Piemonte
Torino, l’acqua nella pianificazione territoriale
In Piemonte il primo simposio internazionale del Centro Nazionale di Studi Urbanistici
Torino, l’acqua nella pianificazione territoriale
Il 20 aprile 2018 si è tenuto nel capoluogo piemontese, presso il Centro Congressi “Torino Informa” il primo simposio internazionale annuale del Centro Nazionale di Studi Urbanistici  dal titolo “Water Sensitive Urban Planning / L’acqua nella pianificazione territoriale”.  L’appuntamento è stato organizzato in sinergia con il Cni e l’Ordine degli ingegneri di Torino.
 
 
Gli interventi, le Parallel sessions e la tavola rotonda
La mattinata è stata dedicata alle relazioni - Keynote Speech - di esponenti del mondo dell’accademia universitaria e della ricerca scientifica, dell’Associazione idrotecnica italiana e degli organismi tecnici regionali e interregionali della Pubblica amministrazione direttamente coinvolti in attività di settore (Agenzia interregionale per il fiume Po, Regione Piemonte, settore Difesa del suolo).
Nel pomeriggio le Parallel sessions (seminari con presentazione di contributi a carattere tecnico-scientifico e conclusioni tratte dai rispettivi chairman), sono state  articolate in due sezioni: A) Paesaggi dell’Acqua e sezione B) Water Sensitive Urban Design & Planning. I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda sulle tematiche di resilienza e servizi ecosistemici. Domande e risposte tra il  moderatore scientifico e rappresentanti del Cni, della Regione Piemonte, componenti del Comitato scientifico del Censu e professionisti internazionali del settore. In chiusura, conclusioni del prof. Maurizio Tira, Magnifico Rettore dell’Università di Brescia, Presidente del Censu e Coordinatore scientifico dell’evento. Al simposio, in rappresentanza dell’Agenzia delle Entrate, che dal 2012 ha incorporato le funzioni dell’Agenzia del Territorio, ha partecipato come relatore Francesco Guzzo, con un contributo dal titolo “La rappresentazione delle acque pubbliche nel Catasto dei terreni  ed il contributo al governo e controllo del territorio”.
 
