Schede Paese
Svizzera
Tra le novità degli ultimi anni la riforma dell'Iva, entrata in vigore dal 1° gennaio 2010, decisa per fini di semplificazione
bandiera Svizzera

Il sistema tributario elvetico riflette la forma federale dello Stato (Confederazione), nel cui ambito il prelievo fiscale è attuato dallo Stato, dai Cantoni e dai Comuni. La potestà impositiva è, infatti, di pertinenza dei cantoni che, per alcuni aspetti, lo demandano alla Confederazione (periodicamente sono indette consultazioni popolari per votare il rinnovo di tale attribuzione) e ai Comuni. La Confederazione riscuote soltanto le imposte previste dalla Costituzione federale mentre i Cantoni possono liberamente scegliere le imposte da prelevare, tranne quelle espressamente riservate alla Confederazione. I Comuni oltre a tasse specifiche locali possono variare le aliquote delle addizionali comunali alle imposte cantonali. Poiché tra Confederazione e Cantone non vige il divieto di doppia imposizione lo stesso presupposto può essere soggetto a imposizione da entrambi i soggetti come, ad esempio, succede per il reddito. Al contrario non vi può essere doppia imposizione a livello intercantonale. La Costituzione elvetica indica, inoltre, l'obbligo o la facoltà di sottoporre a referendum popolare le leggi fiscali sia federali che cantonali.
Ne consegue che il sistema fiscale e la pressione fiscale è difforme sul territorio statale e varia tra Cantone e Cantone anche a causa di una certa concorrenza fiscale per attirare investimenti e contribuenti. Tale concorrenza è però mitigata dai poteri di controllo affidati alla Confederazione e da specifici accordi stipulati tra i Cantoni.


L'imposta sul reddito
La tassazione sul reddito delle persone fisiche e giuridiche rappresenta uno degli ambiti in cui la Costituzione riconosce potere impositivo sia al livello federale che a quello cantonale. Questo fa si che il contribuente sia soggetto due volte a tassazione sullo stesso presupposto anche se sono presenti meccanismi di compensazione per evitare un eccessivo carico fiscale.
L'Iimposta federale diretta che grava sui redditi delle persone fisiche e sugli utili delle persone giuridiche viene generalmente riscossa dai Cantoni che poi provvedono a versare l'87% del gettito fiscale, sanzioni e interessi alla Confederazione mentre il 13% rimane nella loro disponibilità.


Persone giuridiche
La normativa federale relativa alle persone giuridiche prevede che quelle domiciliate in Svizzera siano tassate sull'utile generato a livello mondiale, eccezion fatta per quello relativo a stabilimenti fissi o proprietà immobiliari all'estero. I contribuenti non residenti sono invece tassati unicamente per i redditi prodotti nella Confederazione.
La base imponibile è sostanzialmente uguale al risultato di bilancio con alcune variazioni tra cui, la più importante, è quella relativa alle partecipazioni. Le società che partecipino per almeno il 10% nel capitale di altre società o che abbiamo partecipazioni per almeno un milione di franchi svizzeri beneficiano, infatti, di una riduzione dell'imposta consistente nel rapporto tra il ricavo netto che deriva dalla partecipazione e l'utile netto complessivo. Per tale ragione le holding la cui attività consiste unicamente nella gestione di partecipazioni non pagano l'imposta sull'utile.
Le perdite subite in un anno di imposta possono essere riportate a compensazione di eventuali utili per i successivi sette anni. Fino a 5mila franchi svizzeri l'utile è esente da imposta.
L'aliquota per le società che svolgono attività commerciale è pari all'8,5% mentre per le associazioni, le fondazioni, gli investimenti collettivi di capitale con possesso fondiario diretto e le altre persone giuridiche l'aliquota è del 4,25% sempre che non siano esonerati in virtù del loro scopo di utilità sociale.
Non è prevista la possibilità di tassazione di gruppo
A seguito del processo di graduale armonizzazione fiscale a livello cantonale le principali caratteristiche delle imposte cantonali si sono adeguate a quella federale. Permangono, peraltro, importanti differenze relative al livello delle aliquote e alle esenzioni. Tutti i regimi cantonali prevedono, infatti, regimi speciali cui possono accedere le società in funzione delle loro caratteristiche o del territorio in cui si localizzano. Particolari benefici fiscali sono ad esempio concesse alle holding e alle società miste (quelle che ricavano più dell'80% del loro reddito da attività estere). Inoltre in alcuni cantoni è ancora vigente un sistema di aliquote progressive.


