Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 11:05
Puglia
A Bari un convegno sull'impresa sociale
Presente l'Agenzia, ha inaugurato la quinta edizione del Master “La fiscalità dell’impresa”
Ha preso il via, venerdì 16 aprile, la quinta edizione del master “La fiscalità dell’impresa”. Il percorso post-laurea è istituito dall’Università degli Studi di Bari in collaborazione con la direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate della Puglia e delle Entrate della Basilicata.
La prima lezione è coincisa con il convegno inaugurale dal titolo “La fiscalità dell’impresa sociale”, che si è tenuto a Bari, presso l’aula Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza.
Dopo i saluti di rito, Caterina Coco, docente di diritto tributario, ha rivolto il ringraziamento dell’Università a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del Master, come percorso di conoscenza che integra la teoria e la prassi del mondo fiscale. Sulla stessa lunghezza d’onda, il direttore regionale della Puglia dell’Agenzia delle Entrate, Silvia Guarino, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Università, per sostenere lo sviluppo, nella Pubblica Amministrazione, di operatori qualificati al servizio della collettività. La riflessione si è, quindi, spostata sul tema del convegno, con il richiamo alla recente riorganizzazione degli uffici pugliesi dell’Agenzia per ribadire che la centralità del cittadino è ormai parte integrante della visione amministrativa. “L’Agenzia si presenta oggi con un volto nuovo nella nostra regione e si propone di raggiungere un pubblico etorogeneo di interlocutori, svolgendo un presidio del territorio puntuale ed efficace. La tutela dell’impresa sociale si inserisce in questo disegno, attraverso l’impegno dell’Agenzia a verificare i presupposti delle norme agevolative, a garanzia delle imprese corrette.”
Hildegard Olga Hungerer, direttore della Basilicata, ha rivolto il suo saluto ai giovani studenti. “Le esigenze della formazione – ha detto il direttore Hungerer – sono sempre più pressanti, anche in ragione della trasversalità della disciplina tributaria. La crescita professionale è l’obiettivo che la Basilicata si prefigge con la partecipazione al percorso didattico del Master.”
L’introduzione all’argomento del convegno è stata affidata a Nicola D’Amati. Il professore emerito ha espresso la propria convinzione che sia in corso il tentativo di rifondare le economie nazionali facendo perno, appunto, sul Terzo settore. La tendenza in atto non è nuova: da Smith, infatti, fondatore dell’economia e professore di filosofia, passado per Ricardo, banchiere impegnato nel finanziamento di ospedali, l’orientamento sociale è sempre stato presente negli studi economici. La crescita del Terzo settore sembra, dunque, un ritorno alle radici, purché si coniughi la finalità sociale con la logica di impresa e la cultura delle regole.
Sulla premessa del professore D’Amati, ha preso la parola Aldo Polito, direttore centrale Servizi al contribuente dell’Agenzia delle Entrate, che ha delineato il percorso normativo grazie al quale le imprese sociali sono emerse come soggetti di rilievo fiscale. A partire dalla legge n. 49/97, sulle ong dedite alla cooperazione allo sviluppo nei Paesi del Terzo mondo, il legislatore ha introdotto consistenti modifiche nell’ordinamento tributario fino a delineare, con le Onlus, una nuova categoria di soggetti, ulteriore anche rispetto alla distinzione tra enti commerciali e non commerciali. I requisiti degli enti che operano negli undici settori di interesse sociale e le norme agevolative, compresa la disciplina del cinque per mille, sono stati gli altri argomenti trattati da Aldo Polito e sui quali si è acceso il confronto con Michele Castellano, docente di diritto commerciale all’Università di Bari. Il professore si è soffermato sull’analisi semantica del vocabolario impiegato dal legislatore, per concludere che l’impresa sociale è, probabilmente, un genus al quale ricondurre tutte le altre tipologie di organizzazione con caratteristica costante l’assenza dello scopo di lucro. Le norme sulla responsabilità patrimoniale, peraltro, non escludono la possibilità dell’accesso dell’impresa sociale alla società di capitali, come forma che in passato, invece, appariva tipica dell’organizzazione capitalista in contrapposizione con la cooperativa.
Il punto di vista economico è ritornato, in conclusione della giornata, con l’intervento di Cristiana Schena, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università dell’Insubria, che ha illustrato le caratteristiche del bilancio sociale, strumento di rendicontazione strutturata degli obiettivi, delle attività, dei risultati in base al metro sociale e ambientale, oltre che patrimoniale ed economico. Secondo la professoressa Schena, il bilancio sociale è la prospettiva alla quale devono tendere tutte le imprese, sia profit sia no-profit, orientate ad una governance multi-stakeholder. La relazione, inoltre, ha dato conto del percorso attraverso il quale l’Agenzia per le Onlus è giunta ad elaborare le linee guida per il bilancio sociale, con il contributo di accademici, operatori della fiscalità e rappresentanti delle istituzioni.