Il Focus: a proposito di “territorio” e “mappe”
Secondo il vocabolario Treccani “territorio” deriva dal termine latino territorium, a sua volta derivato da territor, possessore della terra. La derivazione, in verità, rappresenta il composto della parola terra (terra) e della terminazione –torium, ricavata da –tor, -torem, propria di agente. Il territorio è ciò che viene plasmato dal Territor, definisce, cioè, una regione o zona geografica, una porzione di terra o di terreno d’una certa estensione.
Il territorio è intimamente legato a due concetti che caratterizzano l’istituto catastale: possesso (territor) e terminazione (apposizione di termini, agrimensura). Esigenze di conoscenza ed esplorazione hanno innescato processi di rappresentazione per “confinazione”. Tanto più si può “spaziare” quanto più si riesce a “rappresentare” con sufficiente precisione quanto già in propria o altrui disponibilità. La “mappa” costituisce, cioè, la rappresentazione dell’operazione dell’uomo di “marcatura” del territorio, la connotazione “sensibile” ai mutevoli utilizzi e confini, diventando, ex se, formidabile strumento di conoscenza “datata”, con tutti i limiti suoi propri di formazione per tecniche e strumenti di rappresentazione utilizzati.
Se, pertanto, si afferma l’esigenza della “rappresentazione” e, nel contempo, il mondo “conosciuto”, in termini di spazio/territorio, tende a espandersi e specializzarsi, l’attributo “diacronico” della “rappresentazione” di un medesimo territorio fornisce preziose informazioni di confronto per cogliere gli elementi evolutivi/involutivi e “ricucire” la storia dell’ambito, del contesto nei suoi diversi passaggi di emersione, crescita, sviluppo, declino.
La ricostruzione del paesaggio antico, con particolare riguardo alla trasformazione dei toponimi, della rete idrografica, dell’uso del suolo e del reticolo insediativo (Badiali, Piacente, 2010), rappresenta ancora oggi una “moderna” tecnica di ricognizione orientata allo sviluppo ed alla sostenibilità di progetti di territorio, avvalendosi di strumenti e giacimenti/fonti documentarie che vanno opportunamente selezionate, vagliate ed interconnesse, consentendo di giungere alla delineazione preventiva di “lezioni” che la “storia” del territorio ha già indicato.
L’istituto della formazione e conservazione catastale ha sempre costituito un ineludibile presidio di conoscenza dei territori, seppur orientato al controllo di natura impositiva. “Viaggiare” nella storia dei paesaggi, a partire dalle mappe d’impianto, consente, senza dubbio, di poter effettuare studi retrospettivi in termini di datazioni quanto ad assetti e forme anche di alvei e corsi d’acqua. Seguendoli nei lori sviluppi, dalle sorgenti fino alle foci, attivando, mediante operazioni di sovrapposizione cartografica con altre fonti informative territoriali, possibili analisi di ricostruzione di morfologie topologiche ed assetti planimetrici, seppur riferibili alle rispettive date di rilevamento catastale, concorrendo a disvelare possibili scenari di rischio incipiente. Ciò  in ragione delle successive trasformazioni ed occupazioni di alvei ed aree golenali che, nel tempo, hanno visto crescere costantemente l’impatto antropico sottraendo loro spazi che “naturalmente” il paesaggio/passaggio dell’acqua e le connesse opere a salvaguardia, per mitigarne gli effetti di piena, avevano faticosamente “costruito” nei secoli.
Solo con il varo della Legge fondamentale del catasto italiano (la n. 3682 del 1° marzo 1886) venne decretato il passaggio all’assetto di catasto unico geometrico particellare del Regno d’Italia, basato sul rilievo topografico e uniforme per tutta l’Italia, all’interno del quale confluivano beni rustici e fabbricati.
La conoscenza del territorio passa anche, e forse soprattutto, dalla corretta inventariazione dei beni immobiliari che lo costituiscono…Tra gli obiettivi comuni è da annoverare sicuramente la rappresentazione rigorosa ed attendibile degli assetti territoriali, profondamente intrisi di risvolti fiscali….Solo dal raccordo e dalla conoscenza del tessuto normativo possono, infatti, generarsi interventi coerenti per il sistema catastale utili al Paese e soprattutto comprensibili per il cittadino.” (Marino M.M., Presidente 6° Commissione permanente del Senato (Finanze e Tesoro), XVII Legislatura, Presentazione, in Guzzo F., Pavese P.M., 2017).
L’intervento sul catasto delle acque pubbliche ha ripercorso brevemente le fasi storico-evolutive di formazione della cartografia catastale d’impianto ad opera degli Uffici tecnici di finanza, evidenziando anche la particolare competenza ed abilità tecnico-operativa dei periti. Allo stesso tempo, è stata data notizia della tutela storico-monumentale del manufatto geodetico-topografico “Base del Crati” (1870) con dichiarazione d’interesse culturale.
La digressione si è, però, incentrata soprattutto sulla “valorizzazione” anastatica e prospettica delle fonti storico-documentali costituite dalle mappe d’impianto del catasto nazionale. Il reticolo idrografico ha costituito elemento di “ossatura” dei tematismi fondanti nella metrica geometrico-particellare, scandendo, con connotazioni anche di natura civilistica, gli assetti giuridico-proprietari delle acque, tanto in chiave di “dominio” che di possibili utilizzi derivanti da una mosaicatura di area vasta  per riproduzione di mappe catastali a scala opportuna.
In tale quadro di riferimento sono stati, quindi, esposti alcuni casi, con letture e sovrapposizioni cartografiche in provincia di Cosenza nel confronto before/after (Impianto catastale vs Stato attuale (catasto; ortofoto)) ai fini della identificazione preventiva di possibili scenari di rischio connessi ad occupazioni di letti ed aree golenali un tempo occupate da corsi d’acqua, ovvero ostruibili per fenomeni di piena (sito archeologico di Sybaris (alla foce del fiume Crati) inondato il 18 gennaio 2013; situazioni locali in comune di Rossano Calabro, Grisolia e Scalea).
La tecnica narrativa utilizzata, cd. “Crossing Borders”, ha, così, permesso di integrare, rappresentando distintamente “alvei” di provenienza, letture catastali e letture territoriali, considerata anche la volontaria attività di ricerca scientifica del relatore come “Coordinatore territori di area vasta” del Centro Provinciale di Studi Urbanistici di Cosenza.
In chiusura di sessione tematica A, il Prof. Francesco Domenico Moccia, chairman, ha apprezzato il contributo disciplinare fornito dalle informazioni catastali (Acque, viabilità, toponomastica), oltre la ordinaria ricognizione del solo tessuto edificato che ha da sempre catalizzato l’interesse alla scala urbana, orientando la  multidisciplinarità di approccio per la conoscenza diacronica e la rappresentazione di importanti infrastrutture naturali e antropiche, datandone i relativi assetti ai fini di una ricognizione per finalità anche di tipo storiografico-previsionale.
 
Il Sistema Integrato del Territorio
L’Agenzia delle Entrate, peraltro, con il proprio Sistema Integrato del Territorio (SIT) nell’ambito della progressiva realizzazione dell’Anagrafe immobiliare integrata (AII), è già pronta a dialogare interattivamente in interscambio di fonti informative con altre amministrazioni pubbliche e soggetti tecnico-scientifici per finalità di tutela e di valorizzazione delle proprie analisi conoscitive e dei propri archivi, vero scrigno di informazioni per disamine socio-territoriali ed ambientali. Da gennaio 2018 l’Agenzia ha messo a disposizione sul proprio geoportale i propri livelli informativi catastali, inquadrati nel Repertorio dei Dati territoriali stabiliti e governati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) e per le finalità dettate dalla Direttiva Inspire (INfrastructure for SPatial  InfoRmation in Europe), secondo i moderni standard di interoperabilità in direzione della compiuta realizzazione  della società digitale.
 
Il Censu
Il Centro Nazionale di Studi Urbanistici è un ente morale costituito presso il Consiglio nazionale degli Ingegneri (Cni).
 
 
Francesco Guzzo
pubblicato Martedì 8 Maggio 2018

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