Persone fisiche
L'imposta sul reddito delle persone fisiche è applicata su tutti i redditi dei residenti e, limitatamente a quelli di fonte svizzera, per i non residenti. Ai fini dell'imposta sono considerati residenti coloro che vi dimorano stabilmente per almeno 30 giorni esercitandovi attività lucrativa o per almeno 90 giorni se non vi esercitano attività lucrative (sono esclusi i casi in cui si risieda nel paese unicamente per motivi formativi o di cura).
Le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscale in Svizzera sono assoggettate all'imposta in virtù della loro appartenenza economica se:
a. sono titolari, associate o usufruttuarie di imprese in Svizzera;
b. tengono stabilimenti d'impresa in Svizzera;
c. sono proprietarie di fondi in Svizzera o hanno su di essi diritti di godimento reali o diritti di godimento personali a questi economicamente assimilabili;
d. fanno commercio di immobili siti in Svizzera o fungono da intermediari in queste operazioni immobiliari.

Poiché l'unità fiscale è costituita dalla famiglia il reddito dei coniugi o conviventi legalmente registrati viene sommato qualunque sia il regime dei beni. A questo si aggiunge, per colui che esercita la patria potestà, anche il reddito dei minori che non deriva da attività lucrativa (in quest'ultimo caso esso viene tassato separatamente).
 
Sono soggetti a tassazione tutti i redditi che derivano da attività lavorativa dipendente o indipendente e quelli riferibili ad attività mobiliari ed immobiliari e proventi da fondi previdenziali con l'esclusione di:
1. l'incremento patrimoniale derivante da eredità, legato, donazione o liquidazione del regime matrimoniale;
2. l'incremento patrimoniale derivante da assicurazioni private;
3. i pagamenti in capitale versati dal datore di lavoro o da un'istituzione di previdenza professionale in occasione di un cambiamento di impiego, a condizione che il beneficiario li trasferisca nel termine di un anno ad un'altra istituzione di previdenza professionale o li impieghi per acquistare una polizza di libero passaggio;
4. i sussidi d'assistenza provenienti da fondi pubblici o privati;
5. le prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia, eccettuati gli alimenti;
6. il soldo del servizio militare e civile, nonché l'importo giornaliero per le piccole spese versato nel servizio civile;
7. i versamenti a titolo di riparazione morale;
8. i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.
9. I dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione, nonché gli utili conseguiti con l'alienazione di tali diritti di partecipazione sono imponibili in ragione del 50 per cento, dopo deduzione degli oneri imputabili, se questi diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10% del capitale azionario o sociale di una società.

Il reddito netto corrisponde ai proventi lordi imponibili meno le spese d'acquisizione, le deduzioni generali (deduzioni per contributi assicurativi e previdenziali, interessi passivi privati corrisposti per l'esercizio di attività lucrativa da entrambi i coniugi, ecc.) e deduzioni sociali (deduzione personale, deduzione per figli e deduzione per persone bisognose a carico, ecc.).
A secondo della tipologia di reddito possono essere dedotti i seguenti costi:
- per i lavoratori dipendenti:
1) le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;
2) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;
3) le altre spese necessarie per l'esercizio della professione;
4) le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività professionale.

- per i lavoratori autonomi:
1) gli ammortamenti e gli accantonamenti;
2) le perdite effettive sul patrimonio aziendale iscritte a bilancio;
3) i versamenti a istituzioni previdenziali in favore del personale, a condizione che sia esclusa qualsiasi utilizzazione contraria allo scopo;
4) gli interessi su debiti commerciali come pure gli interessi versati sulle partecipazioni.

