
L'Etiopia con i suoi 81 milioni di abitanti è il secondo Paese più popolato dell'area sub sahariana ma anche uno dei più poveri con un Pil annuo pro capite di 418 dollari (dato 2009). All'indomani del conflitto con la vicina Eritrea, da cui è uscita stremata, l'indice di sviluppo (Hdi) la collocava al 171 posto su 174 con un indice di povertà (Hpi) che la classificava all'83° posto su 85 nel mondo. In questo decennio sono state adottate rigorose misure fiscali, accompagnate da un vistoso calo della spesa pubblica. L'inflazione è a due cifre in costante crescita (dal 15,8% nel 2006/7 fino al 36,4% nel 2008/2009, con un picco del 61,8% nel mese di luglio 2008) cui si aggiunge il rapido deprezzamento della moneta, alleviato dai contributi internazionali (nel 2009 il Fmi ha sostenuto un esborso finanziario di emergenza pari a 52,3 milioni di dollari).
L'economia è prevalentemente agricola, considerato che caffè, fiori recisi, prodotti zootecnici, cereali e legumi, semi oleosi, oro e spezie sono i principali prodotti di esportazione. La politica fiscale adottata dal governo ha dovuto tenere conto della specificità del contesto caratterizzato da una base imponibile limitata, basso rapporto tra entrate e Pil, investimenti privati in discesa, povertà diffusa.
Le caratteristiche del sistema fiscale
Nel 2001 è stata avviata una riforma fiscale e introdotto un nuovo codice tributario oltre a una tassa all'epoca del 5% sulle importazioni ma permangono diffusi fenomeni di evasione fiscale e frode commerciale. Le autorità tributarie cercano di incoraggiare gli investimenti attraendo capitali dall'estero, sia con l'esenzione di dazi all'importazione che con incentivi per ricerca e sviluppo. In Etiopia non è riconosciuta la proprietà privata di beni ma soltanto l'affitto per 99 anni e, di conseguenza, non esistono tasse sulla proprietà terriera. Attualmente sono in vigore le seguenti forme di tassazione:
- corporate income tax, un'imposta sulle società con aliquota al 30%;
- turn over fiscale Tot, un'imposta sui prodotti locali, sui materiali da costruzione e sui servizi relativi all'agricoltura e all'edilizia nella misura ridotta del 2%. Per gli altri servizi l'aliquota è del 10%;
- accise con aliquota che varia dal 10 al 100%, come per le automobili. Addirittura le tariffe sui beni di consumo possono arrivare al 160% del valore della merce, così ripartite: dazio (10%/35%), accise (dal 10% al 100%), Iva (15%), withholding tax (3%) e la surtax, introdotta nel 2007 sui beni di lusso (pari al 10% del valore).
- dazi doganali ad valorem si applicano ai prodotti importati, ad eccezione di quelli che godono di un regime di esenzione come i beni destinati ad operazioni di investimento, con aliquote che vanno, quindi, da 0 a 35%, con una media semplice del 16,8%. Barriere tariffarie molto elevate sono invece imposte ai beni importati destinati ad uso privato;
- imposta sul reddito di lavoro per le persone fisiche che prevede sette fasce reddituali da 0 ad oltre 5.000 birr mensili. A parte la prima fascia (fino a 150 birr mensili) esente, le aliquote vanno dal 10 al 35% secondo il seguente schema:
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Reddito mensile in Birr
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aliquota
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Fino a 150
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0
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151 - 650
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10%
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651 - 1400
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15%
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14001 – 2350
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20%
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2351 – 3550
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25%
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3551 - 5000
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30%
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Oltre 5000
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35%
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- Iva, introdotta dal 1° gennaio 2003 in sostituzione dell'imposta sulle vendite, si applica alle imprese con fatturato annuo superiore ai 500.000 birr (corrispondenti a circa 45.000 dollari) con un'aliquota del 15% su tutti gli scambi di beni e servizi. Sono, invece, in regime d'esenzione le esportazioni ed i servizi essenziali, quali ad esempio, elettricità, carburante ed acqua, servizi farmaceutici, religiosi, di assistenza ed educazione, trasporti pubblici, servizi postali, permessi e licenze. Quanto alle importazioni, l'imposta si applica con le modalità di ritenuta alla fonte ed è fissata nella misura del 3% del prezzo del bene, compresi i costi di assicurazione e nolo. L'aliquota è ridotta al 2% nel caso di prodotti importati da organizzazioni dotate di personalità giuridica, enti pubblici, istituzioni private no profit ed organizzazioni non governative con finalità umanitarie.
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Principali tasse
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Aliquote fiscali
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Imposta sul reddito societario
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30%
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Turn over fiscale (Tot)
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2% e 10%
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Accise
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dal 10% al 100%
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Dazi doganali
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dallo 0 al 35%
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Imposta sul reddito da lavoro
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Dallo 0 al 35%
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Imposta sulle esportazioni
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0
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Imposta sulle importazioni
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2%
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Iva
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15%
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Capitale: Addis Abeba
Moneta: birr (ETB)
Forma statale: repubblica federale democratica. È suddivisa in nove regioni (Afar, Amhara, Benishangul Gumuz, Gambela, Harar, Oromia, Somali, Nazioni Nazionalità e popoli del sud, Tigrè) cui si aggiungono le due città autonome di Addis Abeba e Dire Daua.
Trattati stipulati con l'Italia:
- accordo bilaterale per la promozione e la protezione degli investimenti, con protocollo, sottoscritto il 23/12/1994 e ratificato con legge n. 597 del 5/11/1997, in vigore dall'8 maggio 1997 con durata decennale tacitamente rinnovabile;
- trattato contro le doppie imposizioni, sottoscritto a Roma l'8/04/1997 e ratificato con legge n. 242/2003 in vigore dal 9 agosto 2005;
- accordo bilaterale di mutua assistenza amministrativa in materia doganale, concluso il 27 settembre 2006, ratificato con legge n. 212/2007.
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