Un’importante operazione sul territorio ligure è stata avviata dall’agenzia dell’Entrate per individuare contribuenti che, pur avendo un tenore di vita estremamente elevato, hanno dichiarano al fisco poco o nulla.
Da una prima analisi dei dati raccolti, sono emersi numerosi casi che meritano un approfondimento: il “nullatenente” con lo yacht da oltre 20 metri, il presunto precario che può permettersi una Porsche Boxster, la pensionata settantacinquenne che, con un reddito da mille euro al mese si fa costruire una piscina da 30mila euro, l’imprenditore che dichiara in media meno di 7mila euro all’anno ma acquista un immobile da mezzo miliardo di euro e sostiene spese per 45mila euro annui tra interessi passivi, contributi previdenziali e ristrutturazioni edilizie.
Ad esempio, il “debole” per una piscina da 25mila euro ha permesso di scoprire un cinquantenne che, pur possedendo vari immobili e terreni, per anni non ha presentato dichiarazioni. Un professionista che ha acquistato una Porsche Boxter S da 60mila euro è finito anch’egli sotto la lente di ingrandimento del fisco: lui e la moglie dichiarano nemmeno 35mila euro, ma risultano possedere cinque appartamenti dati in affitto e altre due autovetture.
L’operazione, avviata a fine luglio e durata 2 settimane, ha coinvolto circa 80 funzionari di tutti gli uffici dell’Agenzia in Liguria, coordinati dalla direzione regionale. I controlli esterni, più di 150, hanno riguardato in particolare 33 agenzie turistiche, 10 ditte specializzate in installazioni di piscine, 9 case d’aste, 10 società per l’organizzazione di eventi, 30 agenzie immobiliari, 12 concessionarie di caravan, motocicli e autoveicoli di lusso, 25 tra capitanerie di porto e porticcioli turistici, 2 aeroclub e numerose altre attività.
Nel corso delle ispezioni sono stati inoltre raccolti dati di persone che hanno acquistato pacchetti viaggio per importi superiori a 10mila euro, oggetti d’arte per un valore unitario di almeno 20mila euro, ville o castelli, anche all’estero, auto o motoveicoli di lusso, aerei privati o imbarcazioni da diporto significative per dimensioni e prezzo.
Gli oltre 9.000 nominativi sono ora al vaglio degli uffici dell’Agenzia, per verificare se il tenore di vita dimostrato dai dati acquisiti nel corso dell’operazione e tramite un questionario inviato agli interessati, sia compatibile o meno con il reddito dichiarato. Ma prima degli avvisi di accertamento ci sarà un importante passaggio a garanzia del contribuente: partiranno degli inviti al contraddittorio, in cui si chiederà di dimostrare l’origine di questa ricchezza, e solo se le spiegazioni fornite non saranno sufficienti si procederà a recuperare le somme eventualmente dovute al fisco.
“È presto per trarre conclusioni affrettate – ha detto Enrico Pardi, direttore regionale, commentando i primi risultati. – In molti casi potrebbe trattarsi di soggetti in grado di giustificare il possesso di questi beni o il tenore di vita. Tuttavia sono situazioni da analizzare con grande attenzione: lo strumento del cosiddetto redditometro spesso permette di cogliere quei grandi evasori, totali o parziali, che con altri mezzi è difficile individuare. Al tempo stesso non posso esimermi dall’esprimere l’apprezzamento per la professionalità e l’impegno dimostrati dai funzionari dell’Agenzia anche in questa occasione”.
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