Per attirare la presenza di contribuenti facoltosi è stata istituito un regime particolare di imposizione secondo il dispendio ossia il valore delle spese sostenute. A tale regime possono accedere cittadini stranieri che assumano domicilio per la prima volta in Svizzera o cittadini svizzeri che vi rientrino dopo almeno dieci anni di domicilio all'estero. Per i primi tale regime non ha limiti di tempo mentre per i secondi è limitato all'anno di imposta del loro rientro. In entrambi i casi non devono esercitare attività lucrative nel territorio svizzero. Coloro che vogliano accedere a tale sistema devono stipulare un accordo con le autorità fiscali svizzere per il calcolo del dispendio, accordo che viene periodicamente aggiornato e che decade nel caso in cui non siano più rispettate le condizioni di ingresso (ad esempio perché si svolge attività lucrativa in Svizzera).
Il sistema vale sia ai fini dell'imposta sul reddito federale che cantonale, in quest'ultimo caso essa sostituisce anche l'imposta sulla sostanza. Esso è basato sul livello delle spese sostenute dal contribuente e da tutti i familiari a carico per il mantenimento del loro tenore di vita. Tale importo, per quanto riguarda l'imposta federale, deve essere almeno pari al quintuplo delle pigione o del valore locativo dell'abitazione propria per il contribuente con economia domestica propria o al doppio della pensione annua per il vitto e l'alloggio per gli altri contribuenti.
L'imposta da pagare non può comunque essere inferiore a quella calcolata con aliquote ordinarie per i seguenti redditi:
a) proventi derivati da beni mobili e immobili situati in Svizzera;
b) proventi da capitale mobiliare collocato in Svizzera, inclusi i crediti garantiti da pegno immobiliare;
c) proventi da diritti d'autore, brevetti e diritti analoghi esercitati in Svizzera;
d) assegni di quiescenza, rendite e pensioni di fonte svizzera;
e) proventi per i quali il contribuente pretende uno sgravio parziale o totale da imposte estere in virtù di una convenzione conclusa dalla Svizzera per evitare la doppia imposizione.

Una volta individuato il reddito con tale sistema, vengono applicate le aliquote ordinarie senza ulteriori deduzioni.
A seguito delle osservazioni trasmesse dai Cantoni la norma è attualmente al centro di un processo di revisione per restringere il campo di applicazione di tale sistema e renderlo meno generoso rispetto alla situazione attuale. In particolare l'idea è di introdurre limiti minimi di reddito per accedere a tale sistema e incrementare da 5 a 7 volte la pigione per l'importo minimo da dichiarare.

Alla base imponibile calcolata con il metodo standard o con quello del dispendio viene poi applicato un complesso sistema con aliquote progressive che, al livello federale, possono al massimo essere pari all'11,5%, mentre assai ampia è la differenza esistente tra i Cantoni. All'aliquota cantonale si aggiunge quella comunale che, anche in questo caso, può variare sensibilmente.
Il livello delle fasce di reddito risulta differenziato per le persone singole e per i nuclei familiari (in cui il reddito dei coniugi viene sommato) in modo da garantire parità di trattamento.
Le fasce sono inoltre periodicamente aggiornate per tener conto della variazione dei prezzi al consumo. 
 

L'imposta sulla sostanza (imposta sul patrimonio)

L'imposta viene prelevata unicamente a livello cantonale e comunale e costituisono presupposto di imposta i diritti reali di godimento su beni mobili e immobili del contribuente. Da questo sono escluse le proprietà immobiliari all'estero, la mobilia domestica, alcune tipologie di veicoli e altri oggetti di uso quotidiano. Le normative cantonali prevedono poi specifiche esenzioni e livelli minimi di imponibilità.
Sulla base imponibile calcolata come differenza tra il valore del patrimonio del contribuente e l'ammontare complessivo dei debiti comprovati viene poi applicato un sistema di aliquote con scaglioni progressivi sia per quanto riguarda l'imposta cantonale che quella comunale.  
 

L'imposta preventiva federale

L'imposta preventiva federale viene riscossa alla fonte sui pagamenti derivanti da redditi da capitale in misura corrispondente alle seguenti aliquote:
- 35% su interessi, dividendi e vincite alle lotterie;
- del 15% per le rendite vitalizie e le pensioni;
- dell'8% per le altre prestazioni d'assicurazione.

Per i contribuenti residenti ha unicamente valore di acconto, in quanto, se i redditi e i patrimoni sottostanti sono correttamente indicati nelle dichiarazioni dei redditi, quanto pagato per l'imposta viene scomputato dall'imposta sui redditi cantonale o rimborsata. Per i contribuenti non residenti ha invece valore di tassazione definitiva se non diversamente previsto dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.


