Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 9:56
Emilia Romagna
L'Agenzia delle Entrate scopre a Reggio Emilia giro di fatture false
Sponsorizzazioni fantasma per ballerini e calciatori. Costi mai sostenuti per abbattere l'imponibile
Sponsorizzazioni fantasma per ballerini e calciatori. Dietro lo schermo di due associazioni, il rappresentante legale emetteva fatture false per dedurre costi in realtà mai sostenuti, riuscendo così ad abbattere l’imponibile di 1,6 milioni di euro. L’accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Reggio Emilia ha portato alla definizione di un milione di euro, che il contribuente verserà nelle casse dell’erario.
Lo sponsor c’è, ma non sulla maglietta - Il controllo è nato da un lavoro di intelligence della struttura “Governo e Analisi” della Direzione Provinciale, che ha passato al setaccio l’elenco clienti-fornitori di alcuni enti non commerciali della provincia. Gli importi di alcune sponsorizzazioni, ritenute esorbitanti, hanno acceso l’attenzione dei detective del Fisco su due associazioni. La sede di una di queste, una scuola di danza gestita da un familiare del rappresentante legale, coincideva esattamente con il suo ufficio, circostanza che ha ulteriormente insospettito i verificatori. Nell’altro caso, riguardante una squadra di calcio dilettantistico, le operazioni fittizie erano state compiute all’insaputa dell’associazione, sfruttando la posizione di rilievo all’epoca occupata dal “fantasioso” evasore.
Come hanno appurato i funzionari dell’Agenzia, negli anni dal 2006 al 2008 il rappresentante legale aveva escogitato una rete virtuale di fatture inesistenti, da lui stesso compilate, per usufruire di detrazioni Iva non dovute. Di fronte alla ricostruzione dettagliata e alla documentazione raccolta, il contabile non ha potuto fare altro che ammettere le irregolarità, impegnandosi a versare un milione di euro tra maggiori imposte, sanzioni e interessi.
Lo sponsor c’è, ma non sulla maglietta - Il controllo è nato da un lavoro di intelligence della struttura “Governo e Analisi” della Direzione Provinciale, che ha passato al setaccio l’elenco clienti-fornitori di alcuni enti non commerciali della provincia. Gli importi di alcune sponsorizzazioni, ritenute esorbitanti, hanno acceso l’attenzione dei detective del Fisco su due associazioni. La sede di una di queste, una scuola di danza gestita da un familiare del rappresentante legale, coincideva esattamente con il suo ufficio, circostanza che ha ulteriormente insospettito i verificatori. Nell’altro caso, riguardante una squadra di calcio dilettantistico, le operazioni fittizie erano state compiute all’insaputa dell’associazione, sfruttando la posizione di rilievo all’epoca occupata dal “fantasioso” evasore.
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pubblicato Lunedì 5 Settembre 2011
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