La prima lezione è coincisa con il convegno inaugurale dal titolo “La fiscalità dell’impresa sociale”, che si è tenuto a Bari, presso l’aula Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza.
L’incontro di studio ha riunito intorno allo stesso tavolo docenti universitari, dirigenti dell’Amministrazione finanziaria e rappresentanti del Terzo settore, per discutere dell’attualità giuridica, economica e fiscale connessa a questo istituto proprio del complesso mondo del non-profit.
Dopo i saluti di rito, Caterina Coco, docente di diritto tributario, ha rivolto il ringraziamento dell’Università a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del Master, come percorso di conoscenza che integra la teoria e la prassi del mondo fiscale. Sulla stessa lunghezza d’onda, il direttore regionale della Puglia dell’Agenzia delle Entrate, Silvia Guarino, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Università, per sostenere lo sviluppo, nella Pubblica Amministrazione, di operatori qualificati al servizio della collettività. La riflessione si è, quindi, spostata sul tema del convegno, con il richiamo alla recente riorganizzazione degli uffici pugliesi dell’Agenzia per ribadire che la centralità del cittadino è ormai parte integrante della visione amministrativa. “L’Agenzia si presenta oggi con un volto nuovo nella nostra regione e si propone di raggiungere un pubblico etorogeneo di interlocutori, svolgendo un presidio del territorio puntuale ed efficace. La tutela dell’impresa sociale si inserisce in questo disegno, attraverso l’impegno dell’Agenzia a verificare i presupposti delle norme agevolative, a garanzia delle imprese corrette.”
Hildegard Olga Hungerer, direttore della Basilicata, ha rivolto il suo saluto ai giovani studenti. “Le esigenze della formazione – ha detto il direttore Hungerer – sono sempre più pressanti, anche in ragione della trasversalità della disciplina tributaria. La crescita professionale è l’obiettivo che la Basilicata si prefigge con la partecipazione al percorso didattico del Master.”
L’introduzione all’argomento del convegno è stata affidata a Nicola D’Amati. Il professore emerito ha espresso la propria convinzione che sia in corso il tentativo di rifondare le economie nazionali facendo perno, appunto, sul Terzo settore. La tendenza in atto non è nuova: da Smith, infatti, fondatore dell’economia e professore di filosofia, passado per Ricardo, banchiere impegnato nel finanziamento di ospedali, l’orientamento sociale è sempre stato presente negli studi economici. La crescita del Terzo settore sembra, dunque, un ritorno alle radici, purché si coniughi la finalità sociale con la logica di impresa e la cultura delle regole.
Sulla premessa del professore D’Amati, ha preso la parola Aldo Polito, direttore centrale Servizi al contribuente dell’Agenzia delle Entrate, che ha delineato il percorso normativo grazie al quale le imprese sociali sono emerse come soggetti di rilievo fiscale. A partire dalla legge n. 49/97, sulle ong dedite alla cooperazione allo sviluppo nei Paesi del Terzo mondo, il legislatore ha introdotto consistenti modifiche nell’ordinamento tributario fino a delineare, con le Onlus, una nuova categoria di soggetti, ulteriore anche rispetto alla distinzione tra enti commerciali e non commerciali. I requisiti degli enti che operano negli undici settori di interesse sociale e le norme agevolative, compresa la disciplina del cinque per mille, sono stati gli altri argomenti trattati da Aldo Polito e sui quali si è acceso il confronto con Michele Castellano, docente di diritto commerciale all’Università di Bari. Il professore si è soffermato sull’analisi semantica del vocabolario impiegato dal legislatore, per concludere che l’impresa sociale è, probabilmente, un genus al quale ricondurre tutte le altre tipologie di organizzazione con caratteristica costante l’assenza dello scopo di lucro. Le norme sulla responsabilità patrimoniale, peraltro, non escludono la possibilità dell’accesso dell’impresa sociale alla società di capitali, come forma che in passato, invece, appariva tipica dell’organizzazione capitalista in contrapposizione con la cooperativa.
Il punto di vista economico è ritornato, in conclusione della giornata, con l’intervento di Cristiana Schena, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università dell’Insubria, che ha illustrato le caratteristiche del bilancio sociale, strumento di rendicontazione strutturata degli obiettivi, delle attività, dei risultati in base al metro sociale e ambientale, oltre che patrimoniale ed economico. Secondo la professoressa Schena, il bilancio sociale è la prospettiva alla quale devono tendere tutte le imprese, sia profit sia no-profit, orientate ad una governance multi-stakeholder. La relazione, inoltre, ha dato conto del percorso attraverso il quale l’Agenzia per le Onlus è giunta ad elaborare le linee guida per il bilancio sociale, con il contributo di accademici, operatori della fiscalità e rappresentanti delle istituzioni.
Daniela Lopedote
pubblicato Martedì 20 Aprile 2010
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