L'imposta sul valore aggiunto
L'imposta sul valore aggiunto è stata introdotta nel 1995 anche per adeguarsi alla situazione esistente nei paesi dell'Unione europea. A partire dal 1 gennaio 2010 è entrata in vigore una riforma di tale imposta atta a semplificarne maggiormente il funzionamento.
L'imposta sul valore aggiunto è un'imposta generale sul consumo che grava sull'importazione e sulle transazioni nazionali di beni e servizi.  Vi è soggetto chiunque svolga una attività economica con volume d'affari sul territorio elvetico (Svizzera e Liechtenstein) superiore 100 mila franchi svizzeri annui e le organizzazioni non a scopo di lucro che realizzano un volume d'affari superiore ai 150 mila franchi svizzeri.
L'imposta si calcola applicando la relativa aliquota al valore della controprestazione ricevuta per la cessione di beni o la prestazione di servizi. Da tale importo il contribuente potrà detrarre l'ammontare dell'imposta pagata per l'acquisto dei beni e dei servizi utilizzati ai fini dell'operazione imponibile.
L'aliquota ordinaria è del 8% mentre vi è un'aliquota speciale per il settore alberghiero pari al 3,8% e una ridotta al 2,5% per alimenti, altri prodotti agricoli, medicinali ed editoria.
Le operazioni oltre che imponibili possono essere esenti ed escluse dall'IVA.
Sono operazioni esenti le esportazioni, i trasporti oltre confine e specifiche prestazioni di servizi resi a destinatari con sede sociale o domicilio all'estero. Tra le operazioni escluse figurano le prestazioni sanitarie pubbliche, la previdenza e la sicurezza sociale, le prestazioni di educazione, insegnamento e assistenza all'infanzia e alla gioventù, le operazioni finanziarie (eccetto le gestioni patrimoniali e le operazioni di incasso), la locazione di immobili, la vendita di immobili, le prestazioni assicurative. In entrambe i casi l'Iva non deve essere applicata al valore dei beni o servizi prestati, tali operazioni però differiscono tra loro relativamente al diritto alla detrazione dell'imposta a monte. Esso infatti è riconosciuto unicamente per l'acquisto di beni e prestazioni di servizi utilizzati per operazioni esenti dall'imposta e non per quelle escluse.


Tassa di bollo
La tassa è una delle imposte che la Costituzione riserva al livello federale e viene riscossa su determinate operazioni giuridiche. In particolare esistono tre tipi di tassa di bollo: la tassa d'emissione, la tassa di negoziazione e la tassa sui premi d'assicurazione.
La tassa di emissione riguarda l'emissione di titoli di partecipazione (azioni o quote sociali) ed obbligazioni di società svizzere. L'aliquota risulta differenziata a seconda della tipologia di emissione:
- 1% sui titoli di partecipazione;
- 1,2% obbligazioni;
- 0,6% obbligazioni di cassa e titoli del mercato monetario

La tassa di negoziazione è dovuta sulle transazioni di titoli svizzeri ed esteri concluse da negoziatori di titoli svizzeri
Essa ammonta a:
- l,5 per mille per i titoli emessi da persone domiciliate in Svizzera;
- 3,0 per mille per i titoli emessi da persone domiciliate all'estero.

 

Sono comunque presenti numerose eccezioni e esenzioni al fine di rendere competitiva la piazza finanziaria elvetica.
La tassa sui premi d'assicurazione è relativa ai pagamenti di premi per l'assicurazione di responsabilità civile, l'assicurazione contro l'incendio, l'assicurazione casco e l'assicurazione economia domestica.
La tassa è calcolata sul premio d'assicurazione e ammonta di regola al 5% tranne nel caso di assicurazioni sulla vita riscattabili finanziate con premio unico per le quali la tassa è del 2,5%.


Imposta sulle successioni e donazioni
L'imposta sulle successioni e sulle donazioni è di esclusiva pertinenza cantonale anche se, in alcuni cantoni, anche i comuni partecipano a parte del gettito di tale imposta.
Sui beni mobili essa deve essere liquidata nel Cantone in cui il defunto o il cedente avevano la residenza prima della morte o al momento della donazione mentre quella sugli immobili nel cantone dove questi sono situati.
L'imposta viene calcolata separatamente sul valore della singola quota spettante agli eredi o legatari o ai beneficiari di una donazione.
Il sistema di esenzioni e deduzioni varia da cantone a cantone ma in generale si ha che:
- il coniuge è esente in tutti i cantoni;
- i discendenti diretti sono esenti in molti cantoni mentre nei rimanenti beneficiano di deduzioni;
- gli ascendenti diretti sono esenti solo in alcuni cantoni mentre in altri beneficiano di deduzioni.
Le aliquote sono generalmente uguali sia per le donazioni che per le successioni e sono basate su un sistema progressivo che tiene conto del grado di parentela e dell'importo devoluto.


