Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 14:30
Veneto
100 milioni per abbattere gli utili, ma l'Agenzia scopre il trucco
Perdita fiscale ad alto rendimento per una società vicentina, già tassati redditi "in nero" pari a 12 mln
Una società manifatturiera vicentina, ricorrendo a un complesso meccanismo elusivo, aveva trovato il modo di non pagare le tasse per molti anni. Tutto grazie a una perdita fiscale da 99,9 milioni di euro, creata ad hoc per abbattere, in molteplici periodi d’imposta, gli utili delle numerose altre società del gruppo industriale a cui la stessa società apparteneva. Ma la Direzione Provinciale delle Entrate di Vicenza ha scoperto il trucco e assoggettato a tassazione 12 milioni di euro di redditi d’impresa non dichiarati.
Arbitraggio fiscale internazionale – Grazie a ripetute manovre elusive e a una tempistica perfetta, la società berica - subholding di un gruppo di imprese - era riuscita a liquidare la propria partecipazione in una società olandese, beneficiando sia della pressoché totale esenzione della tassazione dei dividendi sia della deduzione della minusvalenza realizzata a seguito della cessione della stessa partecipazione.
La società ha quindi goduto di un doppio indebito vantaggio che gli ha permesso di abbattere il proprio reddito d’impresa e di dichiarare in Unico una perdita fiscale di 99,9 milioni di euro.
Il “tesoretto” – Una volta creata la perdita, la società non solo ha iniziato a trarne i benefici per sé nei successivi periodi d’imposta, ma l’ha messa a disposizione del gruppo permettendogli di abbattere per molti anni i redditi reali prodotti dalle società partecipanti.
Così nel 2006 la società, invece di pagare l’Ires su un reddito d’impresa di circa 600 mila euro, ha dichiarato una perdita di 99,9 milioni di euro e il reddito consolidato del gruppo nel 2006, 2007 e 2008 è stato fatto “sparire” utilizzando in compensazione una parte del tesoretto. Il Fisco italiano è quindi rimasto ogni anno a bocca asciutta e sarebbe rimasto tale per chissà quanto tempo tenendo presente che al termine dell’esercizio 2008 il gruppo evidenziava ancora una perdita fiscale residua di 87,3 milioni di euro.
Ingannato anche il Fisco olandese – La manovra elusiva era anche riuscita a sottrarre all’Erario dei Paesi Bassi la ritenuta del 15% sul pagamento dei dividendi. Come previsto dalla normativa, il Fisco olandese sospese infatti l’esborso e la società “scampò” il versamento di circa 14 milioni di euro a titolo di ritenuta.
L’attività di verifica condotta dalla direzione provinciale delle Entrate di Vicenza ha bloccato il meccanismo elusivo che aveva già permesso l’indebito abbattimento di redditi d’impresa per oltre 12 milioni di euro.
Arbitraggio fiscale internazionale – Grazie a ripetute manovre elusive e a una tempistica perfetta, la società berica - subholding di un gruppo di imprese - era riuscita a liquidare la propria partecipazione in una società olandese, beneficiando sia della pressoché totale esenzione della tassazione dei dividendi sia della deduzione della minusvalenza realizzata a seguito della cessione della stessa partecipazione.
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pubblicato Giovedì 15 Settembre 2011
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