisce la circolazione di merci, la fornitura di energia elettrica e la prestazione di servizi di trasporto e di comunicazione e qualunque altro servizio la cui esecuzione inizia in un altro Stato, anche all’interno della Federazione e tra municipalità. Non è un’imposta cumulativa poiché è applicata solo in caso di incremento del valore e quindi del prezzo. è dovuta mensilmente e sono considerate non imponibili le esportazioni.
Le aliquote sono variabili nei 27 Stati che costituiscono la Federazione. L’aliquota standard è del 17%.
Per quanto riguarda i servizi digitali, si presume che le vendite si realizzino nella città o nello Stato in cui si trova il venditore e che l'Iva debba essere riscossa in tale Stato e nello Stato di destinazione.
Il gruppo Iva quale soggetto unitario ai fini della liquidazione dell’imposta non è contemplato dalla legge fiscale. Non è altresì prevista alcuna forma di rimborso dell’Iva assolta da parte di chi non è né costituito né registrato ai fini Iva in Brasile.
 

Relazioni internazionali
Tra Brasile e Italia sono in essere i seguenti rapporti economici:
  • convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi, stipulata nel 1981;
  • accordo quadro di cooperazione economica, stipulato nel 1998;
  • piano di azione del partenariato strategico, adottato nel 2010;
  • memorandum d’intesa per lo sviluppo degli investimenti ed il rafforzamento della cooperazione produttiva, siglato nel 2015.Il Brasile ha inoltre stipulato convenzioni per evitare le doppie imposizioni e prevenire l’evasione fiscale con gli Stati qui indicati 
Per il tasso di cambio consultare questo link.



Capitale: Brasilia
Lingua ufficiale: portoghese
Moneta: real brasiliano (BRL)
Forma istituzionale: repubblica federale
Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata con l’Italia
 


Fonti informative

La presente Scheda ha scopi esclusivamente informativi, non impegna in alcun modo né la direzione del giornale né l’Agenzia delle Entrate.



aggiornamento: febbraio 2018

 
Luca Conte - Papuzzi
pubblicato Giovedì 25 Gennaio 2007

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