Rapporti internazionali
Il Paese è tradizionalmente una delle piazze finanziarie più importanti con una politica fiscale basata sulla concorrenza fiscale internazionale e sulla conservazione di un alto livello di privacy in ambito bancario.
Per questo esso risulta incluso nelle liste contenute nei decreti ministeriali del 4 maggio 1999, e del 21 novembre 2001 che individuano i paesi e territori a fiscalità privilegiata per quanto riguarda rispettivamente le persone fisiche e le controlled foreign companies mentre è presente in quella del 23 gennaio 2002 sull'indeducibilità dei componenti negativi unicamente per quanto attiene alle società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e "di domicilio".
Nel corso degli ultimi anni il Paese ha, però, compiuto numerosi sforzi per l'adeguamento agli standard internazionali in ambito di trasparenza fiscale. Nei rapporti stilati dall'OCSE relativi a tale aspetto, infatti, la Svizzera è passata, tra il 2009 ed il 2001, dall'elenco dei centri finanziari che ancora non avevano raggiunto tali standard a quella dei paesi pienamente adempienti.
La Confederazione ha, infatti, firmato numerose convenzioni per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio tra cui quella stipulata con l'Italia nel 1976, ratificata in Italia con legge n. 943 del 23 dicembre 1978 in vigore dal 27 marzo 1979. Il 25 ottobre 2005 il dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia e delle Finanze italiano e la competente autorità svizzera hanno raggiunto un accordo per l'individuazione di cinque fattispecie esemplificative in presenza delle quali si configura una violazione analoga alla frode fiscale e che consentono l'attivazione dello scambio di informazioni su richiesta. Sono inoltre state modificate molte di tali convenzioni per introdurvi un articolo per la cooperazione amministrativa in ambito fiscale.
La principale novità del 2015 è il protocollo sottoscritto tra i ministri delle finanze svizzero e italiano che modifica la Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Svizzera il 9 marzo 1976 e che, di fatto, sancisce la fine del segreto bancario. Il protocollo di modifica della Convenzione dovrà ora essere ratificato da entrambi i Parlamenti e, dopo la notifica vicendevole per via diplomatica della ratifica, entrerà ufficialmente in vigore. Una delle conseguenze più rilevanti dell’intesa è la possibilità riconosciuta alle autorità italiane di richiedere alla Svizzera le informazioni fiscalmente rilevanti, anche su elementi riconducibili al periodo tra la firma dell’accordo e la sua entrata in vigore.
Tale previsione produce effetti rilevanti sulla procedura di regolarizzazione spontanea dei capitali illecitamente detenuti all’estero varata dalla legge 186/2014, perché ai (soli) fini della procedura di voluntary disclosure equipara la Svizzera ai Paesi collaborativi in materia di scambio di informazioni.
Nel 2004 la Svizzera ha firmato un accordo con l'Unione europea relativamente alla fiscalità sul risparmio in cui si prevede l'introduzione di una ritenuta di imposta per i pagamenti effettuati nei confronti di soggetti residenti in paesi UE con aliquota progressivamente crescente dal 15% iniziale al 35% previsto per luglio 2011. L'accordo considera tale ritenuta equivalente allo scambio automatico di informazioni, per questo il governo svizzero ritiene questa più efficiente e rispettosa dei diritti dei contribuenti e si oppone alle pressioni dell'UE per una maggiore applicazione dello scambio automatico.
Dal 12 dicembre 2008 è parte integrante dell’area Schengen (per i confini terrestri) e dal 29 marzo 2009 (per gli aeroporti).




Capitale: Berna
Lingue ufficiali: francese, italiano, reto-romancio, tedesco
Moneta: franco svizzero (CHF)
Forma istituzionale: repubblica federale
Principali trattati
Convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, fatta a Roma il 9 marzo 1976, ratificata in Italia con legge n. 943 del 23 dicembre 1978 in vigore dal 27 marzo 1979.
Il 25 ottobre 2005 il Dipartimento per le politiche fiscali del ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e la competente autorità elvetica hanno raggiunto un accordo per l’individuazione di cinque fattispecie esemplificative in presenza delle quali si configura una violazione analoga alla frode fiscale e che consentono l’attivazione dello scambio di informazioni su richiesta. Nel marzo 2015 Italia e Svizzera hanno firmato il protocollo che modifica la Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Svizzera il 9 marzo 1976 e che, di fatto, sancisce la fine del segreto bancario. Il protocollo di modifica della Convenzione dovrà ora essere ratificato da entrambi i Parlamenti e, dopo la notifica vicendevole per via diplomatica della ratifica, entrerà ufficialmente in vigore.
Elenco dei trattati bilaterali tra Italia e Svizzera
Elenco delle convenzioni sulle doppie imposizioni firmate dalla Svizzera
Riferimenti istituzionali
Federal Tax Administration
Ministry of Finance
Ministry of Foreign Affaires




 

aggiornamento: marzo 2015

Luca Campanelli
pubblicato Lunedì 21 Marzo 2011

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