Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato alle 14:30
Veneto
Un’evasione milionaria tutta italiana sotto il cielo d’Irlanda
Trading company solo sulla carta. L’Agenzia delle Entrate di Verona scopre frode fiscale internazionale
Un piccolo ufficio in affitto in Irlanda, con un unico dipendente part-time e un fatturato di milioni di euro. Questa la struttura di una “trading company” dedicata al commercio internazionale solo “sulla carta”, che ha permesso a due imprese di Verona di sottrarre al Fisco italiano, dal 2003 al 2010, 16 milioni di euro di reddito imponibile, pari al 50% del reddito dichiarato nel nostro Paese.
La frode è stata scoperta dalla Direzione Provinciale di Verona, in collaborazione con le Amministrazioni fiscali di Danimarca e Irlanda.
“Scatole cinesi” nel cuore dell’Europa - Le due imprese, specializzate nella produzione di macchinari industriali e facenti capo a un unico gruppo familiare, controllavano la società irlandese attraverso una complicata architettura di “scatole cinesi”, con aziende ubicate nel resto d’Europa (Cipro, Malta, Liechtenstein) tutte manovrate in realtà dal capoluogo scaligero.
Il meccanismo utilizzato era quello della cosiddetta interposizione fittizia. I macchinari partivano da Verona e arrivavano regolarmente a destinazione ai clienti, spesso all’estero. Non toccava però la stessa sorte ai compensi, né alle fatture. Le transazioni avvenivano apparentemente tra Verona e la società irlandese e solo successivamente - e a un prezzo molto più alto - tra questa e i reali clienti esteri. Tutta la differenza del reale guadagno veniva così registrata nel bilancio della società irlandese e tassato in quel Paese con un’aliquota di grande vantaggio fiscale rispetto all’Italia. L’utile veniva poi distribuito ai “soci” per finire poi quasi interamente nelle tasche degli imprenditori veronesi, praticamente esentasse.
Le due aziende dovranno restituire al Fisco italiano 6 milioni di imposte, che potrebbero però raddoppiare contando sanzioni e interessi. I due legali rappresentanti, inoltre, risponderanno alla Procura della Repubblica di Verona di una serie di reati, tra i quali quello di dichiarazione fraudolenta per operazioni inesistenti.
La frode è stata scoperta dalla Direzione Provinciale di Verona, in collaborazione con le Amministrazioni fiscali di Danimarca e Irlanda.
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pubblicato Lunedì 19 Dicembre